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TORINO, 24 October 2019

Mostre CAMERA > Grande successo di pubblico per l’apertura della mostra "WO | MAN RAY. Le seduzioni della fotografia"

Centro Italiano per la Fotografia Via delle Rosine Torino

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Sono stati 3.500 i visitatori che, nei primi giorni di mostra, hanno omaggiato il grande maestro della fotografia del XX secolo, Man Ray, in mostra a CAMERA dal 17 ottobre 2019 al 19 gennaio 2020.

Il pubblico premia ancora una volta - commenta il direttore di CAMERA Walter Guadagnini - la scelta di CAMERA di coniugare popolarità e scientificità, riconoscibilità e originalità: Man Ray è un grande nome, ma la prospettiva in cui è offerto agli spettatori di CAMERA è del tutto nuova, ed è questa una delle chiavi principali del successo della mostra, oltre al grande fascino delle immagini esposte, capolavori assoluti della fotografia del XX secolo.

L’esposizione “WO | MAN RAY. Le seduzioni della fotografia”, curata da Walter Guadagnini e Giangavino Pazzola, presenta oltre duecento fotografie, realizzate a partire dagli anni Venti a Parigi, dove Man Ray divenne protagonista assoluto delle stagioni dadaista prima e surrealista poi, fino alla morte. Il percorso della mostra è tutto dedicato ad un preciso soggetto, la figura femminile, fonte di ispirazione primaria dell’intera sua poetica, in particolare nella sua declinazione fotografica.

Man Ray, ma anche Lee Miller, Berenice Abbott, Dora Maar, Meret Oppenheim. E Kiki de Montparnasse, Nusch Éluard, Juliet (l’ultima moglie): artiste, modelle, amiche, compagne. E le protagoniste della Parigi degli anni Venti e Trenta, Gertrude Stein, Nancy Cunard, Sylvia Beach, Youki Foujita Desnos. Tutte, in modi diversi, legate per periodi più o meno lunghi a Emmanuel Radnitzky, detto Man Ray (nato a Philadelphia nel 1890), arrivato nella Ville Lumière nel 1921 con la fama di “dadaista newyorchese”, introdotto da Marcel Duchamp, amico di Tristan Tzara (e anche loro sono in mostra, il primo en travesti e il secondo affiancato da una enorme figura femminile, naturalmente nuda) e subito pronto a mostrare quali magie si potessero fare in camera oscura.   

Sono questi i protagonisti, e soprattutto le protagoniste, della mostra di CAMERA, insieme a Man Ray, l’autore di opere leggendarie come “Le Violon d’Ingres” (1924), “Noire et blanche” (1926), “La Prière” (1930) - tutte in mostra -, il ritrattista prediletto della Parigi intellettuale e di quella della moda, l’autore dei “rayographs” e delle solarizzazioni, due procedimenti tecnici che sono diventati gli emblemi dell’invenzione fotografica delle avanguardie di inizio secolo.

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