Torino News

TORINO, 02 May 2016

Varie 29° Salone Internazionale del Libro - Torino da giovedi 12 a lunedi 16 maggio 2016

Giovedì, domenica e lunedì dalle 10 alle 22 Venerdì e sabato dalle 10 alle 23

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Il 29° Salone Internazionale del Libro di Torino si tiene nei Padiglioni 1, 2, 3 e 5 di Lingotto Fiere da giovedì 12 a lunedì 16 maggio 2016. L’inaugurazione, alle 10.30 di giovedì 12 maggio, è affidata al Ministro per i Beni, le Attività Culturali e il Turismo Dario Franceschini. È annunciata nel corso del Salone la visita del Presidente del Consiglio Matteo Renzi.

La serata introduttiva: Shakespeare in Eurovisione

 

Completamente rinnovata la formula della serata introduttiva di mercoledì 11 maggio alle 20.45 all’Auditorium Rai «Arturo Toscanini», dedicata agli ospiti internazionali dell’Ibf, editori, scrittori, media e soprattutto ai ragazzi che prenderanno parte al Salone.

Un concerto straordinario dell’Orchestra Sinfonica Nazionale Rai diretta dal suo nuovo Direttore Principale, l’americano James Conlon. In programma la Sinfonia Incompiuta di Franz Schubert e la Suite dall’opera Una Lady Macbeth di Mzensk di Dmitrij Shostakovich. In omaggio al quarto centenario della morte di William Shakespeare, l’attore Massimo Popolizio interpreterà brani shakespeariani (Riccardo III, Amleto, La Tempesta) scelti da Ernesto Ferrero e dall’anglista Paolo Bertinetti.

Grazie alla media partnership con la Rai, la serata verrà trasmessa in diretta Eurovisione su Rai5 e in Euroradio su Radio3.

 

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Mimmo Paladino al Salone, da Visioni a Quijote

 

L’immagine che dà il titolo al Salone 2016 è Visioni, un’opera d’arte appositamente creata e donata al Salone da Mimmo Paladino. L’elaborazione grafica è stata realizzata dallo studio dell’architetto Pierluigi Cerri, fra i più grandi grafici e designer italiani.

Nel quarto centenario della morte di Cervantes, al Salone verrà proiettato un grande omaggio che Paladino gli ha dedicato: il suo film-opera d’arte Quijote (Don Chisciotte), visionario capolavoro presentato alla Mostra del Cinema di Venezia 2007 e interpretato fra gli altri da Lucio Dalla, Peppe Servillo, Remo Girone, Alessandro Haber, Alessandro Bergonzoni e da Ginestra Paladino nella parte di Dulcinea. Mimmo e Ginestra Paladino lo racconteranno al Salone in dialogo con Giovanna Milella.

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Il Salone 2016 in sintesi

 

Sono oltre 1.000 gli editori presenti al Salone 2016, chi con proprio stand, chi all’interno di spazi collettivi e istituzionali. Tutti confermati i marchi editoriali, dai grandi gruppi ai piccoli e medi editori. Un gradito ritorno quello di Donzelli. Ritorna Amazon che debutta il suo nuovo marchio di editoria cartacea APub. Presente per la prima volta l’Istituto Luce.

Settanta i nuovi espositori che debuttano al Salone. Fra loro La Conchiglia di Capri, raffinato libraio-editore di scuola napoletana, estremamente curato nella scelta cartaria e tipografica e molto attivo sul fronte degli incontri fra le culture del Mediterraneo. E i 24 editori indipendenti dell’Incubatore, che festeggia 10 anni: provengono da tutta Italia e hanno meno di due anni di vita.

I convegni e dibattiti in programma sono a oggi 1.222, cui andranno ad aggiungersi quelli del Salone Off. Trentasette le Sale Convegni e Laboratori, compresa le nuove Sala Romania e Sala Babel.

A oggi sono già oltre 500 gli operatori internazionali accreditati all’International Book Forum, di cui più di 250 stranieri provenienti da 41 Paesi. Fra gli editori rappresentati all’Ibf, i francesi Flammarion, Gallimard e Xo; i tedeschi Piper, Suhrkamp, Kunstmann, Hanser e Alexander; gli spagnoli Anagrama, Narcea e Sexto Piso.

I Paesi presenti al Salone con un proprio stand: Albania Azerbaijan e Romania, che ha realizzato e dato il suo nome a una sala convegni dotata di 50 posti e che – accanto alla propria programmazione - ospita numerosi incontri di Officina ideati per valorizzare il ruolo dei piccoli editori.

Le Istituzioni nazionali italiane sono rappresentate da Presidenza del Consiglio dei Ministri, Miur - Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Ministero della Difesa, Cnr – Centro Nazionale delle Ricerche.

Dopo Calabria, Veneto e Lazio, la Regione Ospite d’onore nel 2016 è la Puglia. Le altre Regioni Italiane presenti con un proprio spazio sono Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Piemonte, Sardegna, Toscana e Valle d’Aosta.

Area Startup. Quest’anno debuttano al Salone 10 nuove startup selezionate attraverso la call internazionale lanciata dal Salone per i migliori progetti di editoria digitale.

Casa Cookbook. Sono 25 gli espositori presenti quest’anno. Tra le novità: Cucchiaio d'Argento, FunnyVegan, CEF publishing, Luca Maroni - Sens e Moka Libri. Torna Phaidon Press, brand internazionale con sedi a Londra, Parigi, Barcellona, Milano, Tokyo  e New York.

Nello spazio Collettiva editori per ragazzi sono 12 gli editori presenti: Biblioteca dei Leoni, Eli – La Spiga edizioni, Grappolo di Libri Editore, Erba Moly, Italy for Kids, Kite edizioni, Lo editions-Officina Libraria, Sestante edizioni, Teke Arcobaleno, Uovonero, Edizioni Curci, Carthusia.

