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FESTIVAL MISTICANZA010 - SAN CASCIANO DEI BAGNI (SI) - 3 / 5 SETTEMBRE 2010
Nazionale News
NAZIONALE, 01 September 2010
Varie Festival Misticanza010 - San Casciano dei Bagni (SI) - 3 / 5 Settembre 2010
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Arti visive, Teatro, Danza, Musica si fondono in una tre giorni di eventi non-stop immersi nel paradiso delle colline toscane, da venerdì 3 a domenica 5 Settembre 2010.
Un Festival completamente gratuito in grado di aprire la strada ad un intenso dialogo tra le arti mediante le opere di numerosi artisti italiani e internazionali e all'impegno dei giovani direttori artistici dell'iniziativa: Riccardo Floris, Carolina Levi, Maria Elena Minuto, Francesca Morgantini, Rosa Sironi.
Un percorso tra installazioni, video, fotografie, pittura, gesti, voci, sguardi, in grado di parlare a chiunque voglia prendervi parte, anche ai bambini.
Un mix entusiasmante di talenti tra i quali spicca il nome di un artista poliedrico come Rocco Papaleo con la sua band, il ROCCO PAPALEO QUARTET in CIRCOLO RINNOVAMENTO, spettacolo di teatro-canzone in programma Sabato 4 settembre, alle 22.30.
L'iniziativa è realizzata con il contributo della Provincia di Siena, del Comune di San Casciano dei Bagni,
dell'Apt Chianciano Terme Val di Chiana e di Sponsor privati
www.misticanza.com
3 - 5 Settembre 2010
San Casciano dei Bagni - Palazzone
TEATRO
Venerdì 3 Settembre 2010
ORE 17:00
La Misticanza dei piccoli
Giacomo di cristallo
Dalla favola di Gianni Rodari
Laboratorio teatrale per bambini a cura di Giulia Franchi (tra libri, arte e teatro)
Che cos'è la trasparenza? Una scoperta che passa attraverso la sperimentazione della materia - l'aria, l'acqua, il vetro, la pellicola - per arrivare all'accezione etica del termine grazie alle lettura animata del racconto di Gianni Rodari e a una serie di improvvisazioni che coinvolgeranno i più piccoli.
Venerdì 3 e sabato 4 Settembre 2010
ORE 18:30
Domenica 5 Settembre 2010 - PALAZZONE
ORE 16:00
Percorso itinerante
In and with (me)
Performance di Camilla Graff Junior
Le Donne di San Casciano e non solo sono invitate sul letto di Mona M per raccontare una storia che può essere la loro. Il letto si troverà in diversi luoghi del borgo. In tre luoghi, per tre giorni, per tre ore. Alcune donne saranno invitate a presentarsi su appuntamento altre se vorranno potranno presentarsi spontaneamente nei luoghi itineranti della performance. A tutte le donne si richiederà di portare un oggetto, oggetto che verrà integrato nell'installazione, qualcosa di personale. L'ultima sera MONA metterà tutte le storie insieme e offrirà una guida nel museo delle Donne di San Casciano e dintorni. Il viaggio inizia per continuare...
Camilla Graff Junior ha studiato teatro e danza contemporanea in diverse scuole fra Parigi, New York e Copenhagen ed è attualmente impegnata in un Ph.D sul "L'altro teatro" presso la Nouvelle Sorbonne Paris 3 di Parigi. Ha lavorato con i coreografi Sara Gebran (Danimarca) e Helle Bach (Danimarca)e con registi di cinema e teatro quali: Robert Wilson (Stati uniti), Richard Foreman (Stati Uniti), Sophie Haviland (Stati Uniti), Patricia Allio (Francia), Léa Dant (Francia), Nina Larissa Bassett (Danimarca) e il collettivo performativo di gruppo LIS (Italia) e One Hit Wonder (Germania).
Come creatrice di costumi e costumista, Camilla ha ideato e diretto più di 20 lavori In Europa, Africa, Sud America e Stati Uniti.
Dall' 2002 è stata la direttrice artistica di Griff Graff, una compagnia di arte performativa indipendente, realizzando opere site-specific e collaborazioni nel campo teatrale e performativo.
http://www.giraffgraff.com/
Venerdì 3 Settembre 2010
ORE 19:30
Lettura
Quella sera al vel d' Hiver
con Massimo Poggio, Gualtiero Burzi e Davide Iacopini
Questa è la storia di due persone che, nate alla fine dell'Ottocento, sono riuscite a tirarsi fuori dal fango e dalla miseria. Questa è la storia di due eccezioni.
Uno, Costante Girardengo , vincitore di un numero impressionante di corse in bicicletta.
L'altro, Sante Decimo Pollastro, anche lui sempre in sella ad una bicicletta, ma per sfuggire a chi gli dava la caccia.
Due campioni: il primo del pedale, il secondo della rivoltella.
Due vite che a furia di correre l'una opposta all'altra dovevano per forza incontrarsi.
Accadde a Parigi, al Velodromo d' Inverno, una sera di settembre del 1925.
Venerdì 3 Settembre 2010
ORE 22:00
Lettura
Kamikaze Napoletano
scritto e interpretato da Arcangelo Iannace
regia di Francesco Frangipane
Un Kamikaze napoletano di nome Rosario. Pronto ad andare. Ma dove?
"...vado perché se non vado, io non so più dove andare...allora è meglio che vado...".
Poi un incontro fondamentale... un altro uomo, un'altra cultura, un altro mondo, che lo aiuterà a trovare quel motivo più grande per concludere da eroe la sua anonima vita... "Adib, Mario m'ha cambiato la vita a me...o forse m'ha cambiato la morte!?..."
È questa la tragicomica esistenza di Rosario, il piccolo kamikaze napoletano che pensa di aver trovato finalmente la sua salvezza nel martirio, forse.
Sabato 4 Settembre 2010
ORE 17:00
La Misticanza dei piccoli
Piccolo blu e piccolo giallo
di Leo Linoni
Laboratorio teatrale per bambini a cura di Giulia Franchi (tra libri, arte e teatro).
Primo libro astratto nella storia della letteratura per l'infanzia Piccolo blu e piccolo giallo racconta l'amicizia tra due macchie di colore, in un gioco di trasformazioni, incontri, scambi.
La lettura collettiva del libro precede il laboratorio vero e proprio. Una macchia si muove in lungo e in largo su un foglio formando immagini e storie sempre nuove.
Sabato 4 Settembre 2010
ORE 21:30
Compagnia Cassepipe
On Winnie
di Vincenzo Manna
con Eugenia Rofi e Nicolò Scarpaio
On Winnie è una messa in scena che nasce da un tipico esercizio drammaturgico condotto su Happy Days di S. Beckett: immaginare la vita/storia di alcuni personaggi oltre il testo "ufficiale".
E On Winnie racconta il momento in cui Willie e Winnie, i due protagonisti di Happy Days, sono arrivati nel deserto fuori dal tempo dove trascorreranno poi tutta la loro "vita", fino ad essere ridotti a poco più che larve umane (Willie) o ad essere sepolti nella terra fino alla vita (Winnie).
In On Winnie, Willie e Winnie hanno circa 30 anni e sono ancora semplicemente "un uomo ed una donna, forse marito e moglie, non più giovani ma non ancora vecchi" (HD), che sono appena usciti di casa, con due grosse borse in mano per andare al funerale di un loro caro amico Carolus scomparso di recente, in circostanze misteriose.
La prima battuta di Willie in Happy Days, quando, appena sveglio inizia a leggere il giornale è proprio su Carolus: "His Grace and Most Reverent Father in God Dr Carolus Hunter dead in tub - Sua Eminenza Reverendissima Dr. Carolus Hunter trovato morto nella vasca da bagno" E gli risponde Winnie: "Charlie Hunter! I close my eyes and I'm sitting on his knees again.. - Charlie Hunter! Chiudo gli occhi e sono di nuovo seduta sulle sue ginocchia..".
Da queste due battute è nato il testo/pretesto di On Winnie.
On Winnie adotta in pieno la metafora esistenziale di Happy Days -il deserto, l'assenza di coordinate spazio/temporali, l'attesa e molti altri degli universali creati da Beckett anche in altri lavori - cercando però di ripercorrerne con nuova sensibilità i contenuti e le forme.
Vincenzo Manna, studia Letteratura Contemporanea all'Università degli studi di Firenze dove si laurea in Stilistica, Metrica e Retorica (2004) con una tesi sulla poesia di E Sanguineti. Dopo un brevissimo periodo di insegnamento all'Università, frequenta la classe di Regia presso l'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio d'Amico dove si diploma nel febbraio 2009. Unisce nel suo lavoro l'attività di attore (Leo Bassi, Robert Pacitti, Bruce Myers, Victor Alimpiev, Raffaello Sanzio), di regista (Divina-mente, Fari nella nebbia, Presente Indicativo)e di drammaturgo/sceneggiatore. Inizia a scrivere all'inizio del 2007 e i suoi testi teatrali sono messi in scena sia con la sua regia che con la regia di altri artisti: La porta (2008) regia V. Manna, vincitore dell'Area Festival 2008 e selezione ufficiale al PlayArezzo 2008, Tre monologhi senza lieto fine (2008) regia V. Manna, Viaggio al termine della notte (2009) regia V. Manna, Race point e Maglietta a righe, (2009) regia di G. Marini, La famiglia (2009) con la regia di A. Baracco, Elisa Cruz (2009) regia di A. Baracco, Trilogia della città di K., Il grande quaderno (2009) regia di D. Muratore, Fari nella nebbia regia di V. Manna, On Winnie (2010) regia di V. Manna, Ferdina'! (2010) regia di V. Manna. Nel cinema è co-sceneggiatore insieme a M. Gaudioso, M. Cappon e A. Baracco del film Yalda. Fari nella nebbia vince la menzione speciale della giuria al 50° Premio Riccione (2009).
