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TORINO, 31 May 2018

Teatro PETER PAN GUARDA SOTTO LE GONNE Trilogia sull'Identità - capitolo I PETER PAN GUARDA SOTTO LE GONNE Venerdì 1 e sabato 2 giugno, ore 18 Teatro Astra, Torino

Festival delle Colline Torinesi

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Venerdì 1 e sabato 2 giugno, ore 18
Teatro Astra, Torino
PETER PAN GUARDA SOTTO LE GONNE
Trilogia sull'Identità - capitolo I
The Baby Walk
durata 70'

Una trilogia sull'identità di genere e sul rapporto tra le generazioni che riflette con sconcertante sincerità l'esperienza dell'emergente Liv Ferracchiati, ma sviluppa anche una sua lucida e consapevole visione del mondo.  Un transgender nelle relazioni affettive e sociali, nella cultura, nella politica. 

di Liv Ferracchiati
regia Liv Ferracchiati

Drammaturgia (in ordine alfabetico): Greta Cappelletti e Liv Ferracchiati
Con (in ordine alfabetico): Linda Caridi/Wendy, Luciano Ariel Lanza/Ombra, Chiara Leoncini/Tinker Bell, Alice Raffaelli/Peter
Con le voci di Ferdinando Bruni e Mariangela Granelli
Aiuto regia, coreografie e costumi Laura Dondi
Scene e foto di scena Lucia Menegazzo
Disegno luci Giacomo Marettelli Priorelli
Fonico Giacomo Agnifili
Direttore di scena Emiliano Austeri
Segretaria di Compagnia Sara Toni
Teaser e Promozione Andrea Campanella
Ufficio Stampa Roberta Rem, Francesca Torcolini 

produzione The Baby Walk - Teatro Stabile dell'Umbria. Con il sostegno di Campo Teatrale Milano e CAOS - Centro Arti Opificio Siri - Terni 

I personaggi del primo capitolo
Peter (un bambino in un corpo di bambina) Wendy (una ragazzina per niente bionda) Tinker bell (una fata che esiste) Ombra (ciò che dovremmo vedere di Peter) Madre e Padre di Peter (presenti come voci, non agiscono mai in scena)

Peter Pan guarda sotto le gonne, primo capitolo della Trilogia sull'Identità, racconta l'infanzia di un undicenne degli anni '90 nato in un corpo femminile, osservando come il transgenderismo possa assumere le sembianze della spontaneità e persino della tenerezza.
Il centro tematico del lavoro è la scoperta dei primi impulsi sessuali e lo scontro con i genitori, per affermare la propria identità.
Con questo spettacolo, come nel successivo capitolo della Trilogia, Stabat Mater, viene posta con forza la domanda su che cosa significhi affrontare una transizione, anche solo mentale, dal femminile al maschile: un'esperienza destinata a dissolvere ogni certezza, tanto più se precoce.
Peter Pan non sa dare un nome a quanto gli accade e ha paura.
Gli adulti consegnano, impongono parole ai piccoli. Parole, cioè nomi, che sono sintesi stratificate di concetti omologati. Nomi che, attraverso il processo di astrazione, hanno definito nei secoli le funzioni delle cose e delle persone. Peter Pan non conosce nomi per quello che intimamente percepisce di sé.
Questa è la principale ragione del suo smarrimento, la paura nasce soprattutto dal non saper narrare, anche a se stesso, quello che accade. Qui, si inserisce il personaggio di Tinker Bell, "la Fata che esiste", che svolge per lui il ruolo di mentore o, meglio, una sua grottesca, verbosa imitazione.
Tinker Bell spinge ruvidamente Peter verso la sua intima natura e, al contempo, si propone al pubblico come tramite approssimativo, per accompagnarlo nella scoperta di quello che si nasconde dentro l'apparenza della ragazzina che gioca a pallone e, forse, anche di tante altre persone tra noi.
Mentre il personaggio della compagna di giochi, Wendy, una ragazzina dotata di spavalda femminilità che è forse il suo primo amore, diventa per Peter un acceleratore di consapevolezza, l'Ombra, interpretata da un danzatore, rappresenta la natura e, forse, il futuro di Peter.
Parola e danza sono i linguaggi scelti per il racconto: la drammaturgia testuale disegna un parlato semplice e realistico, tipico dei preadolescenti, attraverso il quale si ricerca leggerezza, mentre la danza tratteggia zone di senso diversamente inesprimibili.

