Torino News

TORINO, 19 November 2013

Varie 31° Torino Film Festival dal 22 al 30 novembre 2013

Sono 185 i titoli di Torino Film Festival 2013 tra cui 46 anteprime mondiali e 62 anteprime italiane

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“Un festival caldo e accogliente che tenterà di realizzare in nove giorni l’utopia di un cinema senza confini, dove lo spettacolo e l’intrattenimento popolare abitano nello stesso luogo dei percorsi d’autore, del documentario e del cinema sperimentale; ma anche un Festival 2.0, continuamente ‘connesso’ e fruibile dagli utenti del web”: ecco il 31° Torino Film Festival nelle parole del nuovo direttore Paolo Virzì.

Sostanzialmente inalterato nella sua identità, creata in oltre trent’anni di ricerca votata al cinema nuovo e alla scoperta delle migliori tendenze contemporanee del cinema indipendente internazionale, il Tff conferma così anche per l’edizione 2013 le abituali sezioni competitive: dal concorso internazionale lungometraggi (vinto l’anno scorso da Shell di Scott Graham) a Tffdoc (in cui nel corso degli anni sono stati premiati autori come João Rui Guerra da Mata e João Pedro Rodrigues, Julien Temple, Ben Russell, Sylvain George, Daniele Gaglianone, Stefano Savona, Alina Marazzi o Gianluca e Massimiliano De Serio) fino a quelle incentrate sui cortometraggi come Italiana.corti (che presenta opere italiane inedite) e Spazio Torino (riservato ai cineasti nati e residenti in Piemonte).

 

Numerose e come al solito ricche di scoperte le sezioni non competitive del festival, che saranno sospese tra spettacolo e ricerca, anticipazioni e provocazioni, cinema mainstream e film di nicchia. Tra queste, una novità dell’edizione del 2013 è la sezione EuroPop, dedicata a film europei di gusto popolare, che spesso hanno avuto ottimi incassi in patria  ma che rischiano di rimanere inediti e invisibili in Italia.

 

Il cinema italiano, oltre a essere presente nelle varie sezioni, offrirà lo spunto per anticipazioni e dibattiti, mentre uno spazio sarà dedicato ai nuovi film prodotti con la partecipazione del Torino FilmLab, il laboratorio internazionale di formazione, sviluppo e sostegno alla produzione per sceneggiatori e registi all’opera prima o seconda nato nel 2008 e che comprende diversi corsi e programmi (Script&Pitch, Writer’s Room, AdaptLab e FrameWork). Tutti i programmi si svolgono in parallelo e si concluderanno durante il 31° Torino Film Festival con il Meeting Event (in programma dal 25 al 27 novembre 2013). Il TorinoFilmLab comprende anche Interchange, un workshop di sviluppo e coproduzione con il mondo arabo.

 

Infine, la tradizionale retrospettiva, dedicata alla New Hollywood, che sarà curata da Emanuela Martini e che presenterà, nell’arco di due edizioni del festival, circa ottanta film americani realizzati tra il 1967 e il 1976 da autori come Peter Bogdanovich, Bob Rafelson, Jerry Schatzberg, Martin Scorsese, Steven Spielberg, Francis Ford Coppola, Sydney Pollack, Jonathan Demme o Michael Cimino, responsabili di un cambiamento stilistico e immaginario radicale attraverso il quale l’industria cinematografica americana è risorta dalle proprie ceneri, grazie anche a nuovi, disillusi antieroi che hanno la faccia di Jack Nicholson, Dustin Hoffman, Robert De Niro, Gene Hackman, Elliott Gould o Al Pacino.


 

Sarà Last Vegas, diretto da Jon Turteltaub, con Robert De Niro, Michael Douglas, Morgan Freeman, Kevin Kline, il film di apertura del 31° Torino Film Festival. Verrà presentato in anteprima italiana il 22 novembre all'Auditorium Giovanni Agnelli del Lingotto alla presenza del regista Jon Turteltaub.  

I quattro amici Billy (il premio Oscar Michael Douglas), Paddy (il premio Oscar Robert De Niro), Archie (il premio Oscar Morgan Freeman) e Sam (il premio Oscar Kevin Kline) si conoscono da sempre; in occasione dell’addio al celibato di Billy, lo scapolo incallito del gruppo, decidono di partire per Las Vegas con il proposito di rivivere i loro giorni di gloria dimenticandosi della loro vera età. Billy finalmente si è deciso a sposare la sua compagna (ovviamente molto più giovane di lui). Ben presto però i quattro si renderanno conto che la Città del Peccato è molto cambiata da come la ricordavano; la loro amicizia sarà messa a dura prova. I Rat Pack possono aver calcato il palcoscenico del “Sands” e il Cirque du Soleil può adesso dominare la “Strip”, ma i nostri protagonisti la faranno ancora da padrone a Las Vegas. Uscita italiana del film distribuito da Universal Pictures International Italia è prevista per il 23 gennaio 2014.