Nel 2010, nell'ambito di Spoleto53 Festival dei 2Mondi, vince il premio SIAE/creatività, talenti emergenti - categoria: autore teatrale.
Elisa Cruz (2009) sarà pubblicato insieme a Cani (2010) presso la casa editrice Editoria e Spettacolo con il titolo unico Figli nostri.
Sabato 4 Settembre 2010
ORE 22:30
ROCCO PAPALEO QUARTET
Circolo Rinnovamento
Testi e musiche di Rocco Papaleo
Rocco Papaleo, reduce dal successo cinematografico del film "Basilicata Coast to coast presenta l'evoluzione del suo spettacolo di teatro-canzone che già nel 2005 gli è valso il premio della critica al Festival Gaber.
Attore, regista, autore, Rocco Papaleo è da sempre grande amante della musica e porta in scena uno spettacolo scritto di suo pugno, sia musiche che testi, in cui si alternano canzoni e racconti, il tutto con l'accompagnamento di due musicisti d'eccezione quali Francesco Accardo alla chitarra e Arturo Vailante al piano.
Uno show che segue la migliore tradizione del teatro-canzone a metà strada tra il concerto e la pièce teatrale.
Lo spettacolo, con l'ironia e il sarcasmo a fare da filo conduttore, rompe le barriere tra chi sta sopra e sotto il palco, grazie all'interazione tra Papaleo, i suoi musicisti e il pubblico.
Il poliedrico talento artistico di Rocco Papaleo ha stregato in passato anche la fondazione Giorgio Gaber che lo ha insignito del premio della critica nell'ambito del proprio festival nel 2005.
Rocco Papaleo è uno degli attori\autori più importanti del panorama italiano degli ultimi 20 anni, di recente protagonista nelle sale cinematografiche con "Basilicata coast to coast" dove si è presentato nella triplice veste di autore, regista ed attore.
Nel suo lungo curriculum numerosissimi film tra i quali "I Laureati" di Leonardo Pieraccioni con cui ha negli anni sviluppato una salda collaborazione che lo ha portato a prender parte ad altri film del regista toscano come ad esempio "Il Paradiso all'improvviso" e "Ti amo in tutte le lingue del mondo".
Altre pellicole di successo che lo hanno visto tra i protagonisti sono: "Ferie D'Agosto" di Paolo Virzì, "Il barbiere di Rio" e "Viola bacia tutti" di Giovanni Veronesi, "Del perduto amor" diretto da Michele Placido e "Il pranzo della domenica" di Carlo Vanzina.
Per le sue interpretazioni è stato più di una volta nominato a importanti premi come il David di Donatello o il Nastro d'Argento. Ha inoltre partecipato a "Senza Parole", film di Antonello di Leo candidato agli Oscar come miglior cortometraggio nel 1997.
Domenica 5 Settembre 2010
ORE 19:00
Lettura
L'Anima innamorata
adattamento di Chiara Tomarelli su scritti di Alda Merini
con Valentina Chico e Chiara Tomarelli
"...io misuro la mia anima a bracciate e quasi sempre affogo..." Alda Merini.
Forse la più grande poetessa italiana del nostro secolo, Alda Merini sconvolge e appassiona per le sue liriche e la sua vita, più bella ancora della poesia, come dice lei stessa.
Vita che la trova prigioniera del manicomio per oltre vent'anni, tragica esperienza che segna un'anima vinta e vincitrice e che nella forza della parola riuscirà a ribellarsi e trovare un senso, a creare uno spazio dove "la voce diventa suono di un violino e grido di un figlio e mano di un amante".
Entrare nell'universo di Alda Merini è un'esperienza. Profonda, sconvolgente,illuminante, dolcissima.
ARTI VISIVE
Venerdì 3 e sabato 4 Settembre 2010
ORE 18:00
Domenica 5 Settembre 2010
ORE 11:00
Presso Camera Oscura - Piazza Matteotti
Intervento site-specific di Daniele Jost
Costruzioni architettoniche che sgocciolano inchiostro, strutture modulari monocrome che pur rivendicando una forte autonomia formale entrano in contatto epidermico con l'ambiente che le avvolge, organi umani che si tramutano in elementi naturali. Queste sono le immagini attraverso le quali l'artista Daniele Jost ci restituisce una determinata dimensione ed estensione del reale metropolitano.
L'architettura diviene il filtro ottico e concettuale con il quale leggere, osservare e decifrare il mondo che ci circonda. I piccoli moduli abitativi realizzati dall'artista, oltre ad essere da un punto di vista prettamente formale degli impianti volumetrici chiusi, compatti e strutturalmente bloccati, sono anche sottili ed acute somatizzazioni di una realtà sociale decadente ed altamente complessa (Teatro utopico contemporaneo, Die neue Zivilliesierung, La fabbrica del silenzio, 2005).
Il paesaggio descritto dalle sue opere non è mai rassicurante, neutro o protettivo, ma avvolto e corroso da un'atmosfera statica, claustrofobica e perturbante. Le composizioni architettoniche dagli intensi colori smaltati sono calate su scenari periferici desolati, angusti ed asettici simbolo di una spropositata ortodossia urbana e di piani regolatori incapaci di tradurre gli effettivi bisogni degli individui. Architetture sorde, fredde ed afone sorte in risposta ad una economia politica fallace che non sono state in grado di assorbire la vitalità e gli aspetti cangianti del mondo reale, né di identificare correttamente la natura e il funzionamento effettivo delle città.
Lo spazio raccontato da Daniele Jost è sempre un sentimento emotivamente ed eticamente consapevole (Autosistema Autogeno, 2007; F-Oil, 2008; Somatic finds from uman archives, 2009).
Gli edifici che si inseriscono ed interagiscono con il territorio metropolitano trasudano dalle loro superfici una sensazione di disagio, di instabilità e di profonda inquietudine. Immagini fotografiche, percorsi installativi, sculture, sperimentazioni audiovisive e digitali sono parte integrante del vocabolario comunicativo adottato dall'artista. Daniele Jost, creando continui sconfinamenti tra una dimensione linguistica ed un'altra, stabilisce un legame fluido, dinamico e necessario tra tutte queste diverse forme espressive.
Daniele Jost (Roma, 1981) dall'inizio delle proprie ricerche si è confrontato attivamente con differenti media quali fotografia, video e disegno. Una parte fondamentale del suo lavoro sono gli interventi realizzati direttamente sul territorio attraverso i quali trasferisce nella dimensione dell'arte la suggestione prodotta dal contesto urbano. Attualmente impegnato nella creazione di un'installazione appositamente ideata per il festival delle arti Misticanza010 a San Casciano dei Bagni, ha recentemente partecipato alle mostre: Micromega presso la galleria Halles S. Gery a cura di Dominique Lora (Bruxelles, Belgio, 2009); Postproduction.it al Centro Cultural José Amadeo Conte Grand (San Juan, Argentina, 2009); Far from Where We Came presso la Aaran Gallery a cura di M. Iannelli (Tehran, Iran, 2009).
http://www.danielejost.com/
Presso Teatro Comunale dei Georgofili - Via Luzia
Proiezioni video di Davide Sebastian
Cosa accade quando il processo artistico incontra e si fonde con la dimensione scientifica?
O quando delle architetture perdono una componente essenziale, il tetto, e diventano organismi sovraesposti al passaggio e al suono del vento?
La ricerca artistica di Davide Sebastian nasce dall'osservazione delle relazioni ibride ed instabili che molto spesso si stabiliscono tra gli uomini, l'ambiente naturale e le forme artificiali. Fiale di adrenalina che bucano foglie, rami e tronchi, macrofotografie digitali che ritraggono microsistemi nati dall'intreccio tra elementi naturali e sostanze farmacologiche (Innesti, 2003-2004), alberi antenna che trasmettono onde elettromagnetiche, testimoni silenti degli interventi irreversibili dell'uomo sulla natura (Tesla Project, 2005). Il confronto tra l'armonia e l'andamento sinuoso delle foglie e la staticità e la rigidità delle fiale di vetro contenenti epinefrina si realizza all'interno di piccoli ed accuratissimi ambienti sottovuoto, lontani e protetti da ogni rumore dove sembra che non circoli aria.