Fra le novità più rilevanti, il biglietto ridotto che da 9,00 € scende a 8,00 (invariato a 10 € l’intero), e l’introduzione del nuovo biglietto ridotto preserale a soli 5,00 €, valido dopo le ore 18 e per il quale è stata ideata una nuova striscia di eventi e concerti serali con grandi nomi della musica italiana. Tutti i biglietti possono essere acquistati in prevendita online su salonelibro.it.

 

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Le mostre: i Quaderni dal Carcere di Gramsci e La Guerra di Piero (Melograni)

 

Il Salone 2016 ospita due importanti mostre. L’esposizione dei manoscritti autografi dei 33 Quaderni dal carcere di Antonio Gramsci, scritti fra il febbraio 1929 e l’agosto 1935, corpus fondamentale nel pensiero politico, critico, estetico e filosofico del Novecento (Padiglione 3, in prossimità della Sala Azzurra). I manoscritti dei Quaderni saranno collocati all’interno di 4 teche realizzate appositamente e in grado di garantire il rispetto dei parametri relativi alla temperatura, al grado di umidità e all’esposizione alla luce stabiliti dall’Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario che ne ha recentemente completato il recupero. Due schermi touch affiancano le teche permettendo ai visitatori di sfogliare e ingrandire digitalmente tutte le pagine dei Quaderni.

La Guerra di Piero ricostruisce lo studio-biblioteca di Piero Melograni (1930-2012), grande e poliedrica figura di storico e divulgatore. La mostra prende le mosse dalla sua Storia politica della grande guerra. 1915-1918, apparsa per Laterza nel 1969, che rompe con l’approccio storiografico ufficiale dell’epoca. In mostra documenti originali e riviste; il diario di Irene Mocchiutti, cugina di Guglielmo Oberdan, giovane irredentista contadina friulana sopravvissuta al campo di concentramento austroungarico; celebri manifesti; la prima edizione dell’Alcova d’Acciaio di Filippo Tommaso Marinetti; carteggi privati fra Gabriele d’Annunzio e Arturo Toscanini e rare fotografie.

 

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La visionarietà, tema conduttore del Salone 2016

 

Il titolo del Salone 2016 è Visioni. E il suo filo conduttore vuole dare spazio alle esperienze di chi ha la capacità di guardare lontano, di darsi e vincere sfide che sembrano impossibili, di lavorare per il futuro attuando progetti forti, basati su una conoscenza vera, ma anche sul patrimonio letterario, artistico e filosofico che costituisce la nostra identità culturale, e dunque nell’indispensabile saldatura tra cultura scientifica e cultura umanistica.

Al centro dell’edizione 2016 saranno dunque i visionari che, nei rispettivi rami di attività, si sono distinti per la lungimiranza del progetto, le capacità d’innovazione, l’originalità dei metodi operativi, ma anche la sapienza divulgativa e comunicativa.

Fra i testimonial di questa concreta capacità visionaria il fisico Roberto Cingolani, dal 2005 il brillante direttore dell’Istituto italiano di Tecnologia (IIT), centro avanzato di robotica e nanotecnologie, che costituisce un’eccellenza internazionale come punta avanzata della ricerca in un settore strategico. L’Istituto Italiano di Tecnologia porta nel 5° padiglione del Salone il suo robot androide iCub, e organizza mostre e incontri in cui al centro vi sarà sempre il libro, insostituibile veicolo di conservazione e condivisione delle idee.

Insieme a Cingolani, due altri visionari, imprenditori umanisti capaci di guardare lontano, ben oltre il puro profitto immediato. Marino Golinelli, bolognese, classe 1920, imprenditore farmaceutico di successo, sin del 1988 ha creato la Fondazione che porta il suo nome e in cui ha profuso cospicui investimenti. Vuole aiutare i giovani a capire come sarà il mondo di domani e a valorizzare se stessi, per trasformare i problemi in occasioni. Nel segno di una nuova imprenditoria che significhi anche crescita morale e civile lavora anche Brunello Cucinelli, che ha fatto della cultura il propellente di una nuova alleanza tra capitale e lavoro. Grazie anche alla sua liberalità, il Salone 2016 ospita le letture di grandi attori come Anna Bonaiuto, Fabrizio Gifuni e Isabella Ragonese.

Sempre in campo scientifico, sono attesi al Salone due protagonisti della ricerca più avanzata. Carlo Rovelli, che a Marsiglia guida un’équipe che lavora sulla fisica quantistica a loop, ha rivelato uno straordinario talento di divulgatore, che ha fatto delle sue Sette lezioni di fisica un best-seller tradotto in 35 Paesi. Guido Tonelli (La nascita imperfetta delle cose, Rizzoli), è responsabile dell’esperimento che al Cern ha permesso di scoprire, con quello di Fabiola Gianotti, il bosone di Higgs, e racconterà i prossimi capitoli dell’avventura della fisica. Ci sarà anche il giovane fisico francese Christophe Galfard, che con i suoi spettacoli in 3d ha rivelato anch’egli uno straordinario talento divulgativo (L’universo a portata di mano, Bollati Boringhieri, premiato in Francia nel 2015 come il miglior libro scientifico). L’astronauta Samantha Cristoforetti presenta a Torino il libro Feltrinelli che ha dedicato ai ragazzi: le passioni e le avventure della sua professione diventano una fiaba moderna.

Narratore di formazione scientifica, Marco Malvaldi ci regala un excursus storico, dimostrando come scienza e poesia, da Omero e Borges, siano riusciti a mettere in campo un’alleanza profetica nell’antivedere le invenzioni più sofisticate (L’infinito a portata di mano, Rizzoli).

