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TORINO, 16 September 2018

Varie Ernesto Ferrero | Amarcord bianconero | Lunedì 17 settembre il Circolo dei lettori, Torino

Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili

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IL CIRCOLO DEI LETTORI Torino
Via Conte Giambattista Bogino,9
Torino 
011 432 68 27  Link al sito  E-mail

«Anche se era stata rimossa, la «M» di Mussolini aveva lasciato un’ombra grigia, piuttosto visibile sulla cima della Torre di Maratona che faceva la guardia allo stadio inaugurato nel 1934 in occasione del Campionato del mondo e intitolato al Duce. Dopo la guerra, lo stadio si chiamava asetticamente Comunale». Questo l’incipit del libro autobiografico di Ernesto Ferrero, Amarcord bianconero (Einaudi), ricco di memorie della Torino e del calcio che fu, che racconta al Circolo dei lettori lunedì 17 settembre, ore 18. Intervengono lo storico Giovanni De Luna e il filologo Carlo Ossola.
 
Lo scrittore, già Premio Strega nel 2000, qui in veste di giovane tifoso juventino, ci riporta a un momento in cui l'epica di un calcio dal volto umano era ancora parlata e scritta: affidata alle radiocronache di Nicolò Carosio, alle immaginifiche descrizioni dei settimanali sportivi e poi di Gianni Brera, a figurine un po' meste in cui i calciatori non sorridono mai. Ma l'amarcord va oltre le tinte bianconere. Perché il calcio è un linguaggio universale in cui c'è dentro tutto: il singolo e il gruppo, il valore e la fortuna, il metodo e l'estro, la beffa e il riscatto.
 
Siamo nei primi anni del secondo dopoguerra, segnati dalla storica partita Italia-Inghilterra e dalla tragedia del Grande Torino, e poi negli anni Cinquanta e Sessanta, quelli di un trio indimenticabile: l'astuto «cardinal» Boniperti; John Charles, il gigante buono; e Omar Sivori, l'imprendibile, beffardo coboldo italo-argentino. Insieme a loro, altri campioni e gregari, un'intera città in amore, il suo carismatico monarca Gianni Agnelli. Il calcio diventa una lente con cui guardare un tempo incantato che sembra favolosamente remoto. Le storie famigliari (il padre che aveva giocato nelle squadre giovanili, la nonna che confeziona bandiere), gli incontri e i singoli ritratti si sciolgono con naturalezza in quella grande metafora della vita che è il calcio, in cui ritroviamo tutta l'incompiutezza e la fallibilità degli esseri umani, le loro grandezze e miserie e imprevedibilità. Anche per questo il calcio ha coinvolto e appassionato scrittori che, in dialogo con l'autore, vengono colti al volo in queste pagine. Cosí Mario Soldati, Pier Paolo Pasolini, Vittorio Sereni, Giovanni Arpino, Osvaldo Soriano diventano parte integrante di un album di famiglia che non smetteremmo mai di sfogliare.

 

Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili

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