Torino News

TORINO, 13 October 2018

Teatro Avevo un bel pallone rosso. Al Teatro Astra la storia di Mara Cagol Da martedì 23 a domenica 28 ottobre 2018 Torino

Nuovo allestimento firmato Carmelo Rifici per il pluripremiato testo di Angela Demattè

avevo_un_bel_pallone_rosso_al_teatro_astra_la_storia_di_mara_cagol_da_martedi_23_a_domenica_28_ottobre_2018_torino_news_torino_torino_piemonte
Condividi

«…Avevo un bel pallone rosso e blu, ch’era la gioia e la delizia mia. S’è rotto il filo e m’è scappato via, in alto, in alto, su sempre più su. Son fortunati in cielo i bimbi buoni, volan tutti lassù quei bei palloni». La filastrocca era scritta su un quaderno di Margherita bambina. Quasi un’allegoria strana, onirica, dell’anelito di tutta una vita. Questa bambina cattolica di Trento di cognome faceva Cagol. Sarebbe poi diventata per tutti Mara Cagol: fondatrice e capo-colonna delle Brigate Rosse, morta a trent’anni il 5 giugno 1975 in un drammatico scontro a fuoco con i Carabinieri a Melazzo presso Acqui Terme.

Angela Demattè, tridentina anche lei, classe 1980, scrive Avevo un bel pallone rosso nel 2009. Lo spettacolo viene applaudito in Francia, Svizzera, Lussemburgo e Belgio per quattro stagioni dal 2012 al 2016 con la regia di Michel Dydim e protagonisti Richard e Romane Bohringer. Oggi, a cinquant’anni dal Sessantotto e a otto dal primo allestimento, Carmelo Rifici ha preparato una nuova e contemporanea edizione dello spettacolo. Il testo torna così in scena in occasione del cinquantesimo anniversario di una stagione di protesta politica e ideale che sarebbe durata più di dieci anni sfociando negli anni di piombo. Il nuovo allestimento di Avevo un bel pallone rosso viene presentato per la Stagione TPE al Teatro Astra da martedì 23 a domenica 28 ottobre 2018.

In scena due personaggi: Margherita e suo padre. Attraverso i loro dialoghi si racconta la vicenda della fondatrice delle Br. E soprattutto, si delinea il rapporto concreto e drammatico tra un padre e una figlia. Si cerca di rappresentare una situazione dove tutto, dal linguaggio ai troppi silenzi, dia l’immediata sensazione di un eccessivo «non detto». Qualcosa di freddo e struggente allo stesso tempo, che è proprio di una terra faticosa e di un’epoca burrascosa. E poi si cerca di far intravedere l’aberrazione del linguaggio ideologico, che provoca la frattura finale tra Margherita e suo padre. E si scopre, infine, che è difficile dare colpe e ragioni. E, forse, non è questa la cosa interessante. Ciò che è interessante è il mistero che rimane all’interno di un affetto e di un distacco.

 

 

L’autrice racconta l’opera

«Ho scritto Avevo un bel pallone rosso qualche anno fa, quando incontrai la storia di Margherita Cagol, una ragazza cattolica nata in una città di montagna e diventata, in pochi anni, la leader delle Brigate Rosse, organizzazione clandestina degli Anni di Piombo. Scelsi di raccontare la sua storia attraverso il rapporto con suo padre. O meglio: fu la voglia di raccontare il rapporto tra una figlia e un padre che trovò il modo di incarnarsi in questa storia. Dunque questo spettacolo parla innanzitutto di questo: di un padre e di una figlia che si amano. C’è una cosa che ci fa tremare, oggi, alla vigilia della nuova ripresa dello spettacolo. Perché Margherita Cagol era una terrorista.

Parliamo di un terrorismo molto diverso da quello che si mostra negli sconcertanti fatti di questi giorni. Allora era odio verso la società borghese, verso l’ingiustizia, desiderio di uguaglianza sociale, voglia di un mondo migliore per tutti. Margherita non ha ucciso alcun essere umano. Senz’altro non avrebbe ucciso esseri umani sconosciuti e innocenti. In ogni modo, è morta presto, uccisa in un blitz della polizia. Oggi, invece, la violenza, la ferocia e la disperazione degli atti terroristici che vediamo, superano qualsiasi possibile definizione e categoria ideologica e religiosa. Ma non posso negare che vi sia qualcosa che li accomuna ai fatti degli anni di piombo italiani, come comune è la parola che cerca di definirli: terrorismo.

