Mostre Green Chronicles - mostra fotografica di daniele D'Antonio a Pinerolo. Palazzo Vittone, dal 9 al 12 settembre 2010

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Come evento collaterale alla Rassegna dell'Artigianato Artistico Città di Pinerolo che si svolge dal 9 al 12 settembre 2010 si inaugura alle ore 20 di giovedì 9 settembre 2010, a Palazzo Vittone, presso il Salone della ProLoco della Città di Pinerolo, la MOSTRA FOTOGRAFICA "GREEN CHRONICLES" di Daniele D'Antonio, a cura dellìAssociazione TRIBU DEL BADNIGHTCAFE. Una ironica rassegna dal sapore grafico con attualità ortofrutticole e cronache del quotidiano rivisitate in modo green. La mostra fa parte della Rassegna GREEN MOOD 2010 del Museo del Design GH e gode del Patrocinio Città di Pinerolo.
Si tratta di dieci fotografie su stampa lambda lucida plastificata 70x100 cm montata su leger, ognuna corredata da un testo di accompagnamento in formato A4, con brani originali dell'autore o citazioni letterarie/artistiche/sociali. Attualità ortofrutticole e cronache del quotidiano rivisitate in modo... green! Orario della mostra: Aperta il giovedì, venerdì, sabato e domenica dalle 16 alle 23. Inaugurazione giovedì 9 settembre ore 20. Presenta la mostra: Monica Mantelli. Ingresso libero.

SCHEDA TECNICA
Titolo Mostra: "Green Chronicles "
Autore fotografie: Daniele D'Antonio www.dantoniodaniele.it
Genere: Graphic Design
Periodo : da giovedì 9 settembre a domenica 12 settembre 2010. Ingresso libero
Sede: Sala ProLoco, Palazzo Vittone, piazza Vittorio Veneto 8, Pinerolo
Orario: giovedì, venerdì, sabato e domenica dalle 16 alle 23.
Curatela: La Tribù Del BadNightCafè www.badnightcafe.it
Caratteristiche: 10 fotografie su stampa lambda lucida plastificata 70x100 cm montata su leger, ognuna corredata da un testo di accompagnamento in formato A4, con brani originali dell'autore o citazioni letterarie/artistiche/sociali
Contenuti: Attualità ortofrutticole e cronache del quotidiano rivisitate in modo... green!
Con il Patrocinio di Ciità di Pinerolo
Egida Contemporary Art Torino Piemonte - - Rassegna GREEN MOOD Museo del Design Galliano Habitat

Tratto dall'introduzione dell'autore: "Nell'inverno 2009-2010, quando si concretizza l'inserimento di una mia mostra fotografica nell'ambito della rassegna EATALY GREEN MOOD, con la partecipazione del Museo del Design di Galliano Habitat è venuto per me logico e naturale associare all'evento specifico un tematismo già collaudato in passato in modo estemporaneo, utilizzando frutta e verdura come attori di una scena. Da alcune mie precedenti esperienze, sostanzialmente basate su rappresentazioni sceniche di fantasia, il tema della mostra in preparazione è stato indirizzato verso una interpretazione di fatti di cronaca del momento, una sorta di instant movie da costruire giorno per giorno, scorrendo i quotidiani.
I primi scatti di GREEN CHRONICLES un po' in sordina, alla ricerca di un collegamento fra gli uni e gli altri, di un sottile filo rosso conduttore che desse continuità all'intera mostra. Ho iniziato dapprima a fissare le linee guida del lavoro: impiego di prodotti alimentari di provenienza certificata, soprattutto italiana,realizzazione di set fotografici decontestualizzati, dove i riferimenti di tipo "ambientale" fossero il più possibile stilizzati o ridotti, per non rubare la scena agli attori, scelta dello "still-life" come modus operandi nella rappresentazione scenica, uscendo dal classico concetto di natura morta come rappresentazione fine a se stessa, puro esercizio compositivo, per renderla viva in quanto elemento di comunicazione e interpretazione di un fatto reale tratto dalle umane vicende e, infine, impiego della luce totalmente concentrato sugli attori.
Ben presto la situazione si complica: gli attori reclamano un proprio ruolo e, fra tutti, i pomodorini assumono, d'imperio, il ruolo di protagonisti delle scene.
Si assumono, praticamente da soli, il ruolo di simboleggiare il popolo italiano, in quanto pomodori (come da clichè tradizionale di spaghetti, mandolino e pummarola), e, in quanto popolo italiano, a 150 anni dalla unificazione, sono contemporaneamente univocamente rappresentati da una grande varietà di forme, sapori, colori, dimensioni ed oltre a ciò facilmente schiacciabili, violentabili, .privi di una scorza resistente.
Son loro, insomma, che di fronte a qualsiasi evento narrato, son sempre presenti, talora vittime, quasi sempre muti (ahimè!) testimoni passivi, ogni tanto coinvolti nell'azione da altri personaggi, molto più grandi (e smaliziati) di loro nella gestione dell'evento.
Ero partito, come dicevo, con l'idea di rappresentare eventi del quotidiano contingente: un po' ingenuamente pensavo che mi sarei ritrovato a pensare a qualcosa legato al gossip o a qualche bell'omicidio o altro fatto di cronaca nera.
In realtà, nel periodo che va dal gennaio all'aprile del 2010, durante il quale sono stati realizzati gli scatti, tutta la scena dell'informazione è stata monopolizzata da situazioni legate a tematiche sociali o politiche in senso lato.
Da un certo punto di vista tutto ciò mi è stato di grande stimolo: come ho detto, mi piace rappresentare e trasmettere attraverso la fotografia tematiche (e qui possiamo anche parlare di tomatiche, volendo....) nelle quali trasferire il mio pensiero e la mia interpretazione.
Come cittadino ne sono stato profondamente dispiaciuto, perché nel costruire il lavoro percepivo l'olezzo del marcio che andavo a rappresentare, nonostante impiegassi prodotti freschissimi e di primissima scelta.
Non solo, mi son sorpreso spesso a dover fare le corse tra mercati, supermercati, da Eataly stessa, alla ricerca di "quel" frutto, per rappresentare una notizia appena uscita: ero incalzato dagli eventi e la realtà, come sempre più spesso succede in Italia, superava di gran lunga la più smaliziata fantasia.
Alla fine ne è uscito questo lavoro che, pur conservando i presupposti stilistici di partenza, è diventato "la" fotografia in chiave teatrale di un inverno italiano del quale, obiettivamente, non c'è da andare orgogliosi.
Vorrei, infine, mandare un ultimo saluto ed un commosso ringraziamento ai miei modelli-attori, in primis fra tutti i pomodorini a grappolo di Pachino, che con totale abnegazione ed amore per l'arte, dopo i set di posa si sono sacrificati per il sostentamento dell'Autore e della di lui famiglia.
Mi son sentito spesso come un novello Hannibal Lecter ma, vi assicuro, è molto meglio farlo con frutta e verdura che non con la bionda perticona svedese di cui all'inizio di queste note: l'ultima volta che ci ho provato ho rischiato una denuncia.
Infine un ringraziamento alla famiglia dell'Autore, la mia, che per un certo periodo, alla fine di un servizio al telegiornale immancabilmente commentava con un ".. quindi domani si mangian zucchine..".
(Daniele D'Antonio)

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