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TORINO, 22 January 2019

Teatro Il Maestro e Margherita 24-25 gennaio 2019 Teatro Astra, Torino

Per la stagione TPE – Palcoscenico Danza

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Il teatro di Emanuele Conte e la danza di Michela Lucenti si confrontano con il capolavoro di Michail Bulgakov ne Il Maestro e Margherita, in scena giovedì 24 e venerdì 25 gennaio 2019 al Teatro Astra per la Stagione TPE e il cartellone di Palcoscenico Danza.

Lo spettacolo, prodotto da Teatro della Tosse e da Balletto Civile, è andato in scena a Genova nel febbraio 2018. Il Maestro e Margherita nasce da un’idea di Emanuele Conte, che vuole confrontarsi con uno dei testi più importanti e significativi della storia della letteratura mondiale. A mezzo secolo dalla sua pubblicazione, il capolavoro postumo di Bulgakov diventa un evento teatrale capace di fare interagire danza, teatro, musica e arte visiva.

Giunto a Mosca sotto le spoglie di un mago accompagnato da un bizzarro corteo di diavoli aiutanti, Satana sconvolge la pigra routine della capitale sovietica. Alle tragicomiche sventure di piccoli funzionari e mediocri burocrati fa da contrappunto la magica storia d’amore tra uno scrittore, il Maestro appunto, e Margherita, la sua inquieta e tenera amante. Tratto da un’opera complessa, pubblicata postuma e bruciata dall’autore nella prima versione per sfuggire alla censura, lo spettacolo intreccia diversi piani narrativi e sottolinea l’eterna lotta tra bene/male, colpa/innocenza, illusione/verità. Un racconto corale: undici gli interpreti sul palcoscenico e fra gli spettatori in platea, impegnati anche contemporaneamente. Una scena ricca, a cavallo fra luoghi della mente e un cabaret anni ’30, scuro e conturbante come la voce di Marlene Dietrich. Il teatro di Conte e la danza di Lucenti hanno in comune una grande attenzione verso la musica, elemento di raccordo fra due discipline in cui nessuna è esclusivamente al servizio dell’altra.

Il testo scritto da Emanuele Conte ed Elisa D’Andrea è liberamente ispirato al romanzo di Bulgakov, un lavoro complesso, che come il libro ha più piani di lettura che si intrecciano fra loro. «Questo è uno spettacolo che contiene un altro spettacolo che parla di raggiri, di frodi e di bugie». Lo spettacolo parte con queste parole, che annunciano quello che lo spettatore andrà a vedere. E infatti, anche visivamente si divide su tre piani distinti, che coinvolgono lo spazio dietro il sipario, il proscenio e anche la platea. Alcune scene si proiettano letteralmente verso il pubblico seduto in platea, dove gli attori balleranno e reciteranno muovendosi in tutti gli spazi della sala e si confronteranno con la voglia di verità degli spettatori.  

Il rapporto tra verità e arte, e la paura che deriva dalla ricerca di essa sono al centro del testo scritto da Emanuele Conte ed Elisa D’Andrea. L’ossessione della ricerca della verità e il timore che deriva da essa anche quando questa è falsa è il tema su cui maggiormente si sofferma lo sguardo di questa drammaturgia che scandaglia temi universali e analizza l’eterna lotta tra il bene e il male, tra colpa e innocenza e tra illusione e verità.

Dopo la trilogia sul potere messa in scena da Conte negli ultimi anni, anche in questo lavoro c’è un richiamo a questo concetto veicolato attraverso la paura. Il timore che il potere esercita, tema che nel libro originale è contenuto nel testo scritto su Ponzio Pilato in questa versione teatrale viene analizzata già nel prologo iniziale: «E della verità vera della storia di Iesua Ha-nozry, della sua morte, causata dalla paura della paura che la verità può fare agli uomini. E cosa avrà mai detto questo Iesua Ha-nozri? Che ogni potere è violenza sugli uomini. Ogni potere...».

Paura che muove anche le azioni del Diavolo, che si presenta all’inizio della storia parafrasando il Faust di Goethe: «Quanto a me, io sono parte di quella forza che eternamente vuole il male ed eternamente compie il bene». È lui con le sue opere che mette in moto l’intera vicenda. Vuole affermare la sua esistenza, perché la negazione di Dio nella Russia post-Rivoluzione cancella anche la sua presenza, e questo è per lui inaccettabile. Lo spettacolo parla anche d’amore, come già successo per Eurydice ed Orfeo rave, diventando idealmente la somma del percorso teatrale seguito da Conte nell’ultimo lustro.

 

Michela Lucenti

Michela Lucenti incontra il lavoro della compagnia di Pina Bausch attraverso i suoi danzatori Beatrice Libonati e Jan Minarik, conoscenza importante che segnerà profondamente le sue scelte. Frequenta la Scuola Biennale del Teatro Stabile di Genova. Contemporaneamente incontra l’ultima fase del lavoro di ricerca di Jerzy Grotowski, attraverso gli insegnamenti di Thomas Richards. Come naturale prosecuzione dell’esperienza de L’Impasto Comunità Teatrale Nomade, frutto della lunga collaborazione artistica con Alessandro Berti, nel 2003 fonda il progetto Balletto Civile. Nasce così un’équipe di lavoro per la produzione e la formazione, per approfondire l’idea di un proprio teatro totale privilegiando il canto dal vivo originale e il movimento fondato sulla relazione profonda tra gli interpreti. In più di 10 anni Balletto Civile porta i suoi spettacoli in giro per tutta Europa. Dal 2015 cura la direzione artistica della rassegna internazionale di danza Resistere e creare presso il Teatro della Tosse di Genova. Ha realizzato le coreografie di Shakespeare / Sonetti con la regia e l’interpretazione di Valter Malosti.

