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TORINO, 02 December 2018

Varie SULLA MIA PELLE | proiezione e dibattito aperto Lunedì 3 dicembre all’ARTeficIO

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Lunedì 3 dicembre, insieme al comitato provinciale Arci Torino, l'ARTeficIO ospita la proiezione di "SULLA MIA PELLE | Gli ultimi sette giorni di Stefano Cucchi", il film di Alessio Cremonini interpretato da Alessandro Borghi, che racconta gli ultimi giorni di vita di Stefano Cucchi e la settimana che ha cambiato per sempre la vita della sua famiglia, in particolar modo quella di sua sorella Ilaria, interpretata da Jasmine Trinca. Ad introdurre il dibattito al centro della serata, il Presidente dell'ARTeficio Andrea Lazzero.

 

Un appuntamento di riflessione e condivisione, per capire e sapere, senza smettere di ricordare, alla luce di un tema di grande interesse all’interno del dibattito pubblico. È questo l’obiettivo dell’appuntamento in programma all'ARTeficIO che vuole mettere al centro proprio il dialogo aperto con il pubblico, a partire dall’intervento di Monica Cristina Gallo, garante per i diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Torino, di  Andrea Polacchi Presidente Arci Torino, e quello dell'Associazione Stefano Cucchi - Onlus. A moderare l’incontro, e ad approfondire il dibattito sarà, inoltre, il giornalista Pierluigi Ubezio.

 

Un dibattito tanto attuale quanto controverso che ha, e continua ad avere, importanti sviluppi di cronaca. Quando Stefano Cucchi muore, nelle prime ore del 22 ottobre 2009, è il decesso in carcere numero 148. Al 31 dicembre dello stesso anno, la cifra raggiungerà l’incredibile quota di 176. Nei sette giorni che vanno dall'arresto alla morte, Stefano Cucchi viene a contatto con 140 persone fra carabinieri, giudici, agenti di polizia penitenziaria, medici, infermieri e in pochi, pochissimi, hanno intuito il dramma che stava vivendo. 

 

È la potenza di queste cifre, che passa attraverso la testimonianza del regista del film Alessio Cremonini e sotto la luce dei riflettori attraverso i media, che porta all'ARTeficIO un dibattito con l’obiettivo di comprendere come vengono unite responsabilità di cronaca a esigenze del cinema, cercando di ricostruire un percorso, rimanendo aggrappati ai fatti, ai dati, alle carte processuali.

 

Anticipando la serata, il Presidente del Circo ARCI dell’ARTeficio Andrea Lazzero, afferma: “Abbiamo immaginato una iniziativa come questa con lo spirito di imparare a gestire non solo gli effetti dei fatti di cronaca, ma di comprenderne e anticiparne le cause: dal fatto di cronaca al pestaggio, passando per la solitudine fino alla stigmatizzazione della morte di Stefano Cucchi, il caso resta aperto, senza precise assunzioni di responsabilità. Ma quando non ci sono responsabilità condivise, la colpa resta di tutti. Proprio nel solco di questo tema, vorremmo aprire il dibattito, che anticipa la proiezione”

 

La serata inizia alle 20,15 con l’introduzione di Andrea “Frisk” Lazzero e, per chi vuole, l’aperitivo e la cena.

Il dibattito comincia invece alle 20.30 con l’intervento di Monica Gallo, Andrea Polacchi, e l’Associazione Stefano Cucchi – Onlus, mentre la proiezione del film ha inizio dalle 21.30.

 

INFO e PRENOTAZIONI:
info@larteficioshowroom.com oppure in posta alla pagina 
L'arteficio - Showroom & Art Factory
011.536.09.71

339.61.70.644 (Whatsapp)

 

 

Lunedì 3 dicembre all’ARTeficIO, ore 20,15. Circolo ARCI, Via Bligny 18/L, Torino.

PROGRAMMA DELLA SERATA


- H. 20.15 | Introduzione di Andrea Lazzero | Presidente l'ARTeficIO
- H. 20.30 | Dibattito aperto al pubblico. Interverranno Monica Cristina Gallo, garante per i diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Torino e Andrea Polacchi, Presidente Arci Torino. Modera e approfondisce il giornalista Pierluigi Ubezio. Durante il dibattito, ci sarà un intervento dell'Associazione Stefano Cucchi - Onlus
- 21.30 | Proiezione del film.