 

 


concorso internazionale lungometraggi

Riservata ad autori alla prima, seconda o terza opera, la principale sezione competitiva del festival presenta quattordici film realizzati nel 2013, inediti in Italia; i paesi rappresentati sono Canada, Corea del Sud, Francia, Giappone, Italia, Messico, Spagna, Stati Uniti, Thailandia e  Venezuela. Come sempre incentrato sul cinema “giovane”, il concorso si rivolge principalmente alla ricerca e alla scoperta di talenti innovativi, che esprimano le migliori tendenze del cinema indipendente internazionale. Nel corso degli anni sono stati premiati ai loro inizi autori come Tsai Ming-liang, David Gordon Green, Chen Kaige, Lisandro Alonso, Pietro Marcello, Debra Granik. Un cinema “del futuro”, rappresentativo di generi, linguaggi e tendenze. Nel 2012, Shell di Scott Graham (Uk) ha vinto come Miglior film; Noi non siamo come James Bond di Mario Balsamo (Italia) e Pavillion di Tim Sutton (Usa) hanno ottenuto ex æquo il Premio speciale della giuria; Aylin Tezel per Am Himmel der Tag di Pola Beck (Germania) ha vinto il Premio per la migliore attrice, e Huntun Batu il Premio per il miglior attore per il film Tabun Mahabuda di Emyr ap Richard e Darhad Erdenibulag (Mongolia). 

 

 

2 AUTOMNES 3 HIVERS di Sébastien Betbeder (Francia, 2013, DCP, 93’) 

Il primo incontro tra un uomo e una donna è in realtà uno scontro. Il secondo una pugnalata al cuore. Così due trentenni, Arman e Amélie (Vincent Macaigne e Maud Wyler), si inseguono, si innamorano e vanno in crisi. E le stagioni si susseguono. Con tono scanzonato e malinconico, Betbeder, al Tff 2012 con Les nuits avec Théodore, omaggia la Nouvelle Vague stilando un manuale di istruzioni per la vita amorosa (e non solo). 

 

LA BATAILLE DE SOLFÉRINO di Justine Triet (Francia, 2013, DCP, 94’) 

6 maggio 2012, secondo turno delle elezioni presidenziali in Francia. Una cronista copre la diretta tv dai quartieri generali di Hollande. Ma la vita irrompe a complicare la situazione: l’ex marito disturbato si presenta all’improvviso per stare con le figlie. La Storia e le storie, il pubblico e il privato, la folla, le bambine, i risultati elettorali, tutto si mescola e si contamina. Con coraggio e intelligenza. Ancora con Vincent Macaigne. 

 

BLUE RUIN di Jeremy Saulnier (USA, 2013, DCP, 92’) 

Dwight Evans è un senzatetto che vive di espedienti nel Maryland. Dorme nella sua vecchia Pontiac blu, si lava nei bagni delle case vuote, rovista nei cassonetti della spazzatura in cerca di cibo. Nel momento in cui scopre che l’assassino dei suoi genitori sta per tornare in libertà, decide di mettere in atto un’irrazionale vendetta. Un revenge movie asciutto e serrato, opera seconda del direttore della fotografia Jeremy Saulnier. 

 

BULG-EUN GAJOG (RED FAMILY) di Ju-Hyoung Lee (Corea del Sud, 2013, DCP, 99’) 

Prodotta da Kim Ki-duk, una commedia “politica” via via sempre più cupa e tragica, sullo strappo insanabile fra Corea del Nord e Corea del Sud. Due famiglie vicine di casa (una vera e a pezzi, l’altra finta e apparentemente felice) lottano per la supremazia e, quando s’intravede la luce di un’amicizia, è troppo tardi. Realtà e sua messa in scena si mescolano in un amaro gioco delle parti. Una speranza, forse, solo per i più giovani. 

 

CLUB SANDWICH di Fernando Eimbcke (Messico, 2013, DCP, 82’) 

Hector e Paloma, un ragazzino di quindici anni e la sua mamma single, passano le vacanze in un albergo vicino al mare. Giocano, scherzano, si spalmano la crema solare, sono complici. E un bel giorno arriva Jazmin, una coetanea cicciottella più sveglia di lui, con la quale scatta subito l’attrazione. Primi, maldestri tentativi sessuali e una mamma terzo incomodo, raccontati con humor laconico dal regista di Lake Tahoe. 

