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TORINO, 17 January 2019

Musica Vox clamantis in deserto - concerto presso la Chiesa della Misericordia Torino Domenica 27 gennaio 2019

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Domenica 27 gennaio alle ore 17,30, nell’ambito delle “Meditazioni musicali alla Misericordia”, l’Arciconfraternita della Misericordia presenta il concerto “Vox clamantis in deserto” presso la Chiesa della Misericordia in Via Barbaroux 41 a Torino.

 

Il concerto è diretto dal Maestro Bruno Bergamini.

Anna Bergamini, Mariacristina Rollero soprani.

Anna Maria Leonte, Maria Elisabetta Massè contralti

Pietro Garavoglia tenore

PIerre Giacomelli Deslex, Loris Ruffiero bassi

Bruno Bergamini voce, organo, direttore

 

Monteverdi a San Marco

Claudio Monteverdi, uno dei maggiori compositori del Seicento italiano, fu uno dei principali innovatori che accompagnarono l’evoluzione del linguaggio musicale tra Rinascimento e Barocco: in questo concerto però comparirà nella veste di compositore maggiormente legato alla tradizione compositiva dei maestri del Cinquecento.

 

Il programma prevede l’esecuzione della Messa a 4 da cappella dalla Selva Morale e Spirituale.

 

Dedicata all’imperatrice Eleonora Gonzaga, la Selva (SV 252- 288) è l’ultima opera di Monteverdi pubblicata mentre lui era vivo, si tratta di una collezione di musica sacra del compositore cremonese, uscita a Venezia nel 1640-1641.

 

In questa raccolta si affiancano brani in stile concertante ad altri a cappella in stile antico, di cui la Messa presentata è un altissimo esempio.

 

Il mottetto O quam tu pulchra es di Alessandro Grandi, che fu assistente di Monteverdi nella direzione del coro della Basilica di San Marco tra il 1617 ed il 1627, è prova di un genere moderno, del tutto nuovo che godrà di immensa fortuna. Il mottetto sacro a voce sola (accompagnata dal basso continuo), infatti, sarà il genere più praticato dai compositori del XVII e XVIII sec.

 

Accompagnano il repertorio vocale un ricercare ed una toccata di Andrea Gabrieli (zio di Giovanni) che fu organista a San Marco dal 1564 fino alla morte. Compositore fecondissimo ed attivo in ogni campo, Gabrieli ebbe il presentimento di una nuova sensibilità e di una nuova epoca: la sua produzione strumentale consta di ricercari, canzoni ed intonazioni per strumenti a tastiera o “per ogni sorte di stumenti”.

 

Il concerto si chiude con il mottetto di Monteverdi Adoramus te Christe, animato da quel pathos spirituale proprio del nuovo stile descrittivo - teatrale, derivato dal madrigale.

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