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GIOVEDÌ 29 LUGLIO 2010, VILLA IMPERIALE DI POSILLIPO EDIPO RE DA SOFOCLE A PASOLINI
Nazionale News
NAZIONALE, 27 July 2010
Teatro Giovedì 29 luglio 2010, Villa Imperiale di Posillipo Edipo Re da Sofocle a Pasolini
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La rassegna Teatri di Pietra 2010 - Pausilypon, nel suggestivo scenario di Villa Imperiale Posillipo a Napoli, proseguirà, giovedì 29 luglio 2010, con il debutto di Edipo Re da Sofocle a Pasolini, un allestimento di Ulderico Pesce, che si avvale della collaborazione di Maria Letizia Gorga e la collaborazione artistica di Anatolij Vasil'ev.
Presentato dal Centro Mediterraneo delle Arti, lo spettacolo sarà interpretato da Maria Letizia Gorga, Maximilian Nisi e Ulderico Pesce, su musiche tradizionali dei popoli Arberesh, stanziati in Basilicata e Calabria, canti Grecanici del Salento e della tradizione pastorale lucana. Le rielaborazioni e la direzione musicale sono a cura di Stefano de Meo e Pasquale Laino, impegnati, rispettivamente, alle tastiere e ai fiati.
Ulderico Pesce, affabulatore lucano che conserva la memoria della natura e della polis, recupera, attraverso il suo teatro d'impegno civile, il mito della tragedia di Sofocle e lo modernizza, innestando il tema della pastorizia su quello dell'identità e della memoria.
Questo Edipo Re narra di recupero del passato e identità storica, dove la tragedia di Sofocle, attraverso lo sguardo di Pasolini e la consulenza artistica del grande regista Anatolij Vasil'ev, assume i toni della narrazione in piazza, idealmente nell'ovile. Al pastore di Laio, che interpreta, Pesce affida il racconto della ricerca d'identità di Edipo, disegnando un cerchio di ferro, corde ed enormi campanacci.
L'Edipo di Sofocle ha inizio con la pestilenza che affligge la città. Laio, il re giusto, è morto da tempo e sembra che la sua memoria sia, in parte, svanita. Solo il ritorno di Creonte dall'oracolo di Delfi, dove è stato mandato proprio da Edipo per sapere cosa fare per stroncare i mali che hanno invaso Tebe, riporta l'attenzione su Laio, il re giusto.
Nella messa in scena di Ulderico Pesce, la morte di Laio, il re giusto, acquista una posizione centrale, tanto da iniziare con una sorta di "funerale" in suo ricordo. Ha inizio il male, dopo l'uccisione avvenuta proprio per mano di Edipo.
L'avvenimento sconvolge un ordine cosmico, in cui l'armonia tra uomo, natura e Dio era totale. E' questo sconvolgimento, provocato inconsapevolmente da Edipo, che porta la tragedia.
La bara del re Laio sarà sempre in scena e diventerà il giaciglio su cui Giocasta si accoppierà con Edipo, senza sapere che l'ha generato. La stessa bara rappresenterà il luogo, dove il pastore rivelerà ad Edipo la sua vera identità e, quindi, il suo passato.
La bara assurge a simbolo di un passato e di un'identità, che l'uomo moderno non può fare a meno di recuperare. Nella struttura narrativa sofoclea l'uccisione di Laio passa quasi in secondo piano rispetto all'incesto.
In questa messa in scena, invece, riacquista importanza e centralità, rappresentando la fine di un "mondo armonico". Con la morte di Laio, re giusto, capace di governare in sintonia con la natura e il mondo degli Dei, finisce "l'età dell'oro", un'età arcaica di tipo contadina e pastorale, sconfitta e distrutta dal mondo razionalistico, "tecnologico" e moderno di Edipo.
Edipo Re, da Sofocle a Pasolini
Napoli, Villa Imperiale di Posillipo - giovedì 29 luglio 2010
Ingresso da Grotta di Seiano (Via Coroglio) ore 20.30, inizio spettacolo ore 21.30
Info e prenotazioni al numero verde 800024060 email info@capuanticafestival.it
Il costo dei biglietti è di euro 12 (intero) e di euro 10 (ridotto)
Presentato dal Centro Mediterraneo delle Arti, lo spettacolo sarà interpretato da Maria Letizia Gorga, Maximilian Nisi e Ulderico Pesce, su musiche tradizionali dei popoli Arberesh, stanziati in Basilicata e Calabria, canti Grecanici del Salento e della tradizione pastorale lucana. Le rielaborazioni e la direzione musicale sono a cura di Stefano de Meo e Pasquale Laino, impegnati, rispettivamente, alle tastiere e ai fiati.
Ulderico Pesce, affabulatore lucano che conserva la memoria della natura e della polis, recupera, attraverso il suo teatro d'impegno civile, il mito della tragedia di Sofocle e lo modernizza, innestando il tema della pastorizia su quello dell'identità e della memoria.
Questo Edipo Re narra di recupero del passato e identità storica, dove la tragedia di Sofocle, attraverso lo sguardo di Pasolini e la consulenza artistica del grande regista Anatolij Vasil'ev, assume i toni della narrazione in piazza, idealmente nell'ovile. Al pastore di Laio, che interpreta, Pesce affida il racconto della ricerca d'identità di Edipo, disegnando un cerchio di ferro, corde ed enormi campanacci.
L'Edipo di Sofocle ha inizio con la pestilenza che affligge la città. Laio, il re giusto, è morto da tempo e sembra che la sua memoria sia, in parte, svanita. Solo il ritorno di Creonte dall'oracolo di Delfi, dove è stato mandato proprio da Edipo per sapere cosa fare per stroncare i mali che hanno invaso Tebe, riporta l'attenzione su Laio, il re giusto.
Nella messa in scena di Ulderico Pesce, la morte di Laio, il re giusto, acquista una posizione centrale, tanto da iniziare con una sorta di "funerale" in suo ricordo. Ha inizio il male, dopo l'uccisione avvenuta proprio per mano di Edipo.
L'avvenimento sconvolge un ordine cosmico, in cui l'armonia tra uomo, natura e Dio era totale. E' questo sconvolgimento, provocato inconsapevolmente da Edipo, che porta la tragedia.
La bara del re Laio sarà sempre in scena e diventerà il giaciglio su cui Giocasta si accoppierà con Edipo, senza sapere che l'ha generato. La stessa bara rappresenterà il luogo, dove il pastore rivelerà ad Edipo la sua vera identità e, quindi, il suo passato.
La bara assurge a simbolo di un passato e di un'identità, che l'uomo moderno non può fare a meno di recuperare. Nella struttura narrativa sofoclea l'uccisione di Laio passa quasi in secondo piano rispetto all'incesto.
In questa messa in scena, invece, riacquista importanza e centralità, rappresentando la fine di un "mondo armonico". Con la morte di Laio, re giusto, capace di governare in sintonia con la natura e il mondo degli Dei, finisce "l'età dell'oro", un'età arcaica di tipo contadina e pastorale, sconfitta e distrutta dal mondo razionalistico, "tecnologico" e moderno di Edipo.
Edipo Re, da Sofocle a Pasolini
Napoli, Villa Imperiale di Posillipo - giovedì 29 luglio 2010
Ingresso da Grotta di Seiano (Via Coroglio) ore 20.30, inizio spettacolo ore 21.30
Info e prenotazioni al numero verde 800024060 email info@capuanticafestival.it
Il costo dei biglietti è di euro 12 (intero) e di euro 10 (ridotto)