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TORINO, 08 May 2019

Mostre L’auto familiare di Aldo Moro al MAUTO Museo Nazionale dell'Automobile di Torino fino al 12/5

la Peugeot 403 sarà esposta in occasione dell’anniversario della scomparsa dello statista

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Museo Nazionale dell'Automobile
Corso Unità d'Italia,40
Torino 
011 677666/7/8  Link al sito 

In occasione del 41 ̊ anniversario della scomparsa di Aldo Moro, il MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile di Torino rende omaggio allo statista, ospitando la Peugeot da lui acquistata nel 1960 per uso privato e spesso condotta dalla moglie Eleonora. Un’auto spaziosa, familiare e di basso profilo, come amava essere il leader della Democrazia Cristiana, già Presidente del Consiglio e Ministro di vari Dicasteri. 

Il 9 maggio ricorre l’anniversario della scomparsa di Aldo Moro e, per commemorare tale ricorrenza, in una sala appositamente allestita del MAUTO sarà esposta dal 4 al 12 maggio la sua auto privata, una Peugeot 403 famigliare ritrovata a Roma dopo un lungo oblio.

Aldo Moro era legatissimo alla moglie e ai suoi quattro figli. Così, pur non guidando quasi mai, scelse di acquistare una delle poche auto disponibili nel 1960 che poteva ospitare tutti. Ma senza dare nell’occhio. Era una Peugeot 403 “Familiale” a otto posti, di un bel color blu mare. Al volante c’era quasi sempre la signora “Noretta”, che continuò a servirsene anche dopo la scomparsa del marito. Scoperta l’anno scorso in un capannone di Roma dal medico Attilio Cesarano, conterraneo di Aldo Moro, la Peugeot giardinetta – dopo aver ripercorso i luoghi romani della vita di Moro – sarà esposta al MAUTO insieme ad alcune fotografie d’archivio, tra cui una che ritrae lo statista insieme alla moglie Eleonora, proprio a bordo della vettura. Non si tratta dell’auto in cui fu ritrovato il suo corpo ma di un'automobile di famiglia acquistata il 23 gennaio 1960 – come dice il libretto di circolazione dall’Onorevole Aldo Moro, residente a Bari in corso Vittorio Emanuele 20 barra A. Quando ordinò questa otto posti ideale per la sua famiglia numerosa – moglie e quattro figli – Moro era deputato, segretario della DC, da poco ex Ministro della Pubblica Istruzione e quasi pronto per diventare Presidente del Consiglio.

L’esposizione della vettura di Aldo Moro si inserisce perfettamente nel percorso di approfondimento e documentazione del MAUTO che racconta, attraverso le automobili, la storia sociale, industriale, economica e politica del Novecento. Il museo conserva  infatti numerose vetture divenute simboliche di un’epoca o di uno specifico evento storico: dall’esemplare di Itala mod. 35/45 HP “Palombella” del 1909 costruito appositamente per la Regina Margherita di Savoia alla Renault mod. AG-Fiacre Paris, costruita per il servizio pubblico di una Parigi minacciata dalle armate tedesche nel settembre del 1914; dalla Mercedes 540 K 1936, vettura privilegiata da Adolf Hitler alla Citroen DS 19, a bordo della quale  viaggiava De Gaulle, sulla strada che conduce verso Colombey des Deux Eglises, quando subì l‘assalto di un commando algerino fino alla Gaz Pobeda, auto di punta del regime staliniano.

La Peugeot 403 del 1955 è la prima Peugeot disegnata da Pininfarina. Popolarissima in Francia (ma anche in Africa e Sud America), in Italia venne importata in poche centinaia di esemplari. La giardinetta, come la versione furgonata, il pickup e la rarissima cabriolet (in quest’ultima versione diventerà celebre quale auto del tenente Colombo) arrivarono un anno dopo il lancio della berlina. La “Familiale” fu costruita in 34.928 esemplari, aveva il passo allungato di 24 centimetri, sospensioni posteriori a balestre ed era omologata per otto persone, con due strapuntini ripiegabili al centro. Era una delle pochissime auto del tempo con questa abitabilità. Le poltrone anteriori, come nella berlina, si reclinavano completamente, per formare un possibile giaciglio. Oltre al classico 1500 a benzina, fu proposta anche nella versione diesel con motore Indenor 1800. Equipaggiò, tra l’altro, la gendarmeria e la polizia stradale, portando a spasso gli enormi (per l’epoca) macchinari dei primi Autovelox.

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