Michel Serres («Lucrezio al tempo del web», Le Monde) è l’intramontabile maestro di un pensiero filosofico che sembra esaltarsi davanti alle sfide del futuro. Nella sua lunga attività ha saputo coniugare discipline spesso lontane tra loro - matematica, letteratura, fisica, estetica, diritto, storia, antropologia, informatica, chimica - per trarne la visione globale di una realtà in continua mutazione. L’innovazione può anche passare da una nuova lettura delle «vecchie» risorse naturali. La biomimetica è il metodo innovativo che ci propone Renato Bruni, docente di Botanica all’Università di Parma con il suo Erba volant (Codice), dove si dimostra che la natura è all’avanguardia nell’offrirci soluzioni efficaci, sostenibili e rivoluzionarie per il nostro futuro.

Carlo Ratti insegna al MIT di Boston, dove dirige il Senseable City Lab, e ha introdotto l’idea di un’«architettura che percepisce e risponde». Applica alla progettazione urbanistica e allo studio della mobilità urbana sofisticate tecnologie digitali «dal volto umano», studiandone l’interazione con l’ambiente e il tessuto sociale. In dialogo con lui Beppe Severgnini.

Tra i visionari rientra a giusto titolo anche Carlo Petrini («Una delle 50 persone che potrebbero salvare il mondo», secondo il Guardian), che festeggia i trent’anni di Slow Food, diventato un movimento internazionale che celebra ogni due anni la sua assise planetaria con Terra Madre.

Si intitola Visionari e televisionari la lectio magistralis di Philippe Daverio, che ci insegna come un quadro, se guardato a lungo, possa aprire la strada a una pluralità di narrazioni che aprono prospettive infinite.

La visionarietà è una categoria che si può anche applicare anche a grandi fotografi, in grado di trasformare un’immagine in aperture concettuali che modificano la nostra percezione. È il caso di Oliviero Toscani, al Lingotto con un volume che raccoglie le sue opere più famose dal 1965 al 2015 (Electa Mondadori).

La visionarietà non si applica solo al futuro. Ogni generazione è chiama a “rivedere”, a riscrivere la propria storia con strumenti capaci di capaci di superare le metodologie tradizionali. Carlo Ginzburg ha applicato nuove fruttuose metodologie coniugando scienze umane, arti figurative e letteratura con un occhio speciale alle menzogne e alle violenze che avvelenano le società contemporanee. Il suo recente Paura reverenza terrore (Adelphi) si occupa del potere di immagini che ci aggrediscono e vogliono suggestionarci.

Così come visionari sono l’antropologo teorico dei non luoghi Marc Augè e l’architetto Stefano Boeri, autore di una delle case definite più belle del mondo: il Bosco Verticale di Milano. Venerdì 13 dialogano con il filosofo Federico Vercellone in un incontro organizzato assieme alla Fondazione Merz, che proprio in questo periodo ospita la mostra di Botto & Bruno dedicata alle periferie.

 

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A scuola di visionarietà: una Ted Conference per scoprire dove si annida l’innovazione giovanile

 

Giovedì 15 in Sala Rossa Arnaldo Colasanti conduce Cultura e istruzione, scuola di visionarietà: una rassegna flash scandita secondo la vivace formula multimediale delle Ted Conferences americane per scoprire i laboratori italiani di innovazione e creatività nelle pratiche culturali.  I ragazzi si confrontano con il ministro per i Beni Culturali Dario Franceschini, con l’ex ministro e presidente della Treccani Massimo Bray, Alessandro Fusacchia, Luciano Canfora.

Si parla fra l’altro di «Sistema Pompei», di nuovi esperimenti di vita civile in Toscana, del Modello Venaria Reale, di cultura del Peacekeeping come inclusività e accoglienza, di forme di cultura digitale attuate dall’Istituto dell’Enciclopedia Italiana. In conclusione Ereditare il futuro, un dialogo sulla gestione dei beni culturali del ministro Franceschini con Lorenzo Casini, autore del libro dallo stesso titolo (Il Mulino). Il momento spettacolare è assicurato dalla lettura di poesie classiche, recitate e musicate dai 56 ragazzi dell’Accademia Vivarium Novum.  A cura di Miur e Mibact.

 

 

 

 

 

 

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Le culture arabe ospiti al Lingotto:

la letteratura come patria condivisa

 

Al posto del Paese Ospite d’onore, una nuova formula che offre un focus allargato e traversale su realtà culturali che superano le rigide divisioni degli Stati nazionali. A criteri puramente geopolitici subentrano più ampi criteri geoculturali. La letteratura come patria, come rifugio, come portatrice di diritti, come luogo deputato al confronto con l’altro. Non una semplice vetrina, ma un’occasione di scambio, un comune discorso in progress da opporre alle semplificazioni e ai pregiudizi.

 È il caso della letteratura e della cultura araba, che dal Marocco all’Iraq offre un quadro quanto mai mosso e variegato, che ci aiuta a capire l’anima profonda e segreta di Paesi che pur affacciandosi sul nostro stesso mare rimangono poco conosciuti. La letteratura è appunto in grado di fornire quel «più» di conoscenza di cui abbiamo bisogno, per supportare le ricerche storiche, le riflessioni politiche, persino l’agenda delle cose da fare.

L’accelerazione che ha subito la storia nel Nord Africa e in Medio Oriente ha investito anche noi, con un impatto la cui forza è stata sino ad oggi sottovalutata. Oggi persino il pubblico più avvertito fatica a decifrare la complessità di storie e civiltà di cui sino a ieri credevamo di poter fare a meno.

Il Salone 2016 vuole proporre alcune voci utili a compilare una sorta di «vocabolario dell’arabo nuovo», che parta da una lettura critica della storia che abbiamo alle spalle. In questo compito il Salone si avvale della competenza e della passione di un nutrito gruppo di arabisti italiani e internazionali, che fanno capo a Paola Caridi e a Lucia Sorbera dell’Università di Sidney, con il concorso attivo di giovani studiosi torinesi.

