Torino News

TORINO, 08 May 2019

Musica Different Trains di Steve Reich / Yiddishbbuk di Osvaldo Golijov Domenica 12 maggio 2019, ore 21, Teatro Astra

due capolavori musicali d'oggi nel segno di Primo Levi

different_trains_di_steve_reich_yiddishbbuk_di_osvaldo_golijov_domenica_12_maggio_2019_ore_21_teatro_astra_news_torino_torino_piemonte
Condividi

Il progetto Me, mi conoscete. Primo Levi a teatro si conclude domenica 12 maggio 2019 alle 21.00 al Teatro Astra con un concerto. 

In programma due capolavori musicali d’oggi ispirati alla tragedia della Shoah: Different Trains di Steve Reich e Yiddishbbuk di Osvaldo Golijov. Li interpreta il Quartetto d’archi dell’Ensemble Sentieri selvaggi, il complesso fondato e diretto da Carlo BoccadoroPiercarlo Sacco ed Enrica Meloni violini, Virginia Luca viola, Aya Shimura violoncello.

Steve Reich (1936) da bambino attraversava gli Usa coast-to-coast in treno per fare la spola fra i genitori separati. Negli stessi anni, in Europa, altri treni trasportavano altri bambini verso i Lager: Different Trains (1988) racconta la scoperta di questa traumatica consapevolezza. Yiddishbbuk (1992), fra i primi successi dell’argentino di origini askhenazite Osvaldo Golijov (1960), ricostruisce la musica perduta degli alchimisti di Praga e commemora i bambini internati a Terezin e uccisi nei campi.

Me, mi conoscete. Primo Levi a teatro è stato ideato da Valter Malosti per TPE – Teatro Piemonte Europa con la collaborazione del Centro Internazionale di Studi Primo Levi Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Primo Levi e il Polo del ‘900. Ha visto la messa in scena al Teatro Carignano di Se questo è un uomo, al Teatro Astra dei due «racconti minerali» Piombo e Mercurio e de Il sistema periodico con Luigi Lo Cascio.

 

Steve Reich, Different Trains

Different Trains è un brano in tre movimenti per quartetto d’archi ed elettronica composto da Steve Reich nel 1988. La sua versione originale è stata eseguita dal Kronos Quartet e ha vinto nel 1989 il Grammy Award come migliore composizione classica contemporanea. Durante la seconda guerra mondiale, il piccolo Steve faceva la spola in treno tra New York e Los Angeles per far visita ai suoi genitori separati. Anni dopo rifletté sul fatto che, da ebreo, se in quel momento si fosse trovato in Europa invece che negli Stati Uniti avrebbe probabilmente viaggiato sui treni dell’Olocausto.

 

Steve Reich aveva utilizzato spesso in lavori precedenti il nastro magnetico (o supporto digitale) con suoni pre-registrati, loop e riproduzione a diverse velocità. In Different Trains impiega per la prima volta queste tecniche secondo una modalità che svilupperà ulteriormente in altri celebri lavori successivi come City LifeThe Cave e Three Tales, diventando cifra caratteristica del suo linguaggio. Reich trasferisce le sue registrazioni vocali su una tastiera a campionamento digitale, che trasforma le diverse altezze del discorso parlato in vere e proprie melodie intonate. Oltre al parlato, il pezzo include registrazioni di suoni di treni, sirene e campane di segnalazione, e linee multiple preregistrate dal quartetto d’archi.

 

Il discorso registrato alla base dei tre movimenti del brano è tratto da interviste con persone negli Stati Uniti e in Europa riguardo gli anni precedenti, durante e immediatamente dopo la seconda guerra mondiale. Nel primo movimento, America - Before the War parlano la governante di Reich Virginia e Lawrence Davis, facchino sui vagoni-letto Pullman: ricordano i viaggi in treno negli Stati Uniti dell’epoca, mentre in sottofondo si ascoltano i suoni dei treni americani. Nel secondo movimento, Europe - During the War, Paul, Rachel e Rachella, tre sopravvissuti alla Shoah, raccontano le loro esperienze in Europa durante la guerra, compresi i viaggi in treno verso i campi di concentramento. Qui si sentono i suoni di treni europei: different trains anche acusticamente, perché i fischi dei convogli americani sono intervalli lunghi e perfetti di quarte e quinte, mentre i fischi ferroviari europei sono perlopiù brevi stridii di intervalli di terza. Il terzo movimento, After the War, vede i sopravvissuti dell’Olocausto rievocare gli anni immediatamente successivi alla Seconda Guerra Mondiale incrociandosi con le riflessioni di Davis e Virginia, mentre ritornano i suoni dei treni americani del primo movimento.