 

C.O.G. di Kyle Patrick Alvarez (USA, 2013, DCP, 88’) 

David, rigido studente di Yale, decide di esplorare la vita e di passare l’estate raccogliendo mele in Oregon. La fidanzata lo molla per uno sconosciuto, il datore di lavoro è bizzarro, un collega vuole sedurlo. Tragicomiche avventure nel primo film tratto da un racconto di David Sedaris: ritratto esilarante, profondo e spietato di un personaggio alla scoperta del mondo, della sessualità, della spiritualità (C.O.G. sta per “Children of God”). 

 

LE DÉMANTÈLEMENT di Sébastien Pilote (Canada, 2013, HDCam, 111’) 

Gaby manda avanti la sua fattoria da una vita. Il suo matrimonio è andato a rotoli, le due figlie vivono da tempo a Montréal e hanno pochi contatti con lui. Quando la maggiore gli chiede un aiuto economico, lui è pronto a mettere in discussione la sua vita. Echi di Balzac (Papà Goriot) e Shakespeare (Re Lear) nella toccante opera seconda di Pilote, a due anni da Le vendeur (Tff 2011). Con Gabriel Arcand, fratello di Denys. 

 

LA MAFIA UCCIDE SOLO D’ESTATE di Pif (Italia, 2013, DCP, 90’) 

I momenti cruciali della sua vita, dal suo concepimento all’innamoramento per la bella Flora, coincidevano sempre con drammatiche stragi mafiose. Ma il palermitano Arturo ha un solo mito: Giulio Andreotti. Crescendo, apre gli occhi e matura. Esordio cinematografico di Pif, che mescola lo stile di (auto)analisi civile de Il testimone con la voglia di parlare di mafia con toni nuovi, sarcastici, ma non per questo meno dolorosi e commoventi. 

 

PELO MALO di Mariana Rondón (Venezuela, 2013, 35mm, 95’) 

Junior ha nove anni ed è ossessionato dalla sua lussureggiante chioma etnica, che tenta di lisciare con i metodi più ingegnosi. Vuole apparire cool come un cantante pop, almeno nell’annuario della scuola, ma si scontra con le ansie della madre, dura, brusca, provata dalla fatica e dalla solitudine. L’intima scoperta di sé nella Caracas scalcinata dei condomini popolari, dell’intolleranza, dell’isolamento. 

 

LA PLAGA di Neus Ballús (Spagna, 2013, DCP, 82’) 

Vite intrecciate nell’arsura di un’estate senza pioggia: un wrestler moldavo che lavora come bracciante, un agricoltore che coltiva cibo organico, una prostituta che attende nel nulla della campagna barcellonese, un’infermiera filippina e l’anziana Maria, deforme, con gravi difficoltà respiratorie ma attaccata alla vita e alla natura. Documento della marginalità, ma anche commedia lieve e quasi visionaria, con i veri protagonisti delle storie. 

 

SAO KARAOKE (KARAOKE GIRL) di Visra Vichit Vadakan (Thailandia/Usa, 2013, DCP, 77’) 

A Bangkok, la ventitreenne Sa lavora come escort in un locale di karaoke, per mantenersi e mandare soldi alla famiglia, poverissima, che vive in un villaggio. E si innamora di un coetaneo... Esordio che mescola sapientemente il documentario e la finzione per dare vita al ritratto sincero e appassionato di “una ragazza nella notte che non ha possibilità di scelta”, ma va ostinatamente avanti. Sa Sitjin interpreta se stessa. 

 

SENSÔ TO HITORI NO ONNA (A WOMAN AND WAR) di Junichi Inoue (Giappone, 2013, HDCam, 98’) 

Nel Giappone dilaniato dalla Seconda guerra mondiale, uno scrittore fallito, una prostituta frigida e un soldato monco cercano di sopravvivere: facendo i conti con la povertà, la disperazione e il Male. Eros e thanatos per un’opera prima shock, attonita e nichilista, che ha la ruvidezza del tardo Wakamatsu e il dolore di Oshima. Il ritratto di un paese sull’orlo dell’abisso, senza coordinate di riferimento; e un pugno nello stomaco che mette in gioco. 