 

Emanuele Conte

Regista e scenografo. È presidente e regista residente della Fondazione Luzzati - Teatro della Tosse. Precedentemente ha ricoperto anche le cariche di direttore organizzativo e direttore artistico della Fondazione Luzzati - Teatro della Tosse. Inizi Inizia a lavorare in teatro a metà degli anni 80. Ricopre tutti i ruoli tecnici del dietro le quinte fino a diventare direttore di scena nei primi anni 90. Nel 1996 collabora con Emanuele Luzzati alla realizzazione della scena di Inferno e Inferni a Forte Sperone sulle alture di Genova. Diventa direttore allestimenti del Teatro della Tosse e uno dei più stretti collaboratori di Emanuele Luzzati. Insieme firmano il Parco del Flauto Magico a Santa Margherita Ligure e nel 1997 il Presepe di Piazza Carlo Felice a Torino. L’anno successivo curano l’allestimento della facciata della stazione Porta Nuova di Torino nell’ambito della prima edizione di Luci d’artista. Sempre a Torino realizzano parte degli arredi per la Casa Teatro Ragazzi e Giovani. La prima scenografia di Conte per il palco arriva nella stagione 1996/97 per Road di Sergio Maifredi. Seguono Nara Livet, Piccoli omicidi tra amici, Fröken Julie, Sosia di Moliére, Pantagruele e Panurgo alla ricerca dell'oracolo della diva bottiglia, Odisseo, Ulisse o Nessuno, Il pazzo e la monaca. Suo anche l’allestimento di Inferno di Dante e Gerusalemme Liberata (insieme ad Andrea Corbetta), entrambi messi in scena alla Chiesa di Sant’Agostino di Genova e poi portati in tournée estiva in chiese sconsacrate, piazze e chiostri, e de I persiani alla Fiumara allestito nell’ex fabbrica Ansaldo di Genova Sampierdarena.

Nel 1998 la sua prima regia teatrale, La strada per L.A., tratto dal romanzo di John Fante seguito da I 7 peccati capitali messo in scena nelle Grotte del parco speleologico di Orvieto. Nel 2002 dirige Paladini di Francia, spettacolo di teatro per ragazzi, e nel 2004 Alice nella casa dello specchio di cui cura anche il testo e la scenografia. Firma testo e regia de ll solitario ovvero che inenarrabile casino! di Ionesco (2005), Caro piccolo Adolf (2006) e nel 2008 insieme a Tonino Conte Candido. Viaggio nel migliore dei mondi possibili. Nel 2009 dirige Box e 2984 tratto dal romanzo 1984 di George Orwell in cui si ritrovano tutte le sperimentazioni e soluzioni sceniche dei primi anni ‘90. Nel 2010 dirige insieme ad Amedeo Romeo Spettacolo Cosmico - Gli orizzonti dello Zodiaco, Box² e Il viaggiatore onirico tratto da un romanzo di Boris Vian. Nel 2011 dirige Box 3D, teatro interattivo per le in-dipendenze, e Il Luna Park della scienza. L’anno successivo firma Generazioni componibili, Il castello dei sette peccati e il musical andato in scena al Teatro dell’opera Carlo Felice di Genova: Oz on the road. Sempre nel 2012 cura la regia di La regola del gioco, opera prima della giovane drammaturga Elisa D’Andrea, e di Gran Bazar delle mille e una notte. Nel 2013 firma la regia di Sogno in una notte d’estate scritto insieme a Elisa D’Andrea da William Shakespeare, e Shakespeare Dream. L’anno seguente è regista di Antigone di Jean Anouilh e di The wedding singers scritto da Luca Ragagnin. Nel 2014 dirige Caligola di Albert Camus. Nel 2015 dirige Prometeoedio e nel 2016 Eurydice e la ripresa di Candido. Insieme a Michela Lucenti ha firmato la regia di Orfeo Rave, in scena nel 2016 al Padiglione B della Fiera di Genova.

 

 

Lo spettacolo

Giovedì 24 – venerdì 25 gennaio 2019

Ore 21

Teatro Astra, via Rosolino Pilo 6 - Torino

 

Il Maestro e Margherita

TESTO: EMANUELE CONTE ED ELISA D’ANDREA, LIBERAMENTE ISPIRATO AL ROMANZO DI MICHAIL BULGAKOV

 

REGIA: EMANUELE CONTE E MICHELA LUCENTI

COREOGRAFIE: MICHELA LUCENTI

ASSISTENTI ALLA REGIA: ALESSIO ARONNE E AMBRA CHIARELLO

CON: ANDREAPIETRO ANSELMI, FABIO BERGAGLIO, MAURIZIO CAMILLI, PIETRO FABBRI, MICHELA LUCENTI, MARIANNA MOCCIA, ALESSANDRO PALLECCHI, STEFANO PETTENELLA, GIANLUCA PEZZINO, PAOLO ROSINI, EMANUELA SERRA, GIULIA SPATTINI

IMPIANTO SCENICO: EMANUELE CONTE

ANIMAZIONI VIDEO: PAOLO BONFIGLIO

COSTUMI: CHIARA DEFANT

LUCI: ANDREA TORAZZA

MUSICHE: TIZIANO SCALI E FILOQ

PIANOFORTE E MUSICHE ORIGINALI: GIANLUCA PEZZINO

PRODUZIONE: FONDAZIONE LUZZATI-TEATRO DELLA TOSSE E BALLETTO CIVILE

 

Biglietti

INTERO: 22,00 €
RIDOTTO: 15,00 €
UNDER 26: 10,00 €

Info, biglietti e abbonamenti: www.fondazionetpe.it

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