Torino News

TORINO, 01 April 2019

Teatro Il gioco di inventare le vite degli altri: «The Yalta Game» di Brian Friel, da Anton Čechov

stagione TPE - da mercoledì 3 a sabato 6 aprile 2019 Teatro Astra Torino

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In contemporanea con le repliche di Platonov - l’opera prima scritta dal drammaturgo russo a ventun anni e riscoperta da Marco Lorenzi, la stagione TPE porta in scena un altro lavoro di Anton Čechov.  Al Teatro Astra da mercoledì 3 a sabato 6 aprile arriva per la prima volta al Teatro Astra The Yalta Game del drammaturgo irlandese Brian Friel (1929-2015). Tanto Platonov è commedia corale quanto questo è un calligrafico Kammerspiel. È una produzione Saveria Project realizzata con TPE, la traduzione e regia di Stefano Moretti e l’interpretazione dello stesso Moretti e di Giulia Valenti.

 

Dopo aver frequentato a lungo il teatro di Čechov (è autore degli adattamenti čechoviani di Zio Vanja, Tre sorelle e L’orso) nel 2001 il drammaturgo irlandese Brian Friel scrive The Yalta Game, un breve testo per due attori ispirato al celebre racconto La signora col cagnolino.

 

Nell’originale, il fulcro della narrazione è la gabbia sociale in cui i due personaggi – Dimitri Dimitrovič Gurov e Anna Sergeevna – si trovano rinchiusi. Anna e Dimitri si incontrano per caso durante una vacanza a Yalta, tra loro scocca una scintilla e iniziano una breve relazione. La loro vita però li richiama ai doveri coniugali, lui a Mosca, lei in provincia. Come sempre, all’interno di una trama potenzialmente ordinaria, Čechov inserisce un guizzo geniale. Il vero tema del racconto è il rapporto tra verità e finzione, tra la vita che i due personaggi vivono alla luce del sole e quella furtiva, illecita, che nessuno conosce. Per i due, quest’ultima è la vita reale e autentica, mentre l’altra – quella fatta di rapporti sociali, lavoro quotidiano e rispettabilità – è pura finzione.

 

Siamo nel 1899 e questo racconto indica il punto di rottura tra individuo e società, tra verità vissuta e desiderio, tra realtà e finzione. Nello stesso anno Sigmund Freud pubblica L’interpretazione dei sogni. Lo spettacolo, in maniera più o meno allusiva, tiene conto di questa coincidenza, nel modo in cui i personaggi – e gli attori – sottopongono a un’analisi pubblica i propri ricordi e desideri.

 

Ricreando il testo per la scena, Brian Friel ha ampliato il tema del rapporto tra realtà e finzione, creando «il gioco di Yalta». Alla trama cechoviana ha intrecciato l’abitudine dei due personaggi a «rivestire le vite degli altri con un’altra vita immaginaria». Un gioco che coinvolge non solo Gurov e Anna, ma anche il pubblico presente in sala. È un gioco divertente, ma anche potenzialmente pericoloso, soprattutto se il confine tra ciò che è reale e ciò che è immaginario diventa labile e i due piani si confondono. Se poi sono due attori a giocare, The Yalta Game assume un altro fascino, ma anche un altro pericolo: quello di restare intrappolati nella rappresentazione.

 

A questi due livelli, lo spettacolo ne sovrappone quindi un terzo: il rapporto tra i due attori in scena e il materiale che sono chiamati a raccontare. Portare in scena The Yalta Game significa quindi spogliarlo delle apparenze più tradizionalmente «čechoviane» per andarne all’essenza, interrogandosi su ciò che significano «verità» e «finzione» per due attori. La narrazione dei personaggi/attori può somigliare a una confessione pubblica, ma la storia d’amore di Anna e Dimitri, per come la raccontano Čechov e Friel, è un vero e proprio mélo. Per questo, attraverso l’uso del video, lo spettacolo mescola i piani intersecando linguaggio teatrale (la comunicazione del «qui e ora») e cinematografico (la narrazione a posteriori, il «genere»). A volte si scopre che si può raggiungere una «verità» proprio dove maggiore è la «menzogna».

 

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L’autore

 

Brian Friel (1929-2015), soprannominato da alcuni «il Čechov irlandese», è stato sino alla morte il massimo drammaturgo attivo in Irlanda dalla fine degli anni Ottanta, continuatore della tradizione di Yeats, Synge e Beckett. Dal 1964, anno del successo di Philadelphia, Here I Come! ha scritto più di venti drammi (fra cui Dancing at Lughnasa, da cui è stato tratto l’omonimo film interpretato da Meryl Streep) considerati pietre miliari del teatro irlandese del Novecento. In Italia, si ricordano la messa in scena di Molly Sweeny, diretta da Andrea De Rosa e interpretata da Valentina Sperlì e Umberto Orsini (ERT, 2008) e Afterplay, anch’esso tratto da Čechov, andato in scena nel marzo 2017 al Teatro dell’Università Ca’ Foscari di Venezia con Alex Cendron e Sara Lazzaro. Di Friel sono state tradotte in italiano le raccolte di racconti L’oro del mare (Le lettere, 2002) e Tutto in ordine e al suo posto (Marcos y Marcos, 2017).

 

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La compagnia

 

Saveria Project è un collettivo fondato a Bologna da Giulia Valenti, Luca Carboni e Stefano Moretti. Formati tutti e tre alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano, da più di dieci anni lavorano nel campo del teatro, della televisione e delle arti performative, collaborando come singoli con Luca Ronconi, Arthur Nauzyciel, ricci/forte, Robert Carsen, Massimo Castri, Tim Stark. Il gruppo ha collaborato con ERT – Emilia Romagna Teatro, Teatri di Vita, Festival In altre parole, Collectiv Novae (Belgio), Mannheim Universität (Germania), Accademia Nazionale Lituana di Teatro e Musica (Lituania), Accademia Silvio d’Amico di Roma.

 

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Da mercoledì 3 a sabato 6 aprile 2019

Teatro Astra, via Rosolino Pilo 6 – Torino

Orari: mer h 21; gio-ven-sab h 19

 

The Yalta Game

DI BRIAN FRIEL

 

TRADUZIONE E REGIA DI STEFANO MORETTI

CON STEFANO MORETTI E GIULIA VALENTI

ELABORAZIONE VIDEO E COLLABORAZIONE ALLA MESSA IN SCENA: LUCA CARBONI / TPE – TEATRO PIEMONTE EUROPA

IN COLLABORAZIONE CON: SAVERIA PROJECT / UNIONE RENO GALLIERA E TEATRO “LA CASA DEL POPOLO” DI CASTELLO D’ARGILE

SI RINGRAZIA: AGORÀ E  ERT – EMILIA ROMAGNA TEATRO FONDAZIONE

 

 

Biglietti

INTERO: 22,00 €

RIDOTTO: 15,00 €

UNDER 26: 10,00 €

Info, biglietti e abbonamenti: www.fondazionetpe.it

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