Apparentemente rassicuranti queste composizioni macrofotografiche nascondono sotto l'evidente perfezione e bellezza formale un profondo e radicato senso d'inquietudine. Esse sono consapevoli del fatto che un eccessivo ed incontrollato utilizzo della tecnologia porta inevitabilmente ad una sostanziale ed irreversibile alterazione degli organismi naturali. La nuova realtà prodotta dal contatto cutaneo tra mondo vegetale ed innesti artificiali è un precisa e simbolica riflessione aperta dall'artista sugli abusi perpetrati dall'uomo a discapito del microcosmo vegetale.
Il video Oryza Sativa girato dall'artista nel 2009 in Indonesia tra la città di Bali e quella di Java si sofferma sulla bellezza dei suoni inconsapevoli prodotti dall'intreccio tra il vento, la natura e gli artefatti realizzati dall'uomo. Questo filmato mette in evidenza la poesia che può scaturire dall'incontro discontinuo e dinamico tra la propagazione acustica e l'ambiente naturale. La distribuzione dei suoni nello spazio è un elemento indispensabile attraverso il quale possiamo entrare in contatto con il territorio che ci circonda.
Uno degli ultimi progetti ancora in fase di elaborazione intrapresi da Davide Sebastian si sofferma sul potere suggestivo ed evocativo sprigionato da alcune chiese "aperte", che private nel tempo del loro involucro strutturale originario, sono diventate membrane elastiche protese verso il cielo (Chiesa di San Francesco, Chiesa di Santa Maria della neve, Chiesa di San Bonaventura). L'interno del perimetro architettonico di questi edifici destinati alle cerimonie liturgiche, diverrà la sede simbolica all'interno della quale l'artista farà sorgere alberi e piante, emblemi di un processo naturale in continua trasformazione e rigenerazione. La circolazione dell'energia, identificata in queste ultime opere nella migrazione nel tempo e nello spazio di un piccolo seme legato ad una piuma è l'elemento che lega indissolubilmente tutti i lavori dell'artista (Chiese senza tetto, 2010).
Davide Sebastian (Roma, 1981) lavora con la fotografia e con il video. Attualmente coinvolto nell'elaborazione di un video inedito per il festival delle arti Misticanza010, ha partecipato alle rassegne: Video Art and Experimental Film Festival Tribeca Cinemas a cura di Dan Fine (New York, 2010), Art'ambiente a cura di P. Fortunato e M. Lo Franco (Roma, Nuova Fiera di Roma, 2010), PostProduction.it a cura di M. Scaringella (Buenos Aires, Cultural Centre Borges, 2010).
http://www.davidesebastian.com/
Presso Via San Cassiano
Fotografie di Jacopo Tomassini
Jacopo Tomassini (1979) vive e lavora a Roma. Ha alternato e portato avanti negli anni sia la passione per la fotografia che quella per il cinema. Le sue esperienze professionali nel campo della fotografia sono state: come assistente fotografo per Corrado Sassi, per Toni Thorimbert (su lavori realizzati a Roma) e di Arabella Schwarzkopf. Ha inoltre lavorato come stampatore con Andrea Calabresi e nel workshop TPW. Nel cinema ha fatto per diversi anni l'assistente e aiuto regista collaborando tra gli altri con Edoardo Winspeare, Vincenzo Marra e Alessandro Angelini. Nel gennaio 2008 ha fondato, con altre quattro persone, la Pinup filmaking, una società di produzione. Dal 2009 sta portando avanti diversi progetti che riguardano la fotografia e il documentario.
Presso Sala Uno del Comune
Dipinti di Eugenia Lecca & fotografie di Manuela Spartà
Eugenia Lecca (Roma, 1980) ha conseguito la maturità artistica ed ha frequentato l'Accademia di belle Arti di Roma. L'arista lavora prevalentemente sul volto umano utilizzando colori ad olio ed acrilici su tela. Attualmente coinvolta all'interno del festival delle Arti Misticanza, ha partecipato nel 2006 alla mostra collettiva Regeneration presso la Galleria Civica d'arte Contemporanea del Comune di Termoli e nel 2009 all'esposizione Scanning presso la galleria Studio Soligo di Roma
http://www.eugenialecca.it/
Dodici solitudini di Manuela Spartà
L'idea di realizzare questo lavoro fotografico è venuta dopo la lettura di Undici solitudini di Richard Yates: ogni racconto rappresenta lo stato emotivo di un personaggio che attraversa, in una stagione della propria vita o in una circostanza del proprio destino, il sentimento della solitudine. La solitudine può essere uno stato doloroso e malinconico di un essere umano, ma anche un modo privilegiato di entrare in rapporto con il reale. La realtà, attraverso il prisma della solitudine, si realizza nella contemplazione e si trasfigura nell'astrazione. In queste fotografie ho cercato di cogliere la manifestazione del sentimento della solitudine nelle sue forme più diverse: nella vastità di un paesaggio che sommerge una bambina incosapevole mentre gioca con una palla, nella nuca di una donna che cerca qualcosa al di là del vetro di una finestra, nell'ombra scura di una passeggiata riflessa in una pozzanghera, nel sogno di una sposa che attraversa solo per un istante un raggio di luce, nella concentrazione di Fanny Ardant che si protegge dal sole e osserva l'ambiente dove sta per girare, nella curiosità degli occhi di una bimba cinese su un marciapiede di piazza Vittorio, nella schiena di una signora nella cabina di un call center, in una giacca abbandonata per la strada accartocciata come le foglie morte dell'autunno, nella pioggia che cade e cancella il volto di un palazzo. Ogni realizzazione del sentimento della solitudine, al mio sguardo, racconta il mistero di quello che accade e di quello che sta per accadere. Una pausa nel caos del tempo, uno stato di grazia.
Manuela Spartà (Roma 1981). Attrice diplomata al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma nel 2004 sviluppa parallelamente la passione per la fotografia, lavorando indipendentemente e come assistente per un fotografo dell'agenzia Contrasto. Da due anni si dedica al lavoro di postproduzione e stampa per numerosi fotografi di fama internazionale presso lo studio 10B Photography di Roma. Ha lavorato come fotografa di scena per il cortometraggio "Chimere Assenti" per la regia di Fanny Ardant.
Presso Sala Due del Comune
Dipinti di Kathia Virgilio
Kathia Virgilio (Bari, 1971), vive e lavora a Roma dopo aver vissuto in Svizzera, Spagna e Canada. Si laurea in Architettura presso l'Università "La Sapienza" di Roma ed oltre alla sua passione principale passione per la pittura, si occupa anche di ristrutturazione d'interni e di decorazioni parietali in musei, negozi ed appartamenti. I suoi quadri sono l'esito di un processo espressivo che si realizza in forme astratte direttamente sul corpo della tela pittorica. L'artista stende i materiali (sabbia, colla vinilica e stucco) con le mani, stabilendo un rapporto immediato ed empatico con il supporto.
Nelle Strade del Borgo
Creazioni ad uncinetto di Alessandra Roveda
Alessandra Roveda è nata a Milano nel 1978. Laureata in Disegno Industriale presso il Politecnico di Milano, dopo un periodo di studio presso la "School of art and Design" di Plymouth, si trasferisce a Roma e lavora come artista e videomaker tra Roma e Milano. Ha iniziato a fare a maglia e uncinetto fin da bambina. Unendo l'estetica e la creatività di una formazione da designer con l'artigianalità e la pazienza di un mestiere antico, il risultato è la creazione di installazioni che ridanno vita all'antico e allo stesso tempo reinterpretano il moderno, non perdendo mai un valore ed un sapore demodè.
http://www.alessandraroveda.it/
Venerdì 3 Settembre 2010
ORE 20:30 e 23:00
Sabato 4 Settembre 2010
ORE 20:15
Domenica 5 Settembre 2010 - PALAZZONE
ORE 20:00
Proiezioni su Torre Merlata
Video Mapping di Pablo Marrone
Live audio Simon Gonzalez e Julian Tapias
La ricerca espressiva di Pablo Marrone nasce da un'esigenza ben precisa: creare uno spazio comunicativo e collettivo in grado di stabilire una relazione transitiva e speculare tra lo spettatore, le immagini e il suono che le accompagna. Per realizzare questo particolare incontro l'artista sin dall'inizio delle proprie sperimentazioni si è dedicato alle potenzialità ed al forte potere attrattivo offerti dal live-video, dalle videoproiezioni e dal mapping sulle strutture architettoniche. Immagini pop, colori acidi e brillanti, icone degli anni 80' e 90' e grafica tipica dei videogiochi vengono alternate ritmicamente dall'artista su diverse superfici quali: legno, tessuti, materiali plastici fino ad entrare a stretto e diretto contatto con le pareti degli edifici. Le origini sudamericane dell'artista si avvertono soprattutto nella scelta e nell'elaborazione di particolari composizioni musicali che combinano alle sonorità tipiche delle popolazioni argentine e colombiane, tracce di musica elettronica. La fusione tra arte espressiva e sperimentazione digitale permette all'artista di creare delle scenografie ambientali dal suggestivo impatto visivo, emotivo e comunicativo. La creazione di un'atmosfera avvolgente e in grado di coinvolgere gli spettatori è un elemento centrale degli interventi realizzati da Pablo Marrone sul paesaggio architettonico. Affascinato dall'urban art, dai linguaggi che emergono spontaneamente dalla città, dal writing, dagli spazi pubblici, dalle culture popolari e dal contatto che si stabilisce tra lo spettatore e l'oggetto di visione, l'artista realizza video-proiezioni in tempo reale, utilizzando diversi media quali: audio, video, testo e grafica. Cosa accade quando delle immagini estrapolate dalla cultura hip hop, break beat ed electro incontrano degli edifici storici o quando dei suoni elettronici mescolati a dei ritmi folcloristici invadono il paesaggio? Le strutture architettoniche si animano di colori smaltati e di figure vivaci, abbandonano la loro funzione originaria e diventano sede dell'intervento performativo.
