Torino News

TORINO, 18 May 2018

Mostre Far di Michele Liuzzi ed Andrea Sbra Perego, Cavallerizza Reale di Torino dal 18 al 27 maggio 2018

In occasione della terza edizione di HERE

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In occasione della terza edizione di HERE, dal 18 al 27 maggio 2018 alla Cavallerizza Reale di Torino, Michele Liuzzi ed Andrea Sbra Perego, presentano FAR, opera a quattro mani nata dalla collaborazione dei due artisti.

L’insegna di un bar recuperata dai rifiuti, un contemporaneo object trouvé che si trasforma in una metafora contemporanea. La ricerca di Andrea Sbra Perego (Bergamo, 1980), concentrata sui non-luoghi della contemporaneità, incontra la poetica del ri-uso e dell’intervento di Michele Liuzzi (Torino, 1970).
Far è un’opera con un’attitudine concettuale in cui i due artisti - che conducono ricerche indipendenti e molto distanti, ma che hanno già in precedenza collaborato in opere collettive (Flat Out 2017 con il collettivo Arterie) - dialogano non solo tra loro, mettendo in campo le tecniche personali di ricerca, ma anche utilizzando le influenze di una storia dell’arte dal sapore avanguardista

S’intravede in questa insegna quello che doveva essere l’indicazione di un luogo di ritrovo: un bar, crocevia di persone, individualità che si concedono un minuto di ristoro o un tempo per l’evasione. S’incontrano in un luogo deputato, con o senza appuntamento, volontariamente o involontariamente e, pur restando nella stessa stanza, si ritrovano per un attimo, o per un lungo momento lontani, “Far”, estraniati dalle loro faccende, dagli impegni e anche dalle preoccupazioni piccole o grandi della vita quotidiana. Ed è nel gioco di parole che si realizza la metafora, il valore ideale dell’opera, il suo messaggio.
Uomini e donne in continuo movimento, indaffarati e senza fiato, si fermano in un tempo sospeso e all’improvviso si ritrovano lontani; non fisicamente in un altro luogo, ma in un altro spazio, quello della pausa, dell’evasione e tal volta della meditazione.
Ed è per questo che l’opera è vagamente malinconica, il neon mantiene la sua originale struttura, non è stato né manomesso né manipolato, solo assemblato in maniera tale da suggerire quella che è stata la vita di un oggetto un tempo nuovo ed il cui scopo era quello di attrarre. Adesso invece è èricomposto, con un’altra lettera anch’essa rinvenuta tra i rifiuti, una F che non copre completamente la B, poiché l’interazione tra l’incontro e la fuga è rivelato dietro le apparenze, esattamente come avveniva quando in quel bar ci si incontrava per fuggire, anche solo un momento, dalla corsa del tempo. Un gioco in cui lo scambio di due fonemi, la B e la F determinano appunto una traslazione di significato. L’unità -ar diventa l’anello di giunzione dell’ossimoro che concettualmente la scritta al neon viene a rappresentare: la B esiste ancora - è visibile fisicamente, anche se spenta (rotta ormai, verrebbe da pensare, non più funzionante) - quindi l’accezione di luogo di ritrovo è comunque inclusa nell’insegna, ma il suo intento adesso è significare una distanza, Far appunto, dal momento che è la F ad essere illuminata. L’opera quindi indica il senso di distanza che si può generare nei rapporti di apparente ma superficiale vicinanza. Allargando il concetto si può giungere ad una riflessione generale anche su tutti quei non-luoghi che da spazi materiali (stazioni, centri commerciali, aeroporti) sono diventati virtuali comei social network, le chat e tutte le interazioni che viaggiano on-line e che hanno generato un nuovo modo di connettere le persone. 

La pittura di Sbra Perego indaga queste atmosfere sospese attraverso la rappresentazione di incroci e stazioni che si realizzano, incorporando in essa, collage, foto, cartine geografiche, mappe, biglietti e scontrini, raccolti durante i suoi viaggi. Le opere di Liuzzi manipolano la realtà concreta delle cose: a volte sono immagini evanescenti (come le postproduzioni fotografiche) altre rendono scultoree idee prese in prestito da oggetti rinvenuti, intervenendo su di essi con acidi, gessi e fiamme. I due artisti sono da tempo interessati allo scambio ed alla collaborazione, intendendo l’arte e la ricerca un campo fertile in cui arricchire di vicendevoli contributi i propri personali incontri. In questo caso l’incrocio di due poetiche distinte ha generato una tecnica nuova alla pratica di entrambi in dialogo con l’uso dell’object trouvé in arte. Un oggetto che evoca un preciso significato, intriso di una sua storia personale e che l’intervento dell’artista riutilizza, addizionandolo del proprio apporto, per comunicare nuovi contenuti e riflessioni. 


Sirio Schiano lo Moriello

 
 
 
Andrea Sbra Perego,Bergamo 1982, risiede e lavora a Torino. Ha conseguito il diploma di maestro d’arte all’Accademia di Belle Arti di Brera nel 2005 e successivamente quello di grafico pubblicitario all’ IRIS Versari di Cesena nel 2013. Si è poi trasferito a Londra per qualche tempo, dove ha fondato il collettivo Oroccoccoro.
Dal 2000 espone i suoi lavori in numerose mostre collettive e personali tra Italia e estero (Milano, Torino, Londra, Berlino, Miami, Osaka).
 
Michele Liuzzi, Torino1970, dove vive e lavora. La sua formazione proviene da studi sul fumetto e da una pluriennale esperienza in ambito teatrale, che riporta nei suoi progetti integrando pittura, disegno, elaborazioni digitali ed installazioni visive.
Espone sia a Torino che in fiere internazionali (Londra, Città del Messico).
  

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