Grazie a loro possiamo avere una miglior conoscenza delle mutazioni in corso, della persistenza di problemi antichi, e degli apporti delle nuove generazioni. Le rivolte del 2011, anche se incompiute, hanno portato alla ribalta protagonisti, movimenti, tendenze, richieste che negli anni precedenti erano cresciute nell’ombra di regimi politici autoritari e corrotti, affrontando l’emarginazione e l’esilio, ma senza mai rinunciare a mettere a confronto mondi diversi.

Presenti al Lingotto Moncef Ben Moussa il direttore del Museo del Bardo di Tunisi, fatto segno del recente attacco terroristico. È da anni di casa in Italia Tahar Ben Jelloun, che festeggia con La Nave di Teseo un suo nuovo romanzo sui matrimoni combinati. Il poeta siriano-libanese Adonis, considerato l’autore più significativo della lirica in lingua araba, è al Salone con Violenza e Islam (Guanda) lucida analisi della natura profonda delle società arabe, delle rigidezze che le bloccano, e delle radici delle loro  derive  radicali.

Attese due studiose egiziane che da anni dedicano al loro Paese analisi documentate e stringenti, tanto più utili in queste settimane, dominate dalla drammaticità del caso Regeni. Ahdaf Soueif (1950), saggista e narratrice, scrive per The Guardian. È nata al Cairo, e vive tra Londra e la città natale, che ha raccontato in Il Cairo. La mia città, la nostra rivoluzione (Donzelli). May Telmissany (1965), narratrice e saggista, docente di studi arabi all’Università di Ottawa, ha concentrato le sue ricerche sulle dinamiche sociali del suo Paese.

L’algerino Boualem Sansal (2084. La fine del mondo, Neri Pozza) va persino oltre lo Houellebecq di Sottomissione ipotizzando un futuro in cui gli incubi del presente sembrano realizzati nella forma di una feroce teocrazia totalitaria. Algerino è anche Yasmina Khadra (dal 2001 pseudonimo di Mohamed Moulessehoul, ex ufficiale dell’esercito). Nei suoi libri memoria autobiografica, pamphlet, racconto psicologico, romanzo si fondono nell’affrontare lucidamente i conflitti del nostro tempo, concentrandosi sulle ragioni del fondamentalismo più violento. 

Molte le voci giovani che ci illuminano sui comportamenti delle nuove generazioni. Mahi Binebine (1959), marocchino, racconta in Il grande salto (Rizzoli) la storia di un ragazzo di Casablanca che diventa un attentatore suicida. Salem Haddad (1983), di padre libanese-palestinese, ha lavorato per Médecins sans frontières, e vive a Londra, dove si occupa si assistenza ai rifugiati. È  autore del romanzo Ultimo  giro al Guapa (tradotto da e/o), ritratto scabroso di una generazione che si batte contro le ipocrisie e le repressioni del regime.

Karim Miské, narratore e documentarista di padre mauritano e madre franco-albanese, cresciuto a Parigi, insegue una possibilità identità ma sentendosi estraneo ovunque (Non appartenere, Fazi). Shadi Hamady (1988), di padre siriano e madre italiana, vive a Milano ed è autore di La felicità araba, storia di una famiglia coinvolta nella rivoluzione siriana. Giovane è anche Leila Slimani (Rabat, 1981), giornalista e scrittrice, con il suo scandaloso romanzo d’esordio Il giardino dell’orco (Gallimard, in traduzione Rizzoli). La storia di una ossessione sessuale che ha vinto il più prestigioso premio letterario del Marocco. Dialoga con lei Elena Stancanelli.

Si parlerà di poesia con Sinan Antoon (1967). Di padre iracheno e madre americana, narratore e documentarista, insegna alla New York University ed è tra i più esperti conoscitori della letteratura mediorientale.

Poesia e musica sono strettamente connessi nelle culture arabe, come dimostra anche l’esperienza di Nabil Salameh (1962), cantautore e giornalista palestinese, corrispondente dall’Italia di Al Jazeera, è fondatore del gruppo di world music Radioderwish (1997), con base in Puglia, che ha presto conquistato notorietà internazionale.

Non potevano mancare a Torino autori di fumetti e di graphic novel molto seguiti come i cairoti Magdy El Shafee (1961), artista e illustratore egiziano che lavora nel filone del realismo sociale (per la sua critica corrosiva, la graphic novel Metro, 2008, gli ha valso un processo e una condanna); e Muhammad Shennawi (1981) uno dei più noti e apprezzati graphic designers e fumettisti egiziani.

L’Islam reale, i suoi rapporti con le culture europee, gli stereotipi correnti sono al centro del dialogo tra Franco Cardini e Pietrangelo Buttafuoco.. Si parlerà naturalmente di ISIS e di terrorismo con Maurizio Molinari, che presenta il suo libro con un esperto di terrorismo come Marco Minniti, sottosegretario con delega per la sicurezza. Su L’Islam e le donne si interroga anche Lilli Gruber nel suo nuovo libro (Rizzoli).

 

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I grandi ospiti internazionali, la saggistica, i narratori italiani

 

Tra gli ospiti internazionali, spicca Shirin Ebadi, la prima donna mussulmana a ricevere il Premio Nobel per la pace. Indomabile avvocato iraniano, si è sempre battuta per la difesa di donne e bambini dalle brutalità del regime e racconta in Finché non saremo liberi (Bompiani) una storia di coraggio e di ribellione.

Antoine Leiris è l’uomo che a Parigi ha perso la moglie nella strage del Bataclan. La sua lettera ai terroristi, Non avrete il mio odio, è diventata un libro ed esce presso Il Corbaccio. Ha scritto Massimo Gramellini: «Se ciò che chiamiamo Occidente ha un senso, questo senso palpita nelle parole con cui il signor Antoine Leiris si è rivolto ai terroristi».

Grande attesa per l’americana Marilynne Robinson, vera icona nazionale cui ha reso omaggio Barack Obama in persona, rendendole visita a casa sua. La Robinson viene a ritirare il Premio Mondello Internazionale dalle mani di Michela Murgia, giudice monocratico.