Pablo Marrone (Argentina, 1981) possiede una radicata esperienza nel settore del live-video, del veejaying, della comunicazione e dell'organizzazione di eventi. Ha collaborato con numerosi studi di grafica e realizzato molteplici progetti, mettendo in comunicazione la street e la stencil art argentina ed italiana. Attualmente coinvolto nella progettazione grafica per l'emittente radiofonica Radiorebelde di Buenos Aires ed impegnato nella realizzazione delle nuova videoproiezione per il Festival delle Arti Misticanza010, ha anche partecipato alla scorsa edizione della manifestazione (Misticanza09) per la quale ha creato appositamente un mapping sulla Torre Merlata del Comune di San Casciano dei Bagni dal titolo "Sensaziones animadas".
MUSICA
Venerdì 3 Settembre 2010
ORE 19:00
Concerto al pianoforte di Paola Pegan
(Tchaikovskij, Mozart e Chopin)
Un pianoforte, una grande pianista, nella magica ora del tramonto.
Paola Pegan ci delizierà con le note di Tchaikovskij, Mozart e Chopin.
Paola Pegan nasce a Roma dove studia e si diploma in pianoforte al Conservatorio di Santa Cecilia nei primi anni Ottanta. Ha preso parte a diversi corsi di perfezionamento in qualità di allieva effettiva tenuti dai Maestri Perticaroli, Bertoncelj, Valdma, Dedova, Voskobojnikov. Vincitrice di due borse di studio all'estero, ha studiato a Novi Sad (Yugoslavia) negli anni 1988 - 1989 e a Mosca (Russia) negli anni 1989 - 1990, raggiungendo un alto livello di maturità interpretativa e stilistica. Al suo attivo Paola Pegan ha suonato come solista, sia in gruppi da camera sia come accompagnatrice al pianoforte di cantanti lirici. Nel 2000 è stata invitata dalla violoncellista Natalia Gutman e Milena Borromeo (manager del M° Richter) ad eseguire musiche di Chopin e Mozart al "Festival in Memoria di Sviatoslav Richter" a Tarusa (Russia). Ha registrato musiche di Shostakovic, Tchaikovskij, Glinka, Mussorgskij per la Radio Vaticana. Svolge altresì attività di insegnante, preparando i propri allievi privatisti agli esami di Conservatorio e ai concorsi pianistici.
Venerdì 3 Settembre 2010
ORE 23:00
Concerto dei Pink Puffers
PINK PUFFERS brass band
I Pink Puffers sono una brass band di tredici elementi, con repertorio funk, jazz, blues, latin e "phunk". Nascono a Roma alla fine del 2005 come quintetto (tromba, alto, trombone, tuba, batteria) ma dopo un anno di concerti decidono di allargare il gruppo, di sfruttare la possibilità di muoversi marciando durante i loro concerti e di fondare, nel 2006, una vera e propria marching band, sulla scia della tradizione delle bande di strada americane. La potenza sonora dei fiati unita al groove delle percussioni crea una situazione in cui non ballare diventa impossibile. La musica dei Pink Puffers è quella tipica del panorama delle brass band americane: dalla Youngblood Brass Band alla Hungry March Band, passando ovviamente per New Orleans con la storica Dirty Dozen Brass Band con la quale stingono amicizia aprendo e suonando in un loro concerto italiano.
All'inizio del mese di Ottobre 2007 tutto il gruppo ha partecipato all'Honk Fest, festival di bande di strada che si tiene ogni anno a Boston. L'invito per gli anni successivi a tornare negli States è stato il riconoscimento più bello che la banda potesse ottenere: l'America è ormai per la band un appuntamento annuale. Nell' ottobre del 2009 i Pink Puffers hanno affrontato un vero tour nella east coast degli Stati Uniti, suonando a Boston, Providence, New York e in molti altri luoghi.
Hanno partecipato a Giugno 2008 al Festival Des Fanfares di Montpellier.
La collaborazione iniziata recentemente con l'etichetta Megasound sta portando il gruppo alla produzione del primo cd di pezzi originali.
I componenti della band formano il Joe Tuba Funk Club, gruppo esclusivo del quale solo alcuni dei fans piu' accaniti riescono a cogliere il senso. Perché poi la band si chiami "Pink Puffers" resta un vero mistero.
DANZA
Sabato 4 Settembre 2010
ORE 19:45
Collettivo Opera_di_Polvere
Incipit/tipicN1
Con Sara Castellani e Franesca Pellanda
Donne malate di cartografia, cercano di inglobare nel corpo e col corpo il flusso, credendo di conoscere il codice in cui esso è stato smembrato.
Si lasciano comunque la possibilità di non prendersi troppo sul serio, di ritrattare quanto messo nero su bianco, di essere indulgenti con ciò che è Notevole: il bisogno di scrivere.
Come una moderna e minimalista tana del Bianconiglio, il foglio, con il suo bianco accecante, è tentazione tridimensionale. È indugiando su di esso che si scopre l'attrazione per il dirupo, per la caduta.
Il Collettivo Opera_di_Polvere è finalista di "Giovane danza d'autore Lombardia 2010" e vincitore del premio "Stuke-frammenti di teatro danza", presso il Teatro dei Segni di Modena.
http://www.operadipolvere.weebly.com/
Domenica 5 Settembre 2010 - PALAZZONE
ORE 18:30
Performance in due parti
Nello spazio bianco del mio tempo
di e con Benedetta Capanna
Avanzo un piede dopo l'altro
Ispirato liberamente a "White Spaces" di Paul Auster
Musica di Toru Takemitsu
Costumi di Paola Bonesso
Avanzo un piede dopo un altro, incessantemente, camminando nella vita come nella mia piccola stanza. La stessa vita sembra camminare sopra di me con la stessa insistenza e così i pensieri e così i rimpianti. Tutto cambia incessantemente, cambio anche io sempre ma a tratti ritrovo e vedo frammenti sparsi di me... mi rimane solo di segnare lo spazio bianco del tempo ... riempire il vuoto del mio tempo perduto tempo "Qualche cosa comincia, e non è già più l'inizio, ma qualcosa di diverso, che ci proietta nel cuore della cosa che succede. Dovessimo fermarci all'improvviso e domandarci: "Dove stiamo andando?", oppure "Dove stiamo adesso?", saremmo perduti, poiché in ogni momento non ci troviamo più dove eravamo prima, ma ci siamo lasciati noi stessi alle spalle, irrevocabilmente, in un passato che non ha memoria, un passato cancellato all'infinito da un movimento che ci porta nel presente."
"Avanzo un piede dopo l'altro, e poi metto l'altro piede davanti al primo, che adesso è diventato l'altro e poi tornerà il primo. Cammino dentro queste quattro mura, e finché sono qui posso andare dove voglio. Posso andare da un capo all'altro della stanza e toccare una qualsiasi delle quattro pareti, o anche tutte, l'una dopo l'altra, esattamente come mi pare e piace... La luce, che irrompe dalle finestre, non crea mai due volte la stessa ombra, e in ogni momento mi sento sul punto di scoprire qualche verità tremenda, mai immaginata. Questi per me sono momenti di grande felicità."
Paul Auster
Non essere mai altrove se non qui
Musica di Edward Elgar, Toru Takemitsu, Arvo Part, Benjamin Lew
Costumi di Paola Bonesso
A volte, improvvisamente, mi capita di scivolare in ciò che chiamo "stato di grazia"... sono quei momenti in cui si sgretola l'idea del fare e nell'ingenuità del semplice sentire si schiudono e si incontrano leggerezza e profondità. Assaporo così nella brevità di quell'esperienza una dolce vertigine di sospensione della vita, integrata e grata tra la terra e il cielo ... sono ... e cosa è in fin dei conti più importante di questo? Di ritrovare infine il silenzio che tutto scioglie, tutto cancella e tutto perdona?
"Dedico queste parole alle cose della vita che non capisco, a ogni cosa che trapassa davanti ai miei occhi. Dedico queste parole all'impossibilità di trovare una parola pari al silenzio dentro di me.
La neve che cade all'infinito nella notte d'inverno. Rimanere nel mondo dell'occhio nudo, felice come sono in questo momento. E se è chiedere troppo, almeno averne garantito il ricordo, un modo per tornarvi nel buio della notte che senz'altro mi avvolgerà di nuovo. Non essere mai altrove che qui. E il viaggio immenso attraverso lo spazio che continua. Dovunque, come se ogni luogo fosse qui. E la neve che cade all'infinito nella notte d'inverno."
