News - Mostre19 Febbraio 2010 ore 01:01
Michael Ende e l'Italia. Mostra a Venezia

Venezia, Palazzo Albrizzi
dal 21 Febbraio 2010 al 8 Aprile 2010
Orario di apertura: 10.00-13.00/16.00-18.00, festivi chiuso
La storia infinita
Inaugurazione
Palazzo Albrizzi, domenica 21 febbraio 2010 alle ore 16.00
introdurrà Roman Hocke, Direttore dell'Agenzia Letteraria AVA International
Per info: Tel. 041 523 25 44, acitve@shineline.it
Un progetto della Casa di Goethe Roma
Roman Hocke e Uwe Neumahr, curatori
Michael Ende in Italia
Tra gli indicatori storico-culturali che hanno caratterizzato il XX secolo in Germania, il Landesmuseum di Oldenburg ha presentato 100 oggetti, consentendo un viaggio nel tempo attraverso la storia della cultura dal 1900 al 1999.
Per l'anno 1979 i curatori hanno scelto il libro di Michael Ende "La storia infinita", il romanzo di uno dei più significativi autori tedeschi per ragazzi della seconda metà del XX secolo, bestseller mondiale tradotto in più di trenta lingue che, accanto ad altri titoli come "Jim Bottone" (1960) e "Momo" (1973), ha reso Michael Ende un autore di culto.
Il 12 novembre del 2009 questo maestro della letteratura fantastica ha compiuto 80 anni. Per l'anniversario, che coincideva con il trentesimo giubileo della "Storia infinita", la Casa di Goethe ha allestito a Roma la mostra "Michael Ende in Italia", che getta luce su aspetti meno noti della vita dello scrittore nel nostro Paese, dove Ende visse per quindici anni con la moglie Ingeborg Hoffmann, a Genzano, nei Castelli Romani.
Dopo Roma, viene data ora a Venezia, attraverso l'ACIT, la possibilità di accostarsi alla vita di uno scrittore, le cui opere fanno parte della letteratura tedesca giovanile.
Michael Ende, segnato dal marchio di autore "impolitico", pieno di risentimento aveva lasciato la Germania nel 1970 alla ricerca di un rifugio tranquillo, scegliendo l'Italia, non solo per la dovizia d'arte, ma soprattutto per la sua tolleranza.
Qui sono nati i suoi due capolavori "Momo" e "La storia infinita"; qui si e sviluppato l'intenso rapporto di lavoro con il compositore Winfried Hiller, che alla fine degli anni Settanta aveva trascorso a Roma un anno, come borsista di Villa Massimo.
La mostra, presentata oggi a Palazzo Albrizzi, affronta i temi della fortuna di Michael Ende in Italia, della traduzione del fantastico a Roma, del rapporto con gli artisti italiani e tedesco-romani, della sua amicizia con Angelo Branduardi e del suo fondamentale rapporto con il padre, il pittore surrealista Edgar Ende.
Due attenti conoscitori dell'opera di questo scrittore, Roman Hocke e Uwe Neumahr, hanno curato la mostra. Il primo vive a Genzano, dirige l'agenzia letteraria AVA international ed è stato intimo amico di Ende e per quasi vent'anni redattore delle sue opere. Ha pubblicato numerosi interventi sulla vita e l'opera dello scrittore e, con Uwe Neumahr, redattore della AVA International, ha curato di recente la mostra e il catalogo: "Michael Ende. Magische Welten" [I magici mondi di Michael Ende] per il Deutsches Theatermuseum di Monaco e per il Filmmuseum di Potsdam.