La giapponese Marie Kondo (Vallardi) è diventata un caso internazionale con il suo Il magico potere del riordino, proposta di un metodo insieme pratico e filosofico per mettere ordine nelle proprie cose e nella propria vita, che ha sinora coinvolto cinque milioni di persone.

Per la prima volta al Salone l’americano Michael Cunningham con la sua riscrittura noir delle fiabe più famose (La nave di Teseo); i francesi Muriel Barbéry dopo il successo di L’eleganza del riccio con Vita degli elfi (e/o); e Bernard Quiriny (Storie assassine, L’Orma). Ci saranno anche l’indiano Amitav Ghosh che festeggerà anche i 70 anni del suo editore italiano Neri Pozza; Jeffrey Deaver (Rizzoli), Clara Sánchez (Garzanti), l’olandese Tommy Wieringa (Iperborea), il greco Petros Markaris (La nave di Teseo), l’emergente russo Andrej Astvarsaturov, l’americana Wednesday Martin con la sua satira impietosa della ultraricchi newyorkesi dell’Upper East Side e dei loro rituali (Book Me).

Tra i saggisti, Enzo Bianchi dialoga con Umberto Galimberti sul tema della Misericordia. La lezione di Luciano Canfora prende spunto dal suo nuovo libro dedicato a Tucidide e a un’Atene opaca, attraversata da tensioni e conflitti, ma capace di produrre Sofocle, Socrate e Fidia. Massimo Recalcati presenta il suo libro su Lacan, Alessandro Barbero la sua biografia di Costantino, Carlo Ossola il suo intenso profilo di Italo Calvino. Giorgio Ficara si interroga insieme ad Alfonso Berardinelli sulla sopravvivenza della letteratura. Benedetta Craveri presenta il suo elegante saggio Gli ultimi libertini, sette storie di aristocratici francesi che hanno incarnato con suprema eleganza le migliori qualità dell’Età dei Lumi. Alberto Angela racconta le meraviglie di San Pietro. Lo chef Antonino Cannavacciuolo, ormai assurto a star, le emozioni che si possono creare in cucina tra Nord e Sud. Il grecista Giulio Guidorizzi fa raccontare ad Agamennone il mondo omerico, culla della civiltà occidentale. Vittorino Andreoli insegna a costruire qui e ora il tempo della gioia, senza rincorrere un futuro impossibile. Carlo Sini si chiede se l’Occidente, che continua a parlare del proprio tramonto, ne abbia almeno compreso le origini. Infine lunedì i saggi consigli di Paolo Pejrone per «un giardino semplice».

Un vero evento è la prima traduzione italiana del Talmud babilonese (Giuntina), impresa che ha coinvolto 70 redattori e traduttori per un testo che abbraccia ogni aspetto della vita e della legge ebraica, occupandosi anche di scienza, medicina, economia. La illustrano Rav Gianfranco Di Segni, Alberto Melloni, Armando Massarenti e la curatrice Clelia Piperno.

Ritorna al Lingotto anche il Premio Nobel per la Letteratura Dario Fo, che ha appena festeggiato novanta splendidi anni, con il suo nuovo libro-intervista Dario e Dio (Guanda). Con lui Giuseppina Manin.

Al solito molto nutrita la presenza degli scrittori italiani. Tra loro giovedì Claudio Magris e Erri De Luca. Venerdì Antonio Moresco, Roberto Costantini, Rosa Matteucci, Antonio Scurati, Francesca Paci, Elena Stancanelli. Sabato Roberto Saviano festeggia con Mondadori i dieci anni di Gomorra che torna in una nuova edizione aggiornata; Walter Veltroni (con Pippo Baudo e Chiara Gamberale), Dacia Maraini con il suo libro sul desiderio di paternità, Eugenio Scalfari, Antonio Manzini in dialogo con Alessandro Robecchi, Paolo Rumiz, Andrea Vitali (con il campione mondiale di bocce Mauro Roggero), Eraldo Affinati, Antonio Pennacchi, Simona Sparaco, Mario Baudino, l’attore Marco Bocci in veste di narratore delle periferie romane.

Domenica Corrado Augias dialoga con Aldo Schiavone a proposito di Cristo e Pilato, Beppe Severgnini nella veste di esperto viaggiatore, Donato Carrisi, Simonetta Agnello Hornby, Paola Mastrocola con Massimo Gramellini, Giovanni Floris narratore, Marcello Sorgi, Diego De Silva in un reading a due voci con Antonio Pascale, Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini sul passaggio delle storie criminali dal romanzo alla tv, Nadia Fusini, Hans Tuzzi, Caterina Bonvicini, Romana Petri, Massimo Carlotto, Mariapia Veladiano, Gianni Farinetti, Giordano Meacci, Carmine Abate. Lunedì Bruno Arpaia, Vittorino Andreoli, Paolo Pejrone, Giancarlo Caselli. E un pomeriggio all’insegna del calcio, che vede in scena una nutrita pattuglia di juventini storici (Trapattoni, Causio, Tardelli, Gentile, Marchisio) e torinisti.

 

Il Salone by night: dopo le 18 spettacoli, letture, musica, teatro, cinema

 

Per l’introduzione del biglietto pre-serale ridotto a 5 euro, il Salone ha disegnato per la fascia happy hour un programma particolarmente attraente, animato da personaggi cari al grande pubblico. Giovedì l’incontro con Francesco Guccini; il violoncellista Mario Brunello in concerto con Gustavo Zagrebelsky nelle inedite vesti di pianista. Sempre giovedì sera, un ricordo di Gianmaria Testa con Mauro Bersani, Mario Brunello, don Luigi Ciotti, Erri De Luca e Carlo Petrini, e con le letture di Giuseppe Battiston.