Paul Auster
http://www.benedettacapanna.it/
www.misticanza.com
Un Festival completamente gratuito in grado di aprire la strada ad un intenso dialogo tra le arti mediante le opere di numerosi artisti italiani e internazionali e all'impegno dei giovani direttori artistici dell'iniziativa: Riccardo Floris, Carolina Levi, Maria Elena Minuto, Francesca Morgantini, Rosa Sironi.
Un percorso tra installazioni, video, fotografie, pittura, gesti, voci, sguardi, in grado di parlare a chiunque voglia prendervi parte, anche ai bambini.
Un mix entusiasmante di talenti tra i quali spicca il nome di un artista poliedrico come Rocco Papaleo con la sua band, il ROCCO PAPALEO QUARTET in CIRCOLO RINNOVAMENTO, spettacolo di teatro-canzone in programma Sabato 4 settembre, alle 22.30.
L'iniziativa è realizzata con il contributo della Provincia di Siena, del Comune di San Casciano dei Bagni,
dell'Apt Chianciano Terme Val di Chiana e di Sponsor privati
www.misticanza.com
3 - 5 Settembre 2010
San Casciano dei Bagni - Palazzone
TEATRO
Venerdì 3 Settembre 2010
ORE 17:00
La Misticanza dei piccoli
Giacomo di cristallo
Dalla favola di Gianni Rodari
Laboratorio teatrale per bambini a cura di Giulia Franchi (tra libri, arte e teatro)
Che cos'è la trasparenza? Una scoperta che passa attraverso la sperimentazione della materia - l'aria, l'acqua, il vetro, la pellicola - per arrivare all'accezione etica del termine grazie alle lettura animata del racconto di Gianni Rodari e a una serie di improvvisazioni che coinvolgeranno i più piccoli.
Venerdì 3 e sabato 4 Settembre 2010
ORE 18:30
Domenica 5 Settembre 2010 - PALAZZONE
ORE 16:00
Percorso itinerante
In and with (me)
Performance di Camilla Graff Junior
Le Donne di San Casciano e non solo sono invitate sul letto di Mona M per raccontare una storia che può essere la loro. Il letto si troverà in diversi luoghi del borgo. In tre luoghi, per tre giorni, per tre ore. Alcune donne saranno invitate a presentarsi su appuntamento altre se vorranno potranno presentarsi spontaneamente nei luoghi itineranti della performance. A tutte le donne si richiederà di portare un oggetto, oggetto che verrà integrato nell'installazione, qualcosa di personale. L'ultima sera MONA metterà tutte le storie insieme e offrirà una guida nel museo delle Donne di San Casciano e dintorni. Il viaggio inizia per continuare...
Camilla Graff Junior ha studiato teatro e danza contemporanea in diverse scuole fra Parigi, New York e Copenhagen ed è attualmente impegnata in un Ph.D sul "L'altro teatro" presso la Nouvelle Sorbonne Paris 3 di Parigi. Ha lavorato con i coreografi Sara Gebran (Danimarca) e Helle Bach (Danimarca)e con registi di cinema e teatro quali: Robert Wilson (Stati uniti), Richard Foreman (Stati Uniti), Sophie Haviland (Stati Uniti), Patricia Allio (Francia), Léa Dant (Francia), Nina Larissa Bassett (Danimarca) e il collettivo performativo di gruppo LIS (Italia) e One Hit Wonder (Germania).
Come creatrice di costumi e costumista, Camilla ha ideato e diretto più di 20 lavori In Europa, Africa, Sud America e Stati Uniti.
Dall' 2002 è stata la direttrice artistica di Griff Graff, una compagnia di arte performativa indipendente, realizzando opere site-specific e collaborazioni nel campo teatrale e performativo.
http://www.giraffgraff.com/
Venerdì 3 Settembre 2010
ORE 19:30
Lettura
Quella sera al vel d' Hiver
con Massimo Poggio, Gualtiero Burzi e Davide Iacopini
Questa è la storia di due persone che, nate alla fine dell'Ottocento, sono riuscite a tirarsi fuori dal fango e dalla miseria. Questa è la storia di due eccezioni.
Uno, Costante Girardengo , vincitore di un numero impressionante di corse in bicicletta.
L'altro, Sante Decimo Pollastro, anche lui sempre in sella ad una bicicletta, ma per sfuggire a chi gli dava la caccia.
Due campioni: il primo del pedale, il secondo della rivoltella.
Due vite che a furia di correre l'una opposta all'altra dovevano per forza incontrarsi.
Accadde a Parigi, al Velodromo d' Inverno, una sera di settembre del 1925.
Venerdì 3 Settembre 2010
ORE 22:00
Lettura
Kamikaze Napoletano
scritto e interpretato da Arcangelo Iannace
regia di Francesco Frangipane
Un Kamikaze napoletano di nome Rosario. Pronto ad andare. Ma dove?
"...vado perché se non vado, io non so più dove andare...allora è meglio che vado...".
Poi un incontro fondamentale... un altro uomo, un'altra cultura, un altro mondo, che lo aiuterà a trovare quel motivo più grande per concludere da eroe la sua anonima vita... "Adib, Mario m'ha cambiato la vita a me...o forse m'ha cambiato la morte!?..."
È questa la tragicomica esistenza di Rosario, il piccolo kamikaze napoletano che pensa di aver trovato finalmente la sua salvezza nel martirio, forse.
Sabato 4 Settembre 2010
ORE 17:00
La Misticanza dei piccoli
Piccolo blu e piccolo giallo
di Leo Linoni
Laboratorio teatrale per bambini a cura di Giulia Franchi (tra libri, arte e teatro).
Primo libro astratto nella storia della letteratura per l'infanzia Piccolo blu e piccolo giallo racconta l'amicizia tra due macchie di colore, in un gioco di trasformazioni, incontri, scambi.
La lettura collettiva del libro precede il laboratorio vero e proprio. Una macchia si muove in lungo e in largo su un foglio formando immagini e storie sempre nuove.
Sabato 4 Settembre 2010
ORE 21:30
Compagnia Cassepipe
On Winnie
di Vincenzo Manna
con Eugenia Rofi e Nicolò Scarpaio
On Winnie è una messa in scena che nasce da un tipico esercizio drammaturgico condotto su Happy Days di S. Beckett: immaginare la vita/storia di alcuni personaggi oltre il testo "ufficiale".
E On Winnie racconta il momento in cui Willie e Winnie, i due protagonisti di Happy Days, sono arrivati nel deserto fuori dal tempo dove trascorreranno poi tutta la loro "vita", fino ad essere ridotti a poco più che larve umane (Willie) o ad essere sepolti nella terra fino alla vita (Winnie).
In On Winnie, Willie e Winnie hanno circa 30 anni e sono ancora semplicemente "un uomo ed una donna, forse marito e moglie, non più giovani ma non ancora vecchi" (HD), che sono appena usciti di casa, con due grosse borse in mano per andare al funerale di un loro caro amico Carolus scomparso di recente, in circostanze misteriose.
La prima battuta di Willie in Happy Days, quando, appena sveglio inizia a leggere il giornale è proprio su Carolus: "His Grace and Most Reverent Father in God Dr Carolus Hunter dead in tub - Sua Eminenza Reverendissima Dr. Carolus Hunter trovato morto nella vasca da bagno" E gli risponde Winnie: "Charlie Hunter! I close my eyes and I'm sitting on his knees again.. - Charlie Hunter! Chiudo gli occhi e sono di nuovo seduta sulle sue ginocchia..".
Da queste due battute è nato il testo/pretesto di On Winnie.
On Winnie adotta in pieno la metafora esistenziale di Happy Days -il deserto, l'assenza di coordinate spazio/temporali, l'attesa e molti altri degli universali creati da Beckett anche in altri lavori - cercando però di ripercorrerne con nuova sensibilità i contenuti e le forme.
Vincenzo Manna, studia Letteratura Contemporanea all'Università degli studi di Firenze dove si laurea in Stilistica, Metrica e Retorica (2004) con una tesi sulla poesia di E Sanguineti. Dopo un brevissimo periodo di insegnamento all'Università, frequenta la classe di Regia presso l'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio d'Amico dove si diploma nel febbraio 2009. Unisce nel suo lavoro l'attività di attore (Leo Bassi, Robert Pacitti, Bruce Myers, Victor Alimpiev, Raffaello Sanzio), di regista (Divina-mente, Fari nella nebbia, Presente Indicativo)e di drammaturgo/sceneggiatore. Inizia a scrivere all'inizio del 2007 e i suoi testi teatrali sono messi in scena sia con la sua regia che con la regia di altri artisti: La porta (2008) regia V. Manna, vincitore dell'Area Festival 2008 e selezione ufficiale al PlayArezzo 2008, Tre monologhi senza lieto fine (2008) regia V. Manna, Viaggio al termine della notte (2009) regia V. Manna, Race point e Maglietta a righe, (2009) regia di G. Marini, La famiglia (2009) con la regia di A. Baracco, Elisa Cruz (2009) regia di A. Baracco, Trilogia della città di K., Il grande quaderno (2009) regia di D. Muratore, Fari nella nebbia regia di V. Manna, On Winnie (2010) regia di V. Manna, Ferdina'! (2010) regia di V. Manna. Nel cinema è co-sceneggiatore insieme a M. Gaudioso, M. Cappon e A. Baracco del film Yalda. Fari nella nebbia vince la menzione speciale della giuria al 50° Premio Riccione (2009).