 

Osvaldo Golijov, Yiddishbbuk

Osvaldo Golijov (1960) nasce a La Plata in Argentina da una famiglia ebrea askenazita originaria dell'Est europeo. Con un padre insegnante e pianista, cresce circondato da musica da camera, musica liturgica ebraica e klezmer e dal nuovo tango di Astor Piazzolla. Ha risieduto per tre anni in Israele e attualmente vive a Boston. Fra i suoi lavori più famosi ed eseguiti: nel 2000, la Passione secondo San Marco, commissionata da Helmuth Rilling per l’European Music Festival nel 250° anniversario della morte di Johann Sebastian Bach; le colonne sonore di Mexico, l’episodio diretto da Alejandro Gonzalez Iñarritu nel film collettivo 11'09"01 - September 11 (2002); Un’altra giovinezza (2007) e Segreti di famiglia (2009) di Francis Ford CoppolaAzul, concerto per violoncello scritto per Yo-Yo Ma e la Boston Symphony Orchestra.

 

Nei taccuini di Franz Kafka si incontra un accenno a una misteriosa raccolta scomparsa di Salmi. Una frase dello scrittore descrive il suono di questi Salmi perduti: «Una canzone spezzata suonata su un cimbalom frantumato». In Yiddishbbuk Golijov tenta di ricostruire la sonorità di quella musica perduta. La «canzone spezzata» è una metafora perfetta per i tentativi nazisti di distruggere vita e arte ebraiche. E nonostante tutto ciò, uno dei messaggi principali di Yiddishbbuk è che l’arte sopravvive - e resiste.

 

Il primo movimento commemora Doris Weiserova (1932-1944), Frantisek Bass (1930-1944) e Tomas Kauders (1934-1943): tre bambini internati dai nazisti nel ghetto di Terezin e quindi uccisi nei Lager. Le loro poesie e disegni compaiono nel libro Non ho mai visto un'altra farfalla, pubblicato dall’Us Holocaust Memorial Museum. Si apre su un motivo ossessionante con le corde che suonano e si gonfiano aritmicamente, quasi al punto di rottura.

 

Il secondo movimento è dedicato allo scrittore premio Nobel 1978 Isaac Bashevis Singer (1904-1991). A differenza dei bambini intrappolati nell'inferno della Shoah, Singer nel 1935 emigrò dalla natìa Polonia negli Stati Uniti e si salvò così dagli orrori dell'Olocausto. Tuttavia, lungi dall’essere assimilata o trasformata dal suo nuovo ambiente, la sua opera letteraria continuò a celebrare le radici ebraiche dell'Europa centrale da cui proveniva l’autore: per tutta la vita Singer continuò a scrivere in yiddish i suoi racconti rigorosamente anti-moderni, che fondono quotidiano e mistico. Golijov coglie qui la tenacia e la spiritualità del lavoro di Singer, evocando un’architettura cosmica di demoni, spiriti ed esseri mistici.

 

La terza e ultima sezione di Yiddlishbbuk è dedicata al grande compositore e direttore d’orchestra americano Leonard Bernstein (1918-1990). La sua vita colorata e spesso controversa sembra lontana dagli orrori dei campi di sterminio e dalle affinità yiddish di Singer. Ma Golijov celebra l’amore di Bernstein per la magia e la spiritualità delle opere di un altro compositore ebreo, Gustav Mahler. Riappare dal primo movimento il motivo del cimbalom rotto, a rivendicare la forza dell’arte e della creatività contro ogni orrore della storia e del genere umano.