Venerdì un reading di Mauro Corona con l’accompagnamento musicale di Omar Pedrini, e Anna Bonaiuto che legge Elena Ferrante. Carlo Massarini e il dj Ringo animano un evento Hoepli dedicato alle origini del rock. Maurizio Cucchi, Milo De Angelis, Vivian Lamarque e Roberto Mussapi animano una serata di poesia coordinata da Giovanni Tesio.

Sabato Luciano Ligabue è atteso all’Auditorium, dove Fabrizio Gifuni porterà un suo Omaggio ad Amleto, in occasione del 500° della scomparsa del Bardo. Marco Malvaldi si esibisce in un reading con l’attore Alessandro Benvenuti, già protagonista della serie tv dedicata al Bar Lume. Una performance di ballate in ottave di David Riondino per Nottetempo. Paolo Nori (Marcos y Marcos) racconta il suo «repertorio dei matti».  Mara Maionchi e il marito Alberto Salerno mettono in scena la movimentata commedia di un matrimonio (Baldini & Castoldi).

Alla domenica Roberto Vecchioni tra parole e musica, Nanni Moretti e Margherita Buy che leggono Natalia Ginzburg in occasione del centenario della nascita. Isabella Ragonese legge le più belle pagine di Guido Gozzano a cento anni dalla scomparsa. Cristiano De André con Marco Ansaldo presenta il libro che ha dedicato al padre Fabrizio. Enrico Montesano e Loretta Goggi dialogano sui loro libri autobiografici (Piemme). Luca Beatrice firma una biografia di Lucio Dalla per Baldini & Castoldi. La bellezza artistica, vero elemento unificante degli italiani, rientra nello spirito della Costituzione. Ne parlano Vittorio Sgarbi e il costituzionalista Michele Ainis. Daniela Piazza propone l’inedita coppia Cochi & Nino Frassica.

Nella giornata di domenica attesi con i loro libri autobiografici anche Francesco De Gregori (Laterza) e Antonello Venditti (Rizzoli).

E molti altri concerti e reading musicali della fascia serale sono ospitati nel Padiglione 1 dal programma di Officina.



Ricorrenze e nascite: i 70 anni della Repubblica, i 500 del Furioso, Shakespeare, Cervantes, Gozzano, Natalia Ginzburg. E la Nave di Teseo

 

Il 2016 è segnato da ricorrenze importanti. I 70 anni della fondazione della Repubblica italiana offrono l’occasione di tracciare un bilancio di questa nuova fase della vita unitaria, con le sue luci e le sue ombre, e una riflessione sul significato che oggi diamo alla parola democrazia, in un momento di riforme istituzionali che si accompagnano alla crisi dei partiti tradizionali, alla crescita dell’antipolitica e a una sorta di atonia sociale. Attesa per giovedì 12 una lezione del Presidente emerito Giorgio Napolitano, in occasione della pubblicazione del suo nuovo libro Europa, politica e passione (Feltrinelli), che collega la storia italiana a quella europea, alle speranze e ai dilemmi di un difficile presente.

È una vera Storia della Repubblica quella che propone Guido Crainz per Donzelli: a discuterne con lui Massimo L. Salvadori e Sabino Cassese. E ha l’andamento di un bilancio critico anche il Viaggio in Italia intrapreso da Marco Revelli per Einaudi. In una lectio magistralis, Giovanni De Luna ricostruisce un anno alquanto speciale: quel 1946 in cui una classe politica più avanti del Paese riesce a esprimere il suo dinamismo in una Costituzione che rappresenta al meglio la nuova anima repubblicana.

In campo letterario, ricorrono i 500 anni della prima pubblicazione dell’Orlando furioso. Il poema dell’Ariosto ha goduto sin dagli inizi di una fortuna ininterrotta e ha ispirato un’imponente produzione figurativa in tutta Italia, da Tiziano a Crepax. La rievoca in una lectio magistralis Lina Bolzoni, illustre studiosa dei rapporti tra letteratura, arte, filosofia e memoria nel Rinascimento, e recente curatrice del volume Treccani L’Orlando furioso nello specchio delle immagini.

William Shakespeare sarà ricordato con l’Omaggio ad Amleto di Fabrizio Gifuni, e con un evento animato da Nadia Fusini, che ha dedicato a La tempesta una intensa e personalissima interpretazione (letture di Anna Bonaiuto e Nicoletta Braschi).  Lunedì l’anglista Paolo Bertinetti metterà a confronto le varie traduzioni del Macbeth, l’ultima delle quali porta la sua firma. Cervantes verrà ricordato con la proiezione del film Quijote che gli ha dedicato en artiste Mimmo Paladino, con Peppe Servillo e Lucio Dalla. Introduce Ginestra Paladino in dialogo con Giovanna Milella.

Ai cent’anni della prematura scomparsa di Guido Gozzano, l’indimenticato poeta delle care cose di pessimo gusto, tra malinconia e ironico distacco, saranno dedicate le letture che Isabella Ragonese farà delle sue pagine più belle. Per i cent’anni dalla nascita di Natalia Ginzburg, due lettori d’eccezione - Nanni Moretti e Margherita Buy - interpretano pagine di Lessico famigliare e di Caro Michele.

Si ricorda anche Augusto Monti, a 50 anni dalla scomparsa: leggendaria figura di insegnante burbero-benefico, che nelle aule del torinese Liceo d’Azeglio ha forgiato alcuni tra i protagonisti della grande cultura del ‘900, come Pavese, Bobbio, Mila, Leone Ginzburg, Argan, ma che è stato anche un brioso narratore in proprio come documenta il ciclo dei Sansôssì (Gli spensierati), ripubblicato da l’Araba Fenice per le cure di Giovanni Tesio.

Altre ricorrenze sono quelle editoriali. Longanesi e Neri Pozza festeggiano entrambi i settant’anni. Due vicende in un certo senso parallele, in cui nuove proprietà hanno saputo rinverdire e rilanciare una grande tradizione

A ricordare l’inimitabile talento controcorrente di Leo Longanesi, un dialogo tra Ferruccio de Bortoli, Pietrangelo Buttafuoco e Francesco Merlo.