Nel 2010, nell'ambito di Spoleto53 Festival dei 2Mondi, vince il premio SIAE/creatività, talenti emergenti - categoria: autore teatrale.
Elisa Cruz (2009) sarà pubblicato insieme a Cani (2010) presso la casa editrice Editoria e Spettacolo con il titolo unico Figli nostri.
Sabato 4 Settembre 2010
ORE 22:30
ROCCO PAPALEO QUARTET
Circolo Rinnovamento
Testi e musiche di Rocco Papaleo
Rocco Papaleo, reduce dal successo cinematografico del film "Basilicata Coast to coast presenta l'evoluzione del suo spettacolo di teatro-canzone che già nel 2005 gli è valso il premio della critica al Festival Gaber.
Attore, regista, autore, Rocco Papaleo è da sempre grande amante della musica e porta in scena uno spettacolo scritto di suo pugno, sia musiche che testi, in cui si alternano canzoni e racconti, il tutto con l'accompagnamento di due musicisti d'eccezione quali Francesco Accardo alla chitarra e Arturo Vailante al piano.
Uno show che segue la migliore tradizione del teatro-canzone a metà strada tra il concerto e la pièce teatrale.
Lo spettacolo, con l'ironia e il sarcasmo a fare da filo conduttore, rompe le barriere tra chi sta sopra e sotto il palco, grazie all'interazione tra Papaleo, i suoi musicisti e il pubblico.
Il poliedrico talento artistico di Rocco Papaleo ha stregato in passato anche la fondazione Giorgio Gaber che lo ha insignito del premio della critica nell'ambito del proprio festival nel 2005.
Rocco Papaleo è uno degli attori\autori più importanti del panorama italiano degli ultimi 20 anni, di recente protagonista nelle sale cinematografiche con "Basilicata coast to coast" dove si è presentato nella triplice veste di autore, regista ed attore.
Nel suo lungo curriculum numerosissimi film tra i quali "I Laureati" di Leonardo Pieraccioni con cui ha negli anni sviluppato una salda collaborazione che lo ha portato a prender parte ad altri film del regista toscano come ad esempio "Il Paradiso all'improvviso" e "Ti amo in tutte le lingue del mondo".
Altre pellicole di successo che lo hanno visto tra i protagonisti sono: "Ferie D'Agosto" di Paolo Virzì, "Il barbiere di Rio" e "Viola bacia tutti" di Giovanni Veronesi, "Del perduto amor" diretto da Michele Placido e "Il pranzo della domenica" di Carlo Vanzina.
Per le sue interpretazioni è stato più di una volta nominato a importanti premi come il David di Donatello o il Nastro d'Argento. Ha inoltre partecipato a "Senza Parole", film di Antonello di Leo candidato agli Oscar come miglior cortometraggio nel 1997.
Domenica 5 Settembre 2010
ORE 19:00
Lettura
L'Anima innamorata
adattamento di Chiara Tomarelli su scritti di Alda Merini
con Valentina Chico e Chiara Tomarelli
"...io misuro la mia anima a bracciate e quasi sempre affogo..." Alda Merini.
Forse la più grande poetessa italiana del nostro secolo, Alda Merini sconvolge e appassiona per le sue liriche e la sua vita, più bella ancora della poesia, come dice lei stessa.
Vita che la trova prigioniera del manicomio per oltre vent'anni, tragica esperienza che segna un'anima vinta e vincitrice e che nella forza della parola riuscirà a ribellarsi e trovare un senso, a creare uno spazio dove "la voce diventa suono di un violino e grido di un figlio e mano di un amante".
Entrare nell'universo di Alda Merini è un'esperienza. Profonda, sconvolgente,illuminante, dolcissima.
ARTI VISIVE
Venerdì 3 e sabato 4 Settembre 2010
ORE 18:00
Domenica 5 Settembre 2010
ORE 11:00
Presso Camera Oscura - Piazza Matteotti
Intervento site-specific di Daniele Jost
Costruzioni architettoniche che sgocciolano inchiostro, strutture modulari monocrome che pur rivendicando una forte autonomia formale entrano in contatto epidermico con l'ambiente che le avvolge, organi umani che si tramutano in elementi naturali. Queste sono le immagini attraverso le quali l'artista Daniele Jost ci restituisce una determinata dimensione ed estensione del reale metropolitano.
L'architettura diviene il filtro ottico e concettuale con il quale leggere, osservare e decifrare il mondo che ci circonda. I piccoli moduli abitativi realizzati dall'artista, oltre ad essere da un punto di vista prettamente formale degli impianti volumetrici chiusi, compatti e strutturalmente bloccati, sono anche sottili ed acute somatizzazioni di una realtà sociale decadente ed altamente complessa (Teatro utopico contemporaneo, Die neue Zivilliesierung, La fabbrica del silenzio, 2005).
Il paesaggio descritto dalle sue opere non è mai rassicurante, neutro o protettivo, ma avvolto e corroso da un'atmosfera statica, claustrofobica e perturbante. Le composizioni architettoniche dagli intensi colori smaltati sono calate su scenari periferici desolati, angusti ed asettici simbolo di una spropositata ortodossia urbana e di piani regolatori incapaci di tradurre gli effettivi bisogni degli individui. Architetture sorde, fredde ed afone sorte in risposta ad una economia politica fallace che non sono state in grado di assorbire la vitalità e gli aspetti cangianti del mondo reale, né di identificare correttamente la natura e il funzionamento effettivo delle città.
Lo spazio raccontato da Daniele Jost è sempre un sentimento emotivamente ed eticamente consapevole (Autosistema Autogeno, 2007; F-Oil, 2008; Somatic finds from uman archives, 2009).
Gli edifici che si inseriscono ed interagiscono con il territorio metropolitano trasudano dalle loro superfici una sensazione di disagio, di instabilità e di profonda inquietudine. Immagini fotografiche, percorsi installativi, sculture, sperimentazioni audiovisive e digitali sono parte integrante del vocabolario comunicativo adottato dall'artista. Daniele Jost, creando continui sconfinamenti tra una dimensione linguistica ed un'altra, stabilisce un legame fluido, dinamico e necessario tra tutte queste diverse forme espressive.
Daniele Jost (Roma, 1981) dall'inizio delle proprie ricerche si è confrontato attivamente con differenti media quali fotografia, video e disegno. Una parte fondamentale del suo lavoro sono gli interventi realizzati direttamente sul territorio attraverso i quali trasferisce nella dimensione dell'arte la suggestione prodotta dal contesto urbano. Attualmente impegnato nella creazione di un'installazione appositamente ideata per il festival delle arti Misticanza010 a San Casciano dei Bagni, ha recentemente partecipato alle mostre: Micromega presso la galleria Halles S. Gery a cura di Dominique Lora (Bruxelles, Belgio, 2009); Postproduction.it al Centro Cultural José Amadeo Conte Grand (San Juan, Argentina, 2009); Far from Where We Came presso la Aaran Gallery a cura di M. Iannelli (Tehran, Iran, 2009).
http://www.danielejost.com/
Presso Teatro Comunale dei Georgofili - Via Luzia
Proiezioni video di Davide Sebastian
Cosa accade quando il processo artistico incontra e si fonde con la dimensione scientifica?
O quando delle architetture perdono una componente essenziale, il tetto, e diventano organismi sovraesposti al passaggio e al suono del vento?
La ricerca artistica di Davide Sebastian nasce dall'osservazione delle relazioni ibride ed instabili che molto spesso si stabiliscono tra gli uomini, l'ambiente naturale e le forme artificiali. Fiale di adrenalina che bucano foglie, rami e tronchi, macrofotografie digitali che ritraggono microsistemi nati dall'intreccio tra elementi naturali e sostanze farmacologiche (Innesti, 2003-2004), alberi antenna che trasmettono onde elettromagnetiche, testimoni silenti degli interventi irreversibili dell'uomo sulla natura (Tesla Project, 2005). Il confronto tra l'armonia e l'andamento sinuoso delle foglie e la staticità e la rigidità delle fiale di vetro contenenti epinefrina si realizza all'interno di piccoli ed accuratissimi ambienti sottovuoto, lontani e protetti da ogni rumore dove sembra che non circoli aria.
Apparentemente rassicuranti queste composizioni macrofotografiche nascondono sotto l'evidente perfezione e bellezza formale un profondo e radicato senso d'inquietudine. Esse sono consapevoli del fatto che un eccessivo ed incontrollato utilizzo della tecnologia porta inevitabilmente ad una sostanziale ed irreversibile alterazione degli organismi naturali. La nuova realtà prodotta dal contatto cutaneo tra mondo vegetale ed innesti artificiali è un precisa e simbolica riflessione aperta dall'artista sugli abusi perpetrati dall'uomo a discapito del microcosmo vegetale.