 

Sentieri selvaggi

Sentieri selvaggi nasce nel 1997 da Carlo Boccadoro, Filippo Del Corno e Angelo Miotto con lo scopo di avvicinare la musica contemporanea al grande pubblico. Il debutto dell’ensemble a Milano registra il tutto esaurito. Fin dall’esordio i concerti di Sentieri selvaggi si caratterizzano per le informali presentazioni parlate di ogni brano. Sentieri selvaggi stringe nel corso degli anni collaborazioni con i più importanti compositori della scena internazionale, come David Lang, Louis Andriessen, James MacMillan, Philip Glass, Gavin Bryars, Michael Nyman, Julia Wolfe, Fabio Vacchi, che scrivono partiture per l’ensemble o gli affidano le prime italiane dei loro lavori. Accanto a loro il gruppo promuove e diffonde una nuova generazione di compositori italiani quali Carlo Boccadoro, Francesco Antonioni, Silvia Colasanti, Giovanni Mancuso, Mauro Montalbetti Giovanni Verrando. Dal 1998 Sentieri selvaggi è regolarmente ospite delle più prestigiose stagioni musicali italiane (Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Teatro alla Scala, Biennale di Venezia), dei maggiori eventi culturali del nostro paese (Festival della Letteratura di Mantova, Notte Bianca di Roma, Festival della Scienza di Genova, Mito Settembre Musica, Triennale di Milano) e di importanti festival internazionali (Bang on a Can Marathon di New York, SKIF Festival di San Pietroburgo, Sacrum Profanum di Cracovia).

 

A Milano il gruppo è partner dal 1998 di Teatridithalia, che ospita i concerti nelle proprie sedi teatrali e dal 2005 organizza una stagione di musica contemporanea con un cartellone di concerti, incontri, masterclass, incentrata ogni anno su uno specifico nucleo tematico. Nel 2009 Sentieri selvaggi segue Teatridhitalia nella prestigiosa sede del Teatro Elfo Puccini, diventando con la propria stagione di musica ensemble in residenza in uno dei luoghi più rappresentativi della creatività contemporanea milanese. Per diffondere la musica contemporanea in contesti inusuali, Sentieri selvaggi collabora anche con scrittori, architetti, scienziati, video-maker, attori, registi, musicisti rock e jazz, abitando con i propri progetti spazi alternativi come gallerie d’arte, piazze, strade, centri commerciali e università.

 

Il catalogo di produzioni editoriali e discografiche del gruppo conta oltre 10 titoli realizzati per Einaudi, RaiTrade, MN Records, Velut Luna, Sensible Records. Dal 2003 Sentieri selvaggi è sotto contratto con Cantaloupe Music, etichetta newyorkese fondata da Bang on a Can, per la quale ha realizzato quattro cd, l’ultimo dei quali, Zingiber (2012), è dedicato alla nuova creatività musicale italiana. Nel 2017 esce Le Sette Stelle per la prestigiosa etichetta Deutsche Grammophon, con musiche di Luca Francesconi, Filippo Del Corno, Giorgio Colombo Taccani, Giovanni Sollima, Mauro Montalbetti e Carlo Boccadoro. Capitolo importante nel lavoro di Sentieri selvaggi sono poi le produzioni di teatro musicale, con allestimenti quali L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello di Michael Nyman, The Sound of a Voice di Philip Glass, che coinvolgono un pubblico ancora più vasto.

 

La presidenza dell’Associazione è affidata a Mirco Ghirardini, mentre la direzione artistica e musicale è affidata a Carlo Boccadoro.

 

  

 ________________________________

 

«Me, mi conoscete». Primo Levi a teatro

 

Different Trains di Steve Reich / Yiddishbbuk di Osvaldo Golijov

 

Quartetto d’archi Ensemble Sentieri Selvaggi (Piercarlo Sacco ed Enrica Meloni violini, Virginia Luca viola, Aya Shimura violoncello).

 

 

Steve Reich (1936)

Different Trains (1988)

  1. America - Before the War
  2. Europe - During the War
  3. After the War

Osvaldo Golijov (1960)

Yiddishbbuk (1992)

 

 

Produzione Sentieri selvaggi / TPE - Teatro Piemonte Europa

Realizzato con la collaborazione del Centro Internazionale di Studi Primo Levi Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Primo Levi
 

 
Biglietti
Posto unico: 10,00 €

 

Info, biglietti e abbonamenti: www.fondazionetpe.it

Riviste di informazione e spettacolo gratuite - Proprietà Edizioni BLB
Aut. Trib. di Bologna N. 6191 del 10/05/93 - Iscrizione al Registro Naz.della Stampa n° 4734
Direttore responsabile Fabio Licata - P.I. e C.F. 06750950013
Num. Registro Imprese Torino 06750950013 REA 809519
Per contattarci

Credits
  • ideazione - sviluppo frontend - sviluppo backendcrop