Per festeggiare Neri Pozza e il suo editore Giuseppe Russo si muove dall’America Amitav Ghosh. Ci saranno anche Antonio Scurati e Domenico Quirico.

Il Corriere della Sera festeggia i suoi primi 140 anni con Dacia Maraini, Marco Missiroli e Carlo Rovelli, accompagnati dal direttore Luciano Fontana e da Antonio Troiano, responsabile de La Lettura e delle pagine culturali, nel segno di un impegno che, sin dai tempi della direzione di Luigi Albertini, ha fatto dell’informazione culturale una delle sue cifre distintive, privilegiando la collaborazione di scrittori, intellettuali, scienziati e artisti.

Ricorrenze, ma anche nuove nascite. Giovedì la festa per il varo della Nave di Teseo di Elisabetta Sgarbi, con Michael Cunningham, Tahar Ben Jelloun, Petros Markaris e Sandro Veronesi, nel ricordo di Umberto Eco, co-fondatore della casa. 




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Lingua Madre, voci dal mondo

 

Il collaudato format di Lingua Madre, nato dalla collaborazione con la Regione Piemonte, porta all’Arena del Lingotto scrittori e musicisti che hanno saputo collegare le loro culture d’origine con quelle occidentali, operando delle ibridazioni che si sono rivelate particolarmente fruttuose, e hanno segnato innovativamente le esperienze espressive. La conoscenza dell’altro, lo scambio delle culture sono più che mai necessarie in un tempo che procede per brutali semplificazioni.

Lingua Madre 2016 si apre con il ricordo di due grandi scrittrici che ci hanno lasciato di recente, la marocchina Fatima Mernissi e l’algerina Assia Djebar, che hanno portato all’attenzione del mondo letterario il contributo delle intellettuali arabe alla riscrittura della storia e all’emancipazione delle donne da una patriarcato oppressivo, in una prospettiva decisamente e coraggiosamente femminile e femminista (giovedì 12 alle 18.30, con Roberta Mazzanti, Lucia Sorbera e Loredana Lipperini).

Venerdì alle 18.30 l’incontro con il giovane scrittore egiziano Saleem Haddad. Siamo al Cairo, tra i ragazzi di Piazza Tahrir. L’omosessualità del giovane Rasa, repressa dal regime e dai fondamentalisti, diventa una chiave di lettura per smascherare ipocrisie e contraddizioni di un’intera società (Ultimo giro al Guapa, e/o). Con Rosita di Peri.

Alle 20, la scoperta di Ibn Battuta ci porta nel cuore del mondo medioevale, e in uno dei classici più fascinosi delle letterature arabe. Questo coetaneo di Marco Polo parte da Tangeri nel 1325, viaggia per quasi trent’anni, visita decine di Paesi, dall’Africa al Medio Oriente dalla piana del Volga alle Maldive, dall’India alla Cina. Il resoconto delle sue peregrinazioni ci restituisce vivacemente il colore delle civiltà che scopre. La lettura delle sue pagine più belle è introdotta da Claudia M. Tresso dell’Università di Torino, che ha curato l’edizione italiana per Einaudi.

Sabato è la volta della giovane scrittrice marocchina, ma parigina di adozione Leila Slimani che ne Il giardino dell’orco (Rizzoli) racconta la storia scandalosa di una donna in fuga dalla quotidianità attraverso la ricerca compulsiva del sesso (con Elena Stancanelli, ore 13). Ignacio Paco Taibo II si muove con la stessa irruente vitalità nel Vecchio e Nuovo Continente (il Messico, sua seconda patria), tra giornalismo, narrativa e militanza civile. Non a caso il suo nuovo romanzo (La Nuova Frontiera) ha per protagonisti due giornalisti d’inchiesta. Alle ore 17.30 in dialogo con Giancarlo De Cataldo.

Domenica un altro giovane scrittore, Karim Miské, di padre mauritano e madre francese, racconta la difficile ricerca di un’identità culturale, travagliata da opposte visioni del mondo (Fazi). Con lui Fabio Geda (ore 17).

Alle 19.30 un omaggio a Nizar Qabbani, uno dei più famosi e osannati poeti arabi del ‘900, a quasi vent’anni della scomparsa. Il poeta del riscatto arabo e della passione amorosa. Ce ne parla un autorevole conoscitore delle culture arabe, Sinan Antoon, letture di Nabil Salameh, il cantautore palestinese leader dei Radiodervish.

E come sempre al Salone, ogni giorno un appuntamento e infine la cerimonia di premiazione delle vincitrici dell’XI edizione del Concorso Nazionale Lingua Madre, l’iniziativa promossa dal Salone Internazionale del Libro con il sostegno della Regione Piemonte e l’organizzazione di Daniela Finocchi per valorizzare il talento letterario di donne straniere che vivono in Italia e scelgono di scrivere in italiano.

 

 

Officina, l’editoria di progetto e gli incontri serali fra libro e musica 

 

Il Salone 2016 vede il terzo compleanno di Officina – Editoria di Progetto, il programma curato da Giuseppe Culicchia e dedicato agli Editori Indipendenti, con il loro lavoro spesso ancora artigianale fatto di passione, competenze, qualità.

Negli spazi del Primo Padiglione del Lingotto, Officina rilancia con l’obiettivo di dare risalto alla promozione della lettura, indispensabile per il futuro di un Paese in cui il numero di lettori purtroppo non è al livello di altre realtà europee.

Ecco perché accanto agli appuntamenti con i librai indipendenti si aggiungeranno quelli con i bibliotecari: perché le biblioteche italiane, in grande trasformazione, sono non di rado veri e propri avamposti nel deserto, e lungi dall’essere polverose sono oggi molto spesso nuovi luoghi di dialogo e aggregazione. Non solo: all’epoca del self-publishing, tornano gli appuntamenti che raccontano i mestieri del libro e la storia delle case editrici indipendenti, tra cui la torinese Edt che festeggia proprio in questo 2016 i sui primi 40 anni.