Il video Oryza Sativa girato dall'artista nel 2009 in Indonesia tra la città di Bali e quella di Java si sofferma sulla bellezza dei suoni inconsapevoli prodotti dall'intreccio tra il vento, la natura e gli artefatti realizzati dall'uomo. Questo filmato mette in evidenza la poesia che può scaturire dall'incontro discontinuo e dinamico tra la propagazione acustica e l'ambiente naturale. La distribuzione dei suoni nello spazio è un elemento indispensabile attraverso il quale possiamo entrare in contatto con il territorio che ci circonda.
Uno degli ultimi progetti ancora in fase di elaborazione intrapresi da Davide Sebastian si sofferma sul potere suggestivo ed evocativo sprigionato da alcune chiese "aperte", che private nel tempo del loro involucro strutturale originario, sono diventate membrane elastiche protese verso il cielo (Chiesa di San Francesco, Chiesa di Santa Maria della neve, Chiesa di San Bonaventura). L'interno del perimetro architettonico di questi edifici destinati alle cerimonie liturgiche, diverrà la sede simbolica all'interno della quale l'artista farà sorgere alberi e piante, emblemi di un processo naturale in continua trasformazione e rigenerazione. La circolazione dell'energia, identificata in queste ultime opere nella migrazione nel tempo e nello spazio di un piccolo seme legato ad una piuma è l'elemento che lega indissolubilmente tutti i lavori dell'artista (Chiese senza tetto, 2010).
Davide Sebastian (Roma, 1981) lavora con la fotografia e con il video. Attualmente coinvolto nell'elaborazione di un video inedito per il festival delle arti Misticanza010, ha partecipato alle rassegne: Video Art and Experimental Film Festival Tribeca Cinemas a cura di Dan Fine (New York, 2010), Art'ambiente a cura di P. Fortunato e M. Lo Franco (Roma, Nuova Fiera di Roma, 2010), PostProduction.it a cura di M. Scaringella (Buenos Aires, Cultural Centre Borges, 2010).
http://www.davidesebastian.com/
Presso Via San Cassiano
Fotografie di Jacopo Tomassini
Jacopo Tomassini (1979) vive e lavora a Roma. Ha alternato e portato avanti negli anni sia la passione per la fotografia che quella per il cinema. Le sue esperienze professionali nel campo della fotografia sono state: come assistente fotografo per Corrado Sassi, per Toni Thorimbert (su lavori realizzati a Roma) e di Arabella Schwarzkopf. Ha inoltre lavorato come stampatore con Andrea Calabresi e nel workshop TPW. Nel cinema ha fatto per diversi anni l'assistente e aiuto regista collaborando tra gli altri con Edoardo Winspeare, Vincenzo Marra e Alessandro Angelini. Nel gennaio 2008 ha fondato, con altre quattro persone, la Pinup filmaking, una società di produzione. Dal 2009 sta portando avanti diversi progetti che riguardano la fotografia e il documentario.
Presso Sala Uno del Comune
Dipinti di Eugenia Lecca & fotografie di Manuela Spartà
Eugenia Lecca (Roma, 1980) ha conseguito la maturità artistica ed ha frequentato l'Accademia di belle Arti di Roma. L'arista lavora prevalentemente sul volto umano utilizzando colori ad olio ed acrilici su tela. Attualmente coinvolta all'interno del festival delle Arti Misticanza, ha partecipato nel 2006 alla mostra collettiva Regeneration presso la Galleria Civica d'arte Contemporanea del Comune di Termoli e nel 2009 all'esposizione Scanning presso la galleria Studio Soligo di Roma
http://www.eugenialecca.it/
Dodici solitudini di Manuela Spartà
L'idea di realizzare questo lavoro fotografico è venuta dopo la lettura di Undici solitudini di Richard Yates: ogni racconto rappresenta lo stato emotivo di un personaggio che attraversa, in una stagione della propria vita o in una circostanza del proprio destino, il sentimento della solitudine. La solitudine può essere uno stato doloroso e malinconico di un essere umano, ma anche un modo privilegiato di entrare in rapporto con il reale. La realtà, attraverso il prisma della solitudine, si realizza nella contemplazione e si trasfigura nell'astrazione. In queste fotografie ho cercato di cogliere la manifestazione del sentimento della solitudine nelle sue forme più diverse: nella vastità di un paesaggio che sommerge una bambina incosapevole mentre gioca con una palla, nella nuca di una donna che cerca qualcosa al di là del vetro di una finestra, nell'ombra scura di una passeggiata riflessa in una pozzanghera, nel sogno di una sposa che attraversa solo per un istante un raggio di luce, nella concentrazione di Fanny Ardant che si protegge dal sole e osserva l'ambiente dove sta per girare, nella curiosità degli occhi di una bimba cinese su un marciapiede di piazza Vittorio, nella schiena di una signora nella cabina di un call center, in una giacca abbandonata per la strada accartocciata come le foglie morte dell'autunno, nella pioggia che cade e cancella il volto di un palazzo. Ogni realizzazione del sentimento della solitudine, al mio sguardo, racconta il mistero di quello che accade e di quello che sta per accadere. Una pausa nel caos del tempo, uno stato di grazia.
Manuela Spartà (Roma 1981). Attrice diplomata al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma nel 2004 sviluppa parallelamente la passione per la fotografia, lavorando indipendentemente e come assistente per un fotografo dell'agenzia Contrasto. Da due anni si dedica al lavoro di postproduzione e stampa per numerosi fotografi di fama internazionale presso lo studio 10B Photography di Roma. Ha lavorato come fotografa di scena per il cortometraggio "Chimere Assenti" per la regia di Fanny Ardant.
Presso Sala Due del Comune
Dipinti di Kathia Virgilio
Kathia Virgilio (Bari, 1971), vive e lavora a Roma dopo aver vissuto in Svizzera, Spagna e Canada. Si laurea in Architettura presso l'Università "La Sapienza" di Roma ed oltre alla sua passione principale passione per la pittura, si occupa anche di ristrutturazione d'interni e di decorazioni parietali in musei, negozi ed appartamenti. I suoi quadri sono l'esito di un processo espressivo che si realizza in forme astratte direttamente sul corpo della tela pittorica. L'artista stende i materiali (sabbia, colla vinilica e stucco) con le mani, stabilendo un rapporto immediato ed empatico con il supporto.
Nelle Strade del Borgo
Creazioni ad uncinetto di Alessandra Roveda
Alessandra Roveda è nata a Milano nel 1978. Laureata in Disegno Industriale presso il Politecnico di Milano, dopo un periodo di studio presso la "School of art and Design" di Plymouth, si trasferisce a Roma e lavora come artista e videomaker tra Roma e Milano. Ha iniziato a fare a maglia e uncinetto fin da bambina. Unendo l'estetica e la creatività di una formazione da designer con l'artigianalità e la pazienza di un mestiere antico, il risultato è la creazione di installazioni che ridanno vita all'antico e allo stesso tempo reinterpretano il moderno, non perdendo mai un valore ed un sapore demodè.
http://www.alessandraroveda.it/
Venerdì 3 Settembre 2010
ORE 20:30 e 23:00
Sabato 4 Settembre 2010
ORE 20:15
Domenica 5 Settembre 2010 - PALAZZONE
ORE 20:00
Proiezioni su Torre Merlata
Video Mapping di Pablo Marrone
Live audio Simon Gonzalez e Julian Tapias
La ricerca espressiva di Pablo Marrone nasce da un'esigenza ben precisa: creare uno spazio comunicativo e collettivo in grado di stabilire una relazione transitiva e speculare tra lo spettatore, le immagini e il suono che le accompagna. Per realizzare questo particolare incontro l'artista sin dall'inizio delle proprie sperimentazioni si è dedicato alle potenzialità ed al forte potere attrattivo offerti dal live-video, dalle videoproiezioni e dal mapping sulle strutture architettoniche. Immagini pop, colori acidi e brillanti, icone degli anni 80' e 90' e grafica tipica dei videogiochi vengono alternate ritmicamente dall'artista su diverse superfici quali: legno, tessuti, materiali plastici fino ad entrare a stretto e diretto contatto con le pareti degli edifici. Le origini sudamericane dell'artista si avvertono soprattutto nella scelta e nell'elaborazione di particolari composizioni musicali che combinano alle sonorità tipiche delle popolazioni argentine e colombiane, tracce di musica elettronica. La fusione tra arte espressiva e sperimentazione digitale permette all'artista di creare delle scenografie ambientali dal suggestivo impatto visivo, emotivo e comunicativo. La creazione di un'atmosfera avvolgente e in grado di coinvolgere gli spettatori è un elemento centrale degli interventi realizzati da Pablo Marrone sul paesaggio architettonico. Affascinato dall'urban art, dai linguaggi che emergono spontaneamente dalla città, dal writing, dagli spazi pubblici, dalle culture popolari e dal contatto che si stabilisce tra lo spettatore e l'oggetto di visione, l'artista realizza video-proiezioni in tempo reale, utilizzando diversi media quali: audio, video, testo e grafica. Cosa accade quando delle immagini estrapolate dalla cultura hip hop, break beat ed electro incontrano degli edifici storici o quando dei suoni elettronici mescolati a dei ritmi folcloristici invadono il paesaggio? Le strutture architettoniche si animano di colori smaltati e di figure vivaci, abbandonano la loro funzione originaria e diventano sede dell'intervento performativo.
