Settimo Torinese News

SETTIMO TORINESE, 05 June 2018

Teatro A proposito di Spregelburd… regia di Jurij Ferrini Da giovedì 14 giugno a domenica 17 giugno 2018 ore 21 Teatro Civico Garybaldi di Settimo Torinese

con gli studenti della Shakespeare School

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Indicazioni di contatto
Teatro Civico Garybaldi
Via Partigiani,4
Settimo Torinese 
011.8028456   Link al sito 

Da giovedì 14 giugno a domenica 17 giugno 2018 ore 21
“A proposito di Spregelburd…”
di Rafael Spregelburd
regia di Jurij Ferrini
con gli studenti della Shakespeare School

Denise Anelli, Roberta Fiore, Caterina Ibba, Maria Rita Lo Destro, Giulia Maino, Michela Corinne Pipia Gatto, Michele Puleio, Daniele Ribuoli, Mary Rizzioli, Marta Zito, Annalisa Iovinella, Jacopo Demetrio Massara

elementi di scena laboratorio Ferrini&Minetti
regista assistente Matteo Alì
Progetto URT e Santibriganti Teatro

 

Scrive Jurij Ferrini: “L’esito di questa fine anno della nostra Shakespeare School poggia su due testi si Rafael Spregelburd, autore argentino (fra l’altro mio coetaneo; è del ’70 anche lui) che ha avuto una improvvisa fama mondiale qualche anno fa.

A mio giudizio questo straordinario drammaturgo è uno dei pochi casi di “autore classico vivente”. Credo proprio che entrerà nella storia del teatro, perché possiede un fuoco sacro che non ho riscontrato in altri autori contemporanei. La sua urgenza di scrivere nasce sicuramente dalla profonda necessità di un atto politico. Il suo teatro è politico. Bisogna però intendere cosa sia per lui – e ahimé temo anche per noi – la politica. Ho letto molto su di lui e non è affatto semplice ridurre il suo vasto pensiero in poche righe.

A Spregelburd interessa la realtà. La realtà non è ciò che vediamo: quella che vediamo è l’apparenza della realtà. Egli continua nei suoi scritti non teatrali a fare riferimenti alla geometria o alla fisica, perfino alla biologia. Il recente superamento della geometria euclidea e della fisica newtoniana lo spingono a scrivere - e leggere – quindi a descrivere il mondo nella sua profonda complessità. Il cerchio o il quadrato non esistono in natura. Sono immagini, convenzionali, riconoscibili da tutti. La politica dovrebbe amministrare ciò che è reale. Ma non lo fa. Preferisce amministrare le immagini certe, prevedibili e riconoscibili. Tramite queste immagini è più facile spostare consensi da qualche parte. Il suo teatro si occupa di complessità e in questo senso abbatte ogni luogo comune, ogni immagine facile da inquadrare in un contesto che non richieda troppo sforzo. Il teatro torna quindi ad essere un atto politico eversivo.

Come? Attraverso la costruzione di intrecci e di caratteri imprevedibili e complessi (molto difficili da interpretare per gli attori) di cui appare evidente la peculiarità, la particolarità ...o la stranezza, se proprio vogliamo osservarli con spirito cartesiano.

I personaggi di Spregelburd sono molto più reali dell’apparenza, che vediamo mediamente nella vita e che ci rassicura, proprio perché si comportano seguendo le leggi del caos; ciò che si genera in qualsiasi catastrofe. Il suo teatro non ha più una dimensione tragica. Il senso del tragico viene superato dal senso del ridicolo. Il suo è il teatro della catastrofe.

La sua comicità continua a sorprenderti, a spiazzarti e a farti comprendere che le legge universale di causa-effetto, alla velocità a cui corriamo oggi, non è più leggibile: la causa produce il suo effetto così rapidamente che si vedono solo effetti incontrollabili. La catastrofe irrompe sui personaggi. E la deflagrazione comica delle situazioni è esilarante e profonda.

I giovani attori di quest’anno ed io ci siamo letteralmente innamorati di questo genio.

Qualche critico newtoniano potrebbe inserire il primo brano “L’inappetenza” nel genere del teatro dell’assurdo. E farebbe il primo errore. Ma già al secondo brano che metteremo in scena, ossia “Il panico”, avrebbe difficoltà a collocarlo nell’ambito delle sue conoscenze.

Non c’è un solo stile nella scrittura teatrale di Spregelburd; c’è semmai uno straordinario incontro con uno di quei geni che nascono forse una volta al secolo.

Entrambi i testi sono tratti dalla “Eptalogia di Hieronymus Bosch” una raccolta di sette opere ispirate ad un quadro del celebre pittore fiammingo vissuto tra la seconda metà del ‘400 e i primi anni del ‘500; il quadro si ispira ai sette vizi capitali, ma la pittura di Bosch è talmente onirica e lontana dallo stile dell’epoca, da far aleggiare sulla sua figura un autentico mistero.

Vi aspetto a teatro, abbandonate Euclide, Cartesio e Newton... e divertitevi anche con ciò che non si vede”.

 

 

Teatro Civico Garybaldi di Settimo Torinese

Via Partigiani 4, Settimo Torinese Posto unico € 8

Apertura cassa teatro un’ora prima dello spettacolo.  Come arrivare: *bus 49 fermata Levi in via Ferraris  *Stazione FS-SFM. Informazioni e prevendite: SantibrigantiTeatro  tel +39 – 011 – 645740 (dal lun. al ven. ore 14–18)

Teatro Civico Garybaldi di Settimo Torinese +39 – 011 –  8028501 www.santibriganti.it

santibriganti@santibriganti.itSantibriganti Teatro è su facebook

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