 

IL TRENO VA A MOSCA di Federico Ferrone e Michele Manzolini (Italia, 2013, DCP, 70’) 

Nell’estate del 1957 si svolse a Mosca il 6° Festival mondiale della gioventù. Da 131 Paesi arrivarono circa 34.000 partecipanti. C’erano anche alcuni giovani, entusiasti cineamatori, delegati di Alfonsine, cittadina romagnola. La storia di un’illusione e della sua fine, raccontata con lucidità e commozione da uno dei protagonisti, Sauro, attraverso il montaggio dei tanti home movies girati da lui e dai suoi amici, a Mosca e altrove. 

 

VANDAL di Hélier Cisterne (Francia, 2013, DCP, 90’) 

Adolescente inquieto e ribelle, di padre nordafricano e madre francese, viene affidato agli zii di Strasburgo, per essere avviato al mestiere di manovale. Scopre invece il mondo notturno e misterioso dei graffiti urbani, con tutto il loro fascino tattile e materico. Dramma sociale che aderisce come una pelle alla realtà e ne trattiene tutta l’energia vitale, girato con un’ampiezza di sguardo che ricorda Michael Mann. 



Sarà Grand Piano, diretto da Eugenio Mira, con Elijah Wood e John Cusack a chiudere il 31° Torino Film Festival.
Verrà proiettato in anteprima italiana il 30 novembre al Multisala Reposi alle ore 21:30 alla presenza del regista.

Il film, distribuito da M2 Pictures, uscirà nelle sale italiane a inizio 2014.

“Suona una nota sbagliata e morirai” è il messaggio che un giovane e talentuoso pianista, ritiratosi dalle scene da anni a causa di un attacco di fobia da palcoscenico, trova scritto sul suo spartito nel momento in cui si appresta a cominciare il concerto  che segnerà il suo attesissimo ritorno sulla scena musicale. Seduto al pianoforte, Tom Selznick (Elijah Wood, che già sapeva suonare il pianoforte e si è esercitato per mesi per interpretare il ruolo) è costretto a suonare un difficilissimo concerto e allo stesso tempo cercare di smascherare il cecchino (John Cusack) che gli parla attraverso l' auricolare.

Alta tensione orchestrata dal regista di Agnosia, in un aperto omaggio a maestri come Spielberg, Zemeckis, De Palma e soprattutto al classico thriller, L’uomo che sapeva troppo di Hitchcock.

 

I biglietti per la proiezione di chiusura saranno acquistabili online a partire dal 5 novembre sul sito www.torinofilmfest.org al costo di €10.

 


FESTA MOBILE 
Santo protettore: Federico Fellini, al quale rendiamo omaggio, insieme alla Cineteca Nazionale di Roma, Medusa Film e Cinecittà – Deluxe, con l’anteprima del primo restauro digitale di 8 !. 
Apertura: la commedia “matura” Last Vegas di Jon Turteltaub, dove i quattro amici Robert De Niro, Michael Douglas, Morgan Freeman e Kevin Kline vanno nella città del gioco per un addio al celibato (e relativo hangover) e fanno i conti con i difficili equilibri di un’amicizia che dura da una vita. 
Chiusura: il thriller Grand Piano di Eugenio Mira, dove Elijah Wood deve suonare per la propria vita, minacciato da John Cusack, in una sorta di “Speed al pianoforte”. 
Tra questi tre momenti, Festa mobile 2013 presenta come sempre (fuori concorso) il “bottino” di film che ci sono piaciuti, raccolti in giro per il mondo e ancora inediti in Italia: dal caotico viaggio di formazione della maldestra Greta Gerwig in Frances Ha di Noah Baumbach alla rincorsa surreale del cantautore protagonista di Inside Llewyn Davis dei fratelli Coen (due spaccati tipicamente newyorkesi); dall’inedito, romantico, impacciato James Gandolfini di Enough Said di Nicole Holofcener (omaggio postumo allo straordinario interprete di Tony Soprano) ai vampiri colti, girovaghi e riservati Tilda Swinton e Tom Hiddleston di Only Lovers Left Alive di Jim Jarmusch; dalla strana, laconica coppia di operai addetti alla segnaletica di una strada texana di Prince Avalanche di David Gordon Green (remake del film islandese vincitore del Tff 2011) alla solitaria lotta contro gli elementi di Robert Redford in All Is Lost di J. C. Chandor, tutti questi personaggi hanno parlato alla nostra intelligenza, al nostro gusto, alla nostra sensibilità. 
In mezzo, una quantità di giovani autori: Nat Faxon e Jim Rash, gli sceneggiatori di Paradiso amaro di Alexander Payne che esordiscono nella regia con il “coming of age” The Way Way Back; l’algerina Narimane Mari, che in Loubia Hamra racconta la storia del suo paese attraverso un travolgente gioco di ragazzi; il polacco Pawel Pawlikowski che mette in scena con rigore doloroso la storia di Ida, giovane suora; gli americani Joe Swanberg e Chad Hartigan, che nel logorroico Drinking Buddies e nel doloroso This Is Martin Bonner tratteggiano, con toni molto diversi, storie di solitudiniprofonde, amicizie complicate, rapporti umani faticosi ma indispensabili; il canadese Sean Garrity con l’inquietante Blood Pressure, l’indiano Anurag Kashyap con il durissimo noir Ugly, la francese Katell Quilléveré con Suzanne, il piemontese Paolo Mitton con The Repairman. Tra gli italiani, Piera Degli Esposti che si racconta (e “viene raccontata”) in Tutte le storie di Piera di Peter Marcias, Alessandro Gassmann che, con Giancarlo Scarchilli, presenta la sua riflessione su Riccardo III (Essere Riccardo… e gli altri), Franco Battiato che, con Giuseppe Pollicelli e Mario Tani, ripercorre la sua ricerca creativa ed esistenziale in Temporary Road. 
Ritornano autori che amano (ricambiati) il Tff, come i canadesi Don McKellar e Bruce McDonald, rispettivamente con una commedia “stile Ealing” ambientata in un villaggio di pescatori di Terranova (The Grand Seduction) e con l’umanissimo, nevrotico dramma di un marito tradito dalla moglie con un ragazzo minorenne (The Husband). E, last but not least, ritorna un autore che amiamo molto, Carlo Mazzacurati, che ci fa un gran regalo presentando proprio al Tff il suo nuovo film, La regina della neve, ancora un viaggio tra i dropout stralunati del Nordest, una caccia a un bottino, un repertorio tenero e amarognolo di bizzarra umanità nostrana. Grazie, Carlo. 