Pablo Marrone (Argentina, 1981) possiede una radicata esperienza nel settore del live-video, del veejaying, della comunicazione e dell'organizzazione di eventi. Ha collaborato con numerosi studi di grafica e realizzato molteplici progetti, mettendo in comunicazione la street e la stencil art argentina ed italiana. Attualmente coinvolto nella progettazione grafica per l'emittente radiofonica Radiorebelde di Buenos Aires ed impegnato nella realizzazione delle nuova videoproiezione per il Festival delle Arti Misticanza010, ha anche partecipato alla scorsa edizione della manifestazione (Misticanza09) per la quale ha creato appositamente un mapping sulla Torre Merlata del Comune di San Casciano dei Bagni dal titolo "Sensaziones animadas".
MUSICA
Venerdì 3 Settembre 2010
ORE 19:00
Concerto al pianoforte di Paola Pegan
(Tchaikovskij, Mozart e Chopin)
Un pianoforte, una grande pianista, nella magica ora del tramonto.
Paola Pegan ci delizierà con le note di Tchaikovskij, Mozart e Chopin.
Paola Pegan nasce a Roma dove studia e si diploma in pianoforte al Conservatorio di Santa Cecilia nei primi anni Ottanta. Ha preso parte a diversi corsi di perfezionamento in qualità di allieva effettiva tenuti dai Maestri Perticaroli, Bertoncelj, Valdma, Dedova, Voskobojnikov. Vincitrice di due borse di studio all'estero, ha studiato a Novi Sad (Yugoslavia) negli anni 1988 - 1989 e a Mosca (Russia) negli anni 1989 - 1990, raggiungendo un alto livello di maturità interpretativa e stilistica. Al suo attivo Paola Pegan ha suonato come solista, sia in gruppi da camera sia come accompagnatrice al pianoforte di cantanti lirici. Nel 2000 è stata invitata dalla violoncellista Natalia Gutman e Milena Borromeo (manager del M° Richter) ad eseguire musiche di Chopin e Mozart al "Festival in Memoria di Sviatoslav Richter" a Tarusa (Russia). Ha registrato musiche di Shostakovic, Tchaikovskij, Glinka, Mussorgskij per la Radio Vaticana. Svolge altresì attività di insegnante, preparando i propri allievi privatisti agli esami di Conservatorio e ai concorsi pianistici.
Venerdì 3 Settembre 2010
ORE 23:00
Concerto dei Pink Puffers
PINK PUFFERS brass band
I Pink Puffers sono una brass band di tredici elementi, con repertorio funk, jazz, blues, latin e "phunk". Nascono a Roma alla fine del 2005 come quintetto (tromba, alto, trombone, tuba, batteria) ma dopo un anno di concerti decidono di allargare il gruppo, di sfruttare la possibilità di muoversi marciando durante i loro concerti e di fondare, nel 2006, una vera e propria marching band, sulla scia della tradizione delle bande di strada americane. La potenza sonora dei fiati unita al groove delle percussioni crea una situazione in cui non ballare diventa impossibile. La musica dei Pink Puffers è quella tipica del panorama delle brass band americane: dalla Youngblood Brass Band alla Hungry March Band, passando ovviamente per New Orleans con la storica Dirty Dozen Brass Band con la quale stingono amicizia aprendo e suonando in un loro concerto italiano.
All'inizio del mese di Ottobre 2007 tutto il gruppo ha partecipato all'Honk Fest, festival di bande di strada che si tiene ogni anno a Boston. L'invito per gli anni successivi a tornare negli States è stato il riconoscimento più bello che la banda potesse ottenere: l'America è ormai per la band un appuntamento annuale. Nell' ottobre del 2009 i Pink Puffers hanno affrontato un vero tour nella east coast degli Stati Uniti, suonando a Boston, Providence, New York e in molti altri luoghi.
Hanno partecipato a Giugno 2008 al Festival Des Fanfares di Montpellier.
La collaborazione iniziata recentemente con l'etichetta Megasound sta portando il gruppo alla produzione del primo cd di pezzi originali.
I componenti della band formano il Joe Tuba Funk Club, gruppo esclusivo del quale solo alcuni dei fans piu' accaniti riescono a cogliere il senso. Perché poi la band si chiami "Pink Puffers" resta un vero mistero.
DANZA
Sabato 4 Settembre 2010
ORE 19:45
Collettivo Opera_di_Polvere
Incipit/tipicN1
Con Sara Castellani e Franesca Pellanda
Donne malate di cartografia, cercano di inglobare nel corpo e col corpo il flusso, credendo di conoscere il codice in cui esso è stato smembrato.
Si lasciano comunque la possibilità di non prendersi troppo sul serio, di ritrattare quanto messo nero su bianco, di essere indulgenti con ciò che è Notevole: il bisogno di scrivere.
Come una moderna e minimalista tana del Bianconiglio, il foglio, con il suo bianco accecante, è tentazione tridimensionale. È indugiando su di esso che si scopre l'attrazione per il dirupo, per la caduta.
Il Collettivo Opera_di_Polvere è finalista di "Giovane danza d'autore Lombardia 2010" e vincitore del premio "Stuke-frammenti di teatro danza", presso il Teatro dei Segni di Modena.
http://www.operadipolvere.weebly.com/
Domenica 5 Settembre 2010 - PALAZZONE
ORE 18:30
Performance in due parti
Nello spazio bianco del mio tempo
di e con Benedetta Capanna
Avanzo un piede dopo l'altro
Ispirato liberamente a "White Spaces" di Paul Auster
Musica di Toru Takemitsu
Costumi di Paola Bonesso
Avanzo un piede dopo un altro, incessantemente, camminando nella vita come nella mia piccola stanza. La stessa vita sembra camminare sopra di me con la stessa insistenza e così i pensieri e così i rimpianti. Tutto cambia incessantemente, cambio anche io sempre ma a tratti ritrovo e vedo frammenti sparsi di me... mi rimane solo di segnare lo spazio bianco del tempo ... riempire il vuoto del mio tempo perduto tempo "Qualche cosa comincia, e non è già più l'inizio, ma qualcosa di diverso, che ci proietta nel cuore della cosa che succede. Dovessimo fermarci all'improvviso e domandarci: "Dove stiamo andando?", oppure "Dove stiamo adesso?", saremmo perduti, poiché in ogni momento non ci troviamo più dove eravamo prima, ma ci siamo lasciati noi stessi alle spalle, irrevocabilmente, in un passato che non ha memoria, un passato cancellato all'infinito da un movimento che ci porta nel presente."
"Avanzo un piede dopo l'altro, e poi metto l'altro piede davanti al primo, che adesso è diventato l'altro e poi tornerà il primo. Cammino dentro queste quattro mura, e finché sono qui posso andare dove voglio. Posso andare da un capo all'altro della stanza e toccare una qualsiasi delle quattro pareti, o anche tutte, l'una dopo l'altra, esattamente come mi pare e piace... La luce, che irrompe dalle finestre, non crea mai due volte la stessa ombra, e in ogni momento mi sento sul punto di scoprire qualche verità tremenda, mai immaginata. Questi per me sono momenti di grande felicità."
Paul Auster
Non essere mai altrove se non qui
Musica di Edward Elgar, Toru Takemitsu, Arvo Part, Benjamin Lew
Costumi di Paola Bonesso
A volte, improvvisamente, mi capita di scivolare in ciò che chiamo "stato di grazia"... sono quei momenti in cui si sgretola l'idea del fare e nell'ingenuità del semplice sentire si schiudono e si incontrano leggerezza e profondità. Assaporo così nella brevità di quell'esperienza una dolce vertigine di sospensione della vita, integrata e grata tra la terra e il cielo ... sono ... e cosa è in fin dei conti più importante di questo? Di ritrovare infine il silenzio che tutto scioglie, tutto cancella e tutto perdona?
"Dedico queste parole alle cose della vita che non capisco, a ogni cosa che trapassa davanti ai miei occhi. Dedico queste parole all'impossibilità di trovare una parola pari al silenzio dentro di me.
La neve che cade all'infinito nella notte d'inverno. Rimanere nel mondo dell'occhio nudo, felice come sono in questo momento. E se è chiedere troppo, almeno averne garantito il ricordo, un modo per tornarvi nel buio della notte che senz'altro mi avvolgerà di nuovo. Non essere mai altrove che qui. E il viaggio immenso attraverso lo spazio che continua. Dovunque, come se ogni luogo fosse qui. E la neve che cade all'infinito nella notte d'inverno."
Paul Auster
http://www.benedettacapanna.it/
www.misticanza.com