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TORINO, 22 January 2019

Mostre In memoria della campagna di Russia dal 18 gennaio al 3 febbraio 2019 Sala Mostre del Palazzo della Regione Piemonte

Fotografie, cimeli e racconti di combattimenti, fame, freddo, prigionia e morte

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La vita dei soldati italiani e piemontesi al fronte nella tragica campagna di Russia, i combattimenti, il gelo, la fame, la prigionia, la morte. Sono i temi trattati dalla mostra “La campagna di Russia. Memorie”, che viene inaugurata giovedì 17 gennaio, alle ore 17, nella Sala Mostre del Palazzo della Regione Piemonte.

Promossa dalla sezione torinese dell’Unirr, Unione Nazionale Italiana Reduci Russia, e dalla Regione Piemonte, la mostra presenta una serie di profili di soldati che, strappati alla vita di tutti i giorni, sono stati catapultati a migliaia di chilometri di distanza, lontani dai loro affetti più cari e che spesso non hanno più fatto ritorno. 

Il Piemonte ha pagato un prezzo assai alto sul fronte russo. I caduti e dispersi furono 10.312, così ripartiti: Alessandria 1491; Asti 794; Biella 187; Cuneo 5.894; Novara 636; Torino 950; Verbano-Cusio-Ossola 129 e Vercelli 231.    

«A loro ci legano rapporti di parentela, sono i nostri padri, zii, nonni, cugini che hanno lasciato un segno indelebile nel nostro cuore. Raccontiamo la sofferenza di chi è tornato al pensiero dei compagni rimasti in Russia – spiega il presidente della sezione Unirr di Torino, Silvio Cherio -. Attraverso immagini e tabelloni descriviamo le fasi della campagna di Russia fino alla suo tragico epilogo. A ricordarcelo sono visibili oggetti ritrovati a Kirov, grande città industriale ai piedi degli Urali, dove migliaia di uomini furono deportati e trovarono la morte. Attraverso i disegni di Carlo Romoli si vede un momento in cui l’arte e la natura si fondono per salvare la mente dalla follia». 

I caduti italiani nella campagna di Russia assommano secondo alcune stime a circa 90 mila. I morti sul fronte russo di tutti i Paesi impegnati nel conflitto furono circa 30 milioni di cui una buona metà di civili russi. Tra i pannelli della mostra anche l’elenco dei caduti dell’area provinciale di Torino con 950 nomi di 198 comuni. 

La sezione Unirr del capoluogo piemontese nacque nel 1981 per opera del canonico monsignor Carlo Chiavazza, cappellano della divisione alpina Tridentina, che raccolse nella Real Chiesa di San Lorenzo (dov’è stata posta una lapide che recita “Non vendicateci, ricordateci, fateci vivere ancora”) un primo nucleo di Reduci provenienti dall’intero Piemonte. La sezione crebbe e raggiunse ben 295 reduci, impegnati a mantenere viva la memoria della tragedia vissuta in prima persona. Oggi sono rimasti soltanto due reduci: Aldo Garbagne e Giovanni Alutto. Quest’ultimo, all’età di 102 anni, va ancora nelle scuole a raccontare la sua triste vicenda per ammonire i giovani sulla follia che la guerra rappresenta.

Alla realizzazione della mostra, con il patrocinio di Assoarma e della Città di Torino, hanno collaborato la sezione Unirr del Monferrato ed il parco storico “North Appennines Po Valley Park”, che opera in contatto con associazioni di altri Paesi ed in accordo con le autorità dei territori ex sovietici nella ricerca e nel recupero di corpi di soldati italiani.

La mostra, ad ingresso gratuito, si potrà visitare da venerdì 18 gennaio sino a domenica 3 febbraio, tutti i giorni, dalle ore 10 alle 18.

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