LIV FERRACCHIATI
Todi, 1985. Si laurea in Lettere e Filosofia indirizzo Letteratura, Musica e Spettacolo a La Sapienza di Roma e si diploma in regia teatrale alla Scuola d'Arte Drammatica "Paolo Grassi" di Milano. Nel 2015, ha avuto esperienza di docenza in Drammaturgia presso la scuola del Teatro Stabile dell'Umbria al Centro Universitario Teatrale. Nel 2014 vince il bando "Finestra sulla drammaturgia tedesca" e presenta il testo di Albert Ostermaier, Sulla sabbia, al Piccolo Teatro Studio. La vocazione di Ferracchiati è rivolta alla scrittura drammaturgica, a partire dall'ideazione di un progetto, per proseguire con la creazione in scena e compiersi con la regia dei suoi lavori. Nel 2014, scrive e mette in scena il testo Ti auguro un fidanzato come Nanni Moretti! Nel 2015 fonda la Compagnia The Baby Walk, con la quale dà forma a un progetto che preparava da tempo, la Trilogia sull'Identità, sul tema del transgenderismo da femmina a uomo, e ne realizza il primo capitolo: Peter Pan guarda sotto le gonne. Dal 2015, inizia la sua collaborazione con il Teatro Stabile dell'Umbria, per il quale, nel 2016, scrive e dirige Todi is a small town in the center of italy, uno spettacolo-documento sulla sua città di origine, che cerca in Todi un paradigma della vita nella provincia italiana, presentato al Ternifestival 2016. Al contempo, lavora alla sua Trilogia sull'Identità, con la costruzione del secondo capitolo, Stabat Mater, Premio Hystrio Scritture di Scena 2017 (coprodotto da: Centro Teatrale MaMiMò, Teatro Stabile dell'Umbria/Ternifestival e The Baby Walk). Nel 2017, Todi is a small town in the center of ItalyPeter Pan guarda sotto le gonne e Stabat Mater sono stati selezionati da Antonio Latella per la Biennale Teatro 2017. 45. Festival Internazionale del Teatro.
Il terzo e ultimo capitolo della Trilogia sull'Identità, Un Eschimese in Amazzonia, Premio Scenario 2017, ha debuttato nella sua prima versione compiuta a Bologna, nel dicembre 2017, per Scenario. Lo spettacolo (coprodotto da: Teatro Stabile dell'Umbria, Centro Teatrale MaMiMò, Campo Teatrale e The Baby Walk) viene presentato in tournée dal marzo 2018. Anche i primi due capitoli della Trilogia continuano a girare e la distribuzione dei tre spettacoli è tuttora in corso di organizzazione. In alcune piazze è prevista anche la presentazione dell'intera Trilogia in un'unica serata.

L'ASSOCIAZIONE CULTURALE THE BABY WALK
La Compagnia The Baby Walk, fondata da Liv Ferracchiati, nasce nel 2015 con la stesura e l'avvio della Trilogia sull'Identità. Il progetto, ideato da Ferracchiati, è un'indagine in tre capitoli sul tema dell'identità di genere. Il gruppo utilizza diversi linguaggi: parola, danza e video. In particolare è indagato il rapporto tra cinema-teatro e tra danza-parola. Ogni progetto, anche se legato agli altri, è un "punto e a capo". Si ricomincia, si rimette in discussione tutto dalla base, per questo i lavori proposti e realizzati possono anche essere differenti gli uni dagli altri, ma conservano una matrice comune. The Baby Walk, in questo senso, vuole essere un crocevia pulsante di idee e azioni.
The Baby Walk sono: Liv Ferracchiati (regista/autore, a volte, anche in scena), Greta Cappelletti (dramaturg/autrice, a volte, anche in scena), Laura Dondi (costumista/danzatrice), Linda Caridi (attrice), Chiara Leoncini (attrice), Alice Raffaelli (attrice/danzatrice), Lucia Menegazzo (scenografa), Giacomo Marettelli Priorelli (light designer/attore), Andrea Campanella (videomaker).




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valido il 1 o il 2 giugno per i tre spettacoli della TRILOGIA SULL’IDENTITÀ in programma nella stessa giornata

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