In Officina verranno segnalati i titoli che è giusto recuperare dall’oblio di un mercato che nel corso degli ultimi anni ha trasformato i libri in prodotti con una data di scadenza, impedendo a tanti ottimi testi di trovare i propri lettori. Officina ospiterà poi naturalmente gli incontri in cui gli autori degli Editori Indipendenti presentano al pubblico del Salone le loro opere, e quelli in cui gli editor metteranno in mostra i nuovi talenti scovati tra le migliaia di manoscritti vagliati nel corso degli ultimi dodici mesi. Infine, a partire dal tema del Salone 2016, Officina ospiterà Visioni Indipendenti, un ciclo di dialoghi sul presente e sul futuro dell’Editoria (ma non solo). Inoltre, dalle ore 21, una serie di incontri musicali programmati nella fascia serale, così da non contribuire all’inquinamento acustico, darà un motivo in più ai visitatori intenzionati a entrare al Salone approfittando del biglietto ridotto a partire dalle ore 18.

Ecco le varie declinazioni del programma di Officina – Editoria di Progetto:

  • Voci indipendenti. Gli incontri con gli autori pubblicati dagli Editori indipendenti e i loro relatori, ospitati nel rinnovato Independents’ Corner. Tra questi: Zerocalcare, Mario Calabresi, Paolo di Paolo, Viola di Grado, David Riondino, Aldo Nove, Vittorio Sgarbi, Ginevra Bompiani, Luca Mercalli.
  • La Sera in Officina. Dalle 21, il pubblico troverà all’Officina ospiti capaci di sposare la letteratura alla musica tra set acustici, chiacchiere e showcase. Come Massimo Zamboni ex Csi; Vasco Brondi alias Luci della Centrale Elettrica; Francesco Gabbani vincitore di Sanremo Giovani 2016 con il tormentone Amen; Mauro Ermanno Giovanardi ex LaCrus; i cinquant’anni dei Dik Dik; Stelvio Cipriani, l’autore di grandi colonne sonore come Anonimo Veneziano. Il musicologo Quirino Principe che racconta Wagner accompagnato dal vivo dagli allievi del Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino. E un giallo svedese di Carin Bartosch Edström, intitolato Quintetto, presentato da un… quartetto d’archi live.
  • I Mestieri del Libro. Il backstage dell’editoria in cui i professionisti del settore, spesso ignoti al grande pubblico, raccontano i passaggi attraverso cui il testo dell’autore arriva tra le mani del lettore. Tra i protagonisti: Achille Mauri di Messaggerie e Fabrizio Dutto per il mestiere di distributore, Marisa Caramella e Yasmina Malouah per quello di traduttore, Filippo Rossi e Gianmario Villalta in veste di organizzatori di festival, Sandro Tiberi cartaio in quel di Fabriano.
  • Homo Faber. I grandi artigiani dell’Editoria indipendente italiana raccontano la loro storia insieme con gli autori più rappresentativi del loro catalogo. Tra questi spiccano senz’altro Carmine Donzelli, che dopo anni di assenza torna al Salone, e Edt, che in questo 2016 compie 40 anni.
  • Visioni Indipendenti. Il presente e il futuro dell’Editoria (ma non solo), in un ciclo di dialoghi tra autori, editori, artisti, musicisti, filosofi e «liberi pensatoriı. Tra questi: Elisabetta Sgarbi, Diego Fusaro, Antonio Franchini, Marco Zapparoli, i giovani del Politecnico di Torino che hanno dato vita alla nuova App per la lettura gratuita Yeerida.
  • Abbecedario. Critici di generazioni diverse recuperano dall’oblio di un mercato editoriale che ha fatto del libro un prodotto a scadenza i titoli che il grande pubblico non ha fatto in tempo a incontrare. E dunque consigli di lettura da parte di «addetti ai lavori» come Massimiliano Parente, Chicca Gagliardo, Susanna Tartaro, Mimmo Candito.
  • Una vita di libri. I librai indipendenti raccontano ai lettori i libri che hanno cambiato loro la vita, facendogli scegliere un mestiere indispensabile per la filiera del libro. Dagli storici librai della Conchiglia di Capri agli organizzatori di Una Marina di Libri a Palermo, passando per i Librai Coraggiosi che promuovono la lettura in tutta la Penisola.
  • L’Isola del Tesoro. La biblioteca è il solo spazio dove possiamo trovare gratuitamente le storie che nutrono la nostra passione di lettori: e i bibliotecari raccontano com’è cambiato il loro mestiere, e come le biblioteche siano diventate non solo luoghi di cultura ma anche di aggregazione. Ecco dunque alcune eccellenze italiane: dalla Mediateca di Cagliari alla Biblioteca San Giorgio di Pistoia passando per la Mediateca Montanari di Fano.

 

La XXIX edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino si svolgerà da giovedì 12 a lunedì 16 maggio 2016. 

Orari

Giovedì, domenica e lunedì dalle 10 alle 22
Venerdì e sabato dalle 10 alle 23

 

Per informazioni su biglietti e condizioni d'ingresso:

011 664.41.11

Lunedì-Venerdì, 9-13 / 14-18


Intero 10,00 € 

Ridotto generico - Ribassato da 9 a  8,00 €

Ragazzi tra gli 11 e i 18 anni, Studenti universitari. Visitatori oltre i 65 anni.

Soci Automobile Club Torino.

Soci Touring Club Italiano.

Adulti in possesso della tessera Torino+Piemonte Card

Adulti in possesso del biglietto del bus City Sightseeing


Preserale unico (dalle ore 18.00) - Nuovo!! 5,00 €  

 

http://www.salonelibro.it/ 

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