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TORINO, 19 March 2015

Musica VALTER MALOSTI IN ‘CLAREL’ DI MELVILLE AL SUPERBUDDA Mercoledì 25 marzo 2015 Torino

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  Valter Malosti - Clarel
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Mercoledì 25 marzo, alle ore 21.00 presso SUPERBUDDA, in via Valprato 68 a Torino, Valter Malosti interpreta CLAREL, il poema/concerto tratto dall’omonimo testo di Hermann Melville; suono e live electronics sono a cura di  G.u.p. Alcaro, oud e chitarre: Lucia D’Errico;  le musiche originalisono di Carlo Boccadoro.

Lo spettacolo fa parte della rassegna ‘Parole d’Artista’ organizzata a Torino, Moncalieri e Asti dal Teatro di Dioniso.

Lo spettacolo sarà preceduto da un ricordo affettuoso e informale di Ruggero Bianchi traduttore della prima e unica edizione integrale italiana dello sconfinato poema di Hermann Melville e ispiratore del progetto vincitore de I teatri del Sacro 2013.  

L’incontro è promosso dal Teatro di Dioniso, Centro Studi del Teatro Stabile di Torino, Università di Torino, DAMS e dal settimanale de La Stampa, Tuttolibri 


Recentemente scomparso, Ruggero Bianchi è stato per lungo tempo docente di Letteratura americana presso l’Università di Torino;  traduttore, tra gli altri, di Melville: sue infatti le versioni di Clarel e di Moby Dick, pubblicate rispettivamente da Einaudi e Ugo Mursia Editore; apprezzato collaboratore di Tuttolibri. 

Figura molto cara alla città  ai suoi studenti che ne affollavano lo studio, Ruggero Bianchi verrà dunque ricordato oltre che dai famigliari, da Pietro Crivellaro, direttore del Centro Studi del Teatro Stabile di Torino, dai docenti Armando Petrini, Franco Perrelli e Franco Prono dell’Università di Torino, da Alberto Sinigaglia, presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte, da Luciano Genta, giornalista de La Stampa, oltre che, naturalmente, da  Valter Malosti.

 

Al termine dell’incontro dedicato a Ruggero Bianchi andrà in scena CLAREL.

 

“Clarel è senz’altro la meno conosciuta fra le grandi imprese di Melville. Ma si sa che la sua opera non delude mai ed è piena di rivelazioni anche negli angoli più riposti.

Diciottomila versi suddivisi in centocinquanta canti, irti di allusioni e significati occulti, «uno scosceso massiccio poetico», «versi che fanno trasalire alla lettura» per la loro «virtù profetica». […] Egli parla ai nostri attimi di pace, di indifferenza, di sovranità; lascia che risuonino tutte le voci, e le estreme di preferenza, quelle che negano ogni senso (mondano) alla vita; permette a ogni germe di crescere e di offrire alla mente il suo frutto: nulla reprime. È un eroe gnostico”. (Elèmire Zolla)

 

Chi ama i capolavori di Hermann Melville - Mardi, Moby Dick, Pierre, The confidence Man, Bartleby, Benito Cereno, Billy Budd, The Encantadas – è costretto a percepire Clarel come un apice e un picco della sua produzione letteraria, anche se non necessariamente come il suo capolavoro formale.

 

Sottolinea Malosti “Questo progetto, che non sarebbe stato possibile senza la monumentale e appassionata traduzione integrale del poema di Ruggero Bianchi, edita da Einaudi nel 1999,  deve alla forza dirompente dei versi di Melville l’averci indotto a cercare una forma spettacolare scabra, una sorta di concerto per voce, oud, chitarre e live electronics, in un tentativo di teatro musicale che vuole evocare l’invisibile e il mistero di un viaggio interiore e insieme reale.

 

Clarel, giovane studente americano di teologia, insoddisfatto degli insegnamenti dogmatici ricevuti in patria, decide di recarsi in Palestina. Come i grandi eroi dei romanzi melvilliani  Clarel tenterà di superare le soglie dell’esperienza e della conoscenza, e proverà a dare risposta.

 

Alle grandi questioni del sapere e dell’amore, del rapporto tra il fisico e il metafisico, della verità e del senso ultimo della vita.

 

Clarel (Poema e pellegrinaggio in Terrasanta), pubblicato nel 1876 in forma privata, fu stampato postumo solo nel 1924. Il poema-diario venne ispirato da un viaggio in Palestina compiuto da Melville vent'anni prima, fra il 1856 e il '57.

Il viaggio, preceduto da una visita a Londra all’amato amico Hawtorne, che sapeva quanto Melville fosse incessantemente tormentato da un desiderio di fede e dalla disperante lotta per credere, era stato concepito dalla famiglia anche come possibile terapia per uno stato di prostrazione fisica e psicologica che aveva colpito l'autore durante e dopo l'immane sforzo profuso in soli tre anni nella scrittura di Moby Dick e di Pierre, le due opere "titaniche" e metafisiche, che sembravano voler dar fondo all'universo, ma destinate ad un umiliante insuccesso commerciale.

 

Clarel rappresenta dunque il pellegrinaggio della speranza: un viaggio alle origini di un’elusiva e ipotetica Verità e di una sicura sofferenza.

 

Quest'opera è forse il culmine più angoscioso e poetico del grande corpus dei libri melvilliani; forse più ancora di Billy Budd, tradizionalmente ritenuto lavoro emblematico ed epitome perfetta. Socraticamente fedele a uno gnosticismo sofferto, e non certo di maniera, Melville butta nelle fiamme di questa sua scrittura convulsa tutto il peso e il dolore di una ricerca irrisolta.

 

 



CLAREL

poema e pellegrinaggio in Terra Santa

di Herman Melville | concerto per voce, oud, chitarre e live electronics

versione italiana e adattamento teatrale Valter Malosti

dalla traduzione integrale di Ruggero Bianchi

interpretato e diretto da Valter Malosti

suono e live electronics G.u.p. Alcaro

oud e chitarre Lucia D’Errico

musiche originali Carlo Boccadoro

field recordings a Gerusalemme e Israele Luc Messinezis

luci Francesco Dell’Elba

assistente alla regia Elena Serra

Produzione Teatro di Dioniso | I teatri del Sacro

 

Info e biglietteria

 

Mercoledì 25 marzo 2015 | ore 21.00 | SUPERBUDDA |Torino

Via Valprato 68 | info@superbudda.com

Info: Teatro Di Dioniso

Tel. 011.5172826

 

Biglietti

Intero:  12 euro |  Ridotto:  (over 65, studenti) 7 euro

Abbonati stagioni Asti e Moncalieri: 10 euro

 

 

 

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