 

SULLA MIA PELLE

 

Quando Stefano Cucchi muore nelle prime ore del 22 ottobre 2009, è il decesso in carcere numero 148. Al 31 dicembre dello stesso anno, la cifra raggiungerà l’incredibile quota di 176: in due mesi trenta morti in più. Nei sette giorni che vanno dall'arresto alla morte, Stefano Cucchi viene a contatto con 140 persone fra carabinieri, giudici, agenti di polizia penitenziaria, medici, infermieri e in pochi, pochissimi, hanno intuito il dramma che stava vivendo. È la potenza di queste cifre, il totale dei morti in carcere e quello del personale incontrato da Stefano durante la detenzione che hanno spinto il regista del film, Alessio Cremonini, a raccontare la sua storia: sono numeri che fanno impressione, perché quei numeri sono persone.

 

Come dichiarato dallo stesso regista, “Sulla mia pelle” nasce dal desiderio di strappare Stefano alla drammatica fissità delle terribili foto che tutti noi conosciamo, quelle che lo ritraggono morto sul lettino autoptico, e ridargli vita.

Quelle foto terribili, dolorosissime, del volto tumefatto di Stefano Cucchi le conosciamo tutti. Tutti sappiamo anche che Stefano è morto in una maniera assurda e ingiusta: come ha dichiarato il procuratore della Repubblica di Roma Giuseppe Pignatone: "Non è accettabile, da un punto di vista sociale e civile prima ancora che giuridico, che una persona muoia non per cause naturali mentre è affidata alla responsabilità degli organi dello stato."
Pochi, in realtà, sanno esattamente chi fosse Stefano Cucchi, e cosa gli è accaduto dalla notte in cui è stato arrestato - con l’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti - alla mattina in cui è stato trovato morto, in ospedale, sei giorni dopo.

 

“Sulla mia pelle” si prende la briga di colmare questo vuoto, e di certo non è un compito facile, perché la ferita del caso Cucchi è ancora aperta, e perché nonostante siano passati quasi nove anni dal 22 ottobre 2009, una verità giudiziaria sulla sua morte non è ancora stata stabilita. Allora, quello che han fatto il regista Alessio Cremonini e la sua co-sceneggiatrice Lisa Nur Sultan è aggrapparsi ai fatti, ai dati, alle carte processuali, e cercare di ricostruire rimanendo con determinazione e tanta serietà su quel cammino stretto stretto, e piuttosto accidentato, che unisce la responsabilità della cronaca e le esigenze del cinema.

 

 

ARTeficIO music club

 

L'ARTeficIO è una nuova realtà in pieno centro a Torino, un punto ricreativo e associativo dedicato all’espressione di ogni forma artistica come musica, teatro, fotografia, pittura, danza.

Negli oltre 400 metri quadri dell’ARTeficIO è presente una caffetteria con tavola calda e fredda, un teatro, locali per eventi e club, spazi per co-working e per attività didattiche e formative.
Il progetto nasce con la finalità di gestire lo spazio come contenitore di iniziative rivolte a un pubblico trasversale, che possa intendere la struttura come un punto di riferimento, divertimento e informazione. Promuove la socialità e la partecipazione attraverso lo sviluppo, la divulgazione, l'insegnamento, la produzione e diffusione delle arti quali musica, teatro, cinema e televisione, radio, editoria e arti visive.

L’associazione Soluzioni Artistiche, gestore dell’ARTeficIO, nasce dalla collaborazione di un gruppo di professionisti attivi da quasi vent’anni nel settore audio/video e in ambito di comunicazione allo scopo di promuovere socialità e partecipazione e realizzando attività con intenti sociali, ricreativi e sportivi. Obiettivi dell’associazione sono: sviluppo, divulgazione, insegnamento e produzioni delle arti, canalizzati nelle due diverse direzioni di didattica, formazione e divulgazione e di organizzazione e gestione di eventi aggregativi di massa di stampo musicale e teatrale.

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