PROIEZIONI  

MULTISALA CINEMA MASSIMO - Via G. Verdi, 18
+39 011 8138574  (Sale accessibili ai disabili) 

MULTISALA REPOSI - Via XX Settembre, 15
+39 011 532448  (Sale 1, 2, 3 accessibili ai disabili) 

MULTISALA LUX - Galleria San Federico, 33
+39 011 5628907 (Sale accessibili ai disabili) 

 

I biglietti e gli abbonamenti a tariffa intera potranno essere acquistati sul sito del festival www.torinofilmfest.org e attraverso l’applicazione Soft Solutions a partire dal 5 novembre e per tutta la durata del manifestazione, fino a 24 ore prima dell’inizio di ogni proiezione. I biglietti e gli abbonamenti acquistati con queste modalità dovranno essere ritirati durante il Festival presso le casse dei cinema nei normali orari di apertura presentando il codice ricevuto all’atto dell’acquisto. Per il ritiro è consigliabile presentarsi con un anticipo di almeno 15 minuti rispetto all’inizio della proiezione. 

Acquisto presso le biglietterie dei cinema 
Il 22 novembre saranno aperte solo le casse dei cinema Massimo e Reposi dalle 10.00 alle 22.00. Dal 23 al 30 novembre l’apertura delle casse dei cinema Massimo, Lux e Reposi avrà luogo 30 minuti prima dell’inizio della programmazione fino all’inizio dell’ultimo spettacolo. 
Presso le casse dei cinema potranno essere acquistati biglietti e abbonamenti sia a tariffa intera che a tariffa ridotta. Per questi ultimi è necessario presentare documenti (carta d’identità) o tessere convenzionate. 

 

Tariffe biglietti e abbonamenti 
Biglietto serata di apertura: EURO 10,00 
Abbonamento intero (*): EURO 80,00 
Abbonamento ridotto (*): EURO 55,00 
(Aiace, Abbonamento Musei Torino Piemonte, Torino+Piemonte card, Carta Freccia, Carta Stabile, Utenti Starshipper, Universitari, Over 60) 
Strettamente personale e non cedibile, consente l’accesso a tutti gli spettatori ad esclusione della serata inaugurale e cerimonia di premiazione. 
Abbonamento 9-19 (*): EURO 35,00 
Strettamente personale e non cedibile, consente l’accesso a tutti gli spettacoli il cui orario di inizio sia entro le ore 19.00. 
Pass giornaliero 9-19 (*): EURO 10,00 
Consente l’accesso agli spettacoli il cui orario di inizio sia entro le ore 19.00 del giorno di emissione. 
Biglietto intero: EURO 7,00 
Biglietto ridotto: EURO 5,00 
(Aiace, Abbonamento Musei Torino Piemonte, Torino+Piemonte card, Carta Freccia, Carta Stabile, Utenti Starshipper, Universitari, Over 60)

 

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