La tentazione è la stessa: annientare coloro che impediscono la realizzazione di un certo paradiso che si ha in mente. Ma altrettanto comune è la giovane età dei protagonisti di quei fatti come comune è la loro ricerca di un senso grande per la propria vita, il loro bisogno di qualcosa di assoluto per cui dare la vita. In questo senso c’è qualcosa che lega Margherita ai fatti di oggi. Eppure Margherita non ha ucciso nessuno. Mi piace pensare che sia l’amore di suo padre che glielo ha impedito. Quell’amore silenzioso, spesso incapace di comunicarsi, reso fragile dalla storia e dalla società, però profondamente vero e umano, misterioso, intrecciato alla struttura stessa dell’Occidente. Quell’amore antico è ciò che dava a Margherita la misura del valore di se stessa e del valore di ogni essere umano. Perciò mi sembra tanto importante portare in scena Avevo un bel pallone rosso oggi. Perché bisogna parlare di quest’amore, dire che c’è, che è fragile ma che è esistito e che può esistere. Riconoscerlo vicino e possibile. Riconoscerci vicini in questo».

 

Angela Demattè

Nata a Trento, laureata in Lettere Moderne all’Università Statale di Milano, si diploma nel 2005 all’Accademia dei Filodrammatici. Nel 2009 vince il 50° Premio Riccione con il suo primo testo, Avevo un bel pallone rosso, e il Premio Golden Graal. Il testo è messo in scena da Carmelo Rifici, con il quale inizia un rapporto di fertile collaborazione che dà alla luce alcuni spettacoli: L’officina – storia di una famiglia, prodotto come il precedente dal Teatro Stabile di Bolzano, il progetto Chi resta (scritto con Renato Gabrielli e Roberto Cavosi), Clitennestra o la morte della tragedia per Elisabetta Pozzi, prodotto da Teatro2, Il compromesso, scritto per gli allievi dell’Accademia dei Filodrammatici. Fra gli altri testi messi in scena: Stragiudamento e Lungh ’me la Fabrica del Domm (regia di Andrea Chiodi), Stava la madre (vincitore dei Teatri del Sacro, regia di Sandro Mabellini), Guida estrema di puericultura, scritto con Francesca Sangalli (finalista Premio Dante Cappelletti, regia di Renato Sarti), Nel ventre della guerra,

 

 

 

 

per Massimo Popolizio, prodotto da Pergine Spettacolo Aperto. Vince il Premio Scenario 2015 con il progetto Mad in Europe. Il suo lavoro è pubblicato in Italia (Editoria & Spettacolo) e in Francia (Les solitaires intempestifs). J’avais un beaux ballon rouge è in scena in Francia, Svizzera, Belgio e Lussemburgo per quattro stagioni con la regia di Michel Didym, Premio Palmarès Coup de coeur per gli interpreti Richard e Romane Bohringer.

 

_________________________________

 

Incontro con l’autrice al Polo del ‘900

 

Lunedì 22 ottobre 2018, h 18.30 – Sala ‘900 – Polo del ‘900 (Via del Carmine 14, Torino)

Avevo un bel pallone rosso

Con Angela Demattè (autrice del testo) e Gianni Oliva (storico)

Angela Demattè e lo storico Gianni Oliva dedicano al tema dello spettacolo un incontro di presentazione e di approfondimento. Nell’ambito del progetto TPE – Polo del ‘900 Vogliamo tutto!

 

 

_________________________________

 

Lo spettacolo

Da martedì 23 a domenica 28 ottobre 2018

Orari: mar, gio, ven, sab h 21; mer h 19; dom h 17.

 

TEATRO ASTRA

AVEVO UN BEL PALLONE ROSSO

di Angela Demattè

Testo vincitore del Premio Riccione 2009 e del Premio Golden Graal 2010

 

Regia: Carmelo Rifici

Con Andrea Castelli e Francesca Porrini

Scene e costumi: Paolo Di Benedetto

Musiche: Zeno Gabaglio

Luci: Pamela Cantatore

Video: Roberto Mucchiut

Assistente scenografo: Andrea Colombo

Regista assistente: Alan Alpenfelt

Produzione: LuganoInScena, TPE - Teatro Piemonte Europa, CTB - Centro Teatrale Bresciano

In coproduzione con LAC - Lugano Arte e Cultura

 

 

 

 

 

Biglietti

INTERO: 22,00 €
RIDOTTO: 15,00 €
UNDER 26: 10,00 €

Info, biglietti e abbonamenti: www.fondazionetpe.it

Riviste di informazione e spettacolo gratuite - Proprietà Edizioni BLB
Aut. Trib. di Bologna N. 6191 del 10/05/93 - Iscrizione al Registro Naz.della Stampa n° 4734
Direttore responsabile Fabio Licata - P.I. e C.F. 06750950013
Num. Registro Imprese Torino 06750950013 REA 809519
Per contattarci

Credits
  • ideazione - sviluppo frontend - sviluppo backendcrop