Torino News

TORINO, 10 June 2015

Teatro INTERPLAY /15 | venerdì 12 giugno 4 spettacoli al MUSEO ETTORE FICO Torino

L’ingresso alle performance è gratuito, previo accesso al MEF Museo Ettore Fico

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In chiusura della quindicesima edizione di INTERPLAY, venerdì 12 giugno, il festival presenta quattro progetti site specific presso la nuova e affascinate struttura architettonica del MEF Museo Ettore Fico, un museo che non vuole essere “solo museo”, ma un vivace luogo di aggregazione sociale e scambio culturale, offrendo una dinamica programmazione espositiva di arte moderna e contemporanea con mostre annuali temporanee, attività educative e progetti speciali realizzati con l’obiettivo di generare processi di partecipazione attiva e riqualificazione territoriale.

 

Alcuni tra i coreografi più interessanti del panorama nazionale e piemontese realizzeranno al MEF lavori site specific in tema con la mostra Plastic Days.

 

Si tratta di NICOLA GALLI, giovane coreografo del CollettivO CineticO/Francesca Pennini, che coniuga nella sua ricerca lavoro coreografico e multidisciplinarietà con O| proiezione dell’architettura ossea, dove il performer agisce costretto in un’area spaziale: due cubi di dimensioni differenti, incastonati l’uno nell’altro, sottoposti ad estremo appiattimento e ridotti a un riquadro di pluriball con al centro uno spazio vuoto, anch’esso quadrangolare; ANNAMARIA AJMONE, che presenta una versione ri-elaborata di TINY, spettacolo vincitore di Dnappunti coreografici 2014 e dei coreografi del territorio ANDREA GALLO ROSSO, con una versione del lavoro coprodotto da DROP progetto del network Dance Roads sostenuto dalla Commissione Europea (di cui Mosaico Danza è il partner italiano), e FEDERICA POZZO selezionata nel 2012 da Danz’è – Festival Oriente-Occidente nella categoria giovani coreografi, con un intenso solo, fortemente fisico, creato appositamente per le affascinanti location del MEF.

 

Le performance al MEF cominceranno alle 18.00; a seguire, aperitivo con gli artisti.

L’ingresso alle performance è gratuito, previo accesso al MEF Museo Ettore Fico: intero € 10 (aperitivo incluso)

 

 

 

VENERDÌ 12 GIUGNO 2015

BLITZ METROPOLITANI

MEF Museo Ettore Fico

eventi site specific in tema con la mostra plastic days

a seguire aperitivo

 

ore 18

O | PROIEZIONE DELL’ARCHITETTURA OSSEA

NICOLA GALLI

concept, coreografia e azione Nicola Galli

prima regionale

 

OOOOOOOOOOOOOOOO

Superficie vertebrale, rettilineo, salita e discesa.

Continua transizione tra due punti, arco di congiunzione.

Pudico scricchiolio osseo, liquido sinoviale compresso.

Massima estensione e flessione articolare, finecorsa. Condizionamento operante fisico: minor superficie occupata - massima concentrazione proiettata, riorganizzazione dell'architettura portante.

Tracciato di presenza permanente, postuma. Codice morse.

Approssimazione grafica del suolo attraversato.

O | proiezione dell'architettura ossea è una breve performance che fa parte del progetto MDV, assieme all'installazione corporea “prime visioni sottocutanee” e all'installazione “OSSO”. Il performer si muove su una piattaforma quadrangolare agendo sulla massima estensione e compressione delle singole articolazioni. Lo spazio bianco e quadrato, analizzato secondo lo studio sulla proporzione umana e lo sviluppo naturale della spirale logaritmica, viene interpretato nella sua semplicità: una geometria statica caratterizzata dalla ripetizione di quattro lati eguali e quattro angoli uguali. Il corpo disegna segmenti e figure che segnano la morbida superficie ricoperta di pluriball, attraverso il peso proiettato al suolo durante l'esecuzione. Il continuo passaggio del performer rilascia un residuo grafico e sonoro, accelerando la visione futura dell'endoscheletro.

 

 

 

a seguire

TINY ESTRATTO N° 1

ANNAMARIA AJMONE

di e con Annamaria Ajmone

prima regionale

 

TINY, spettacolo ancora in fase di creazione, di cui al MEF viene presentato un estratto che entrerà in dialogo con lo spazio espositivo, porta avanti la ricerca iniziata da Annamaria Ajmone con il precedente lavoro [In]Quiete. Se quest’ultimo era incentrato sull’analisi delle tensioni fisiche e psichiche indotte dall’esterno, TINY vuole essere un lavoro più raccolto, più intimo, un viaggio tra la pelle e le ossa in una metamorfosi continua.

La ricerca coreografica indaga il termine "abbandono" inteso come "affidarsi a se stessi", perdersi nel proprio spazio interiore.

In TINY questa carismatica performer esplora il suo corpo come un archivio popolato da memorie personali e culturali, fantasie, forze invisibili, echi lontani, suoni, odori, immagini.

“Individuo e seleziono tracce di me, costruisco un percorso da attraversare. Il processo di metamorfosi interiore si confonde con quello esteriore, contamina lo spazio in un gioco di risonanza” (Annamaria Ajmone).

 

 

 

 

a seguire

SFIORO

FEDERICA POZZO

di Federica Pozzo con Ilaria Quaglia

prima nazionale

 

“Sfioro, toccare appena, accennare un argomento senza approfondirlo, essere sul punto di raggiungere o provocare qualcosa. Proprio nel preciso istante in cui penso di aver raggiunto la piena consapevolezza di me, mi rendo conto che tutto è effimero ed entro in un vortice, laddove sono in balia degli eventi Hic et nunc... folle corsa verso le situazioni che ci fanno male come non evitarle... male comune di questa nostra società”.

 

 

 

 

a seguire

I MEET YOU...IF YOU WANT - ESTRATTO

ANDREA GALLO ROSSO

con Andrea Gallo Rosso e Manolo Perazzi

 

Il lavoro indaga i rapporti umani, i delicati equilibri interpersonali. Sulla scena due corpi schiena a schiena immersi in una doccia di luce: iniziando a muoversi, sviluppano un dialogo dove il non-contatto diventa una “presenza costante”. Il lavoro esplora le tracce che lasciano tutte le storie importanti che incrociano la nostra vita e che ci portiamo dentro. La ricerca coreografica è stata: trasporre fisicamente la “non presenza” e il “ricordo della presenza” dell'altro nel corpo dei danzatori e nel loro movimento. Partire da un luogo di memorie e portarlo nel mondo fisico, più connesso alla parte animale di noi. “I meet you... if you want” è un lavoro che esplora la completezza della persona in relazione agli altri e in connessione con la parte affettiva di ognuno di noi.

 

"... quando la forma originale fu tagliata in due, ciascuna metà aveva nostalgia dell'altra e la cercava..."

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