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TORINO, 26 October 2019

Teatro Accabadora: il best-seller di Michela Murgia arriva in teatro con Anna Della Rosa

al Teatro Astra da martedì 5 a domenica 10 novembre 2019

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Teatro Astra Torino
Via Rosalino Pilo,6
Torino 
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Accabadora è uno dei più bei romanzi di Michela Murgia nonché uno dei libri più letti in Italia negli ultimi anni. Pubblicato da Einaudi nel 2009, vince nel 2010 il Premio Campiello. La regista Veronica Cruciani ha chiesto a Carlotta Corradi di ricavare dal romanzo un testo teatrale: un monologo che parte dal punto di vista di Maria, la figlia di Bonaria Urrai, l’accabadora dell’immaginario paese sardo di Soreni. 

Lo spettacolo, interpretato da Anna Della Rosa, è una nuova produzione TPE – Teatro Piemonte Europa realizzata assieme a Compagnia Veronica Cruciani, Teatro Donizetti di Bergamo e CrAnPi. Arriva al Teatro Astra da martedì 5 a domenica 10 novembre 2019 per la Stagione TPE 19.20. Al Teatro Astra sarà allestito il bookshop con le opere di Michela Murgia allestito da Punto Einaudi Torino, in collaborazione con Giulio Einaudi Editore. 

Michela Murgia racconta una storia ambientata in un paesino immaginario della Sardegna, dove Maria, all’età di sei anni, viene data a fill’e anima a Bonaria Urrai, una sarta che vive sola e che all’occasione fa l’accabadora. La parola, di tradizione sarda, prende la radice dallo spagnolo acabar che significa «finire», «uccidere». Bonaria Urrai aiuta le persone in fin di vita a morire. Maria cresce nell’ammirazione per questa nuova madre, più colta e più attenta della precedente, fino al giorno in cui scopre la sua vera natura. È allora che fugge nel continente per cambiare vita e dimenticare il passato: ma pochi anni dopo torna sul letto di morte della Tzia. Qui dove finisce il romanzo inizia lo spettacolo. L’accudimento finale è uno dei doveri dell’essere figlia d’anima, una forma di adozione concordata tra il genitore naturale e il genitore adottivo. Sulla scena entra una Maria che crede di essere diventata una donna ma il confronto con la Tzia mette in dubbio tutte le sue certezze, riporta a galla vecchi ricordi e genera nuovi sentimenti, ricostruendo quasi da capo il rapporto madre-figlia delle due donne. Solo ora Maria può decidere se fare il grande passo: da figlia diventare «madre».

Per la prima volta Michela Murgia ha deciso di appoggiare e accompagnare la nascita di uno spettacolo nato dal suo romanzo. Spiega infatti: «Carlotta Corradi ha fatto un lavoro di tessitura, utilizzando tutte parole mie, ma in un modo in cui io non le ho usate. C'è un'originalità anche autoriale in questo testo. Chiamarlo 'riduzione' non va bene: è un ampliamento. Una visione che io non ho assunto perché la mia attenzione era sulla vecchia, non sulla bambina. È un pezzo di Maria che mancava, sono felice che siano state altre donne a vederlo. Probabilmente dieci anni fa, quando ho scritto il romanzo, non ero in grado di vedere la Maria adulta. Ora è un piacere leggerla nelle parole, negli occhi, nel gesto artistico di altre professioniste. Pur non avendo scritto una parola, potrei controfirmarla, la sento molto mia, molto somigliante all'intenzione letteraria che c'era nel romanzo».

 

 

Parlano dello spettacolo 

«Una bambina non accettata dalla madre ha una seconda possibilità di sentirsi amata da Tzia Bonaria, la madre adottiva, che la cresce e la educa. Accabadora propone un modello diverso di famiglia, dove la madre non è quella biologica ma adottiva, che ci conduce verso l’Idea di una società più aperta. Tuttavia la stessa madre adottiva, in punto di morte, chiederà a Maria di compiere un gesto estremo, contro la sua volontà. Gesto che lei, l’accabadora, ha compiuto più volte nella vita e che Maria non riesce ancora a perdonarle. Da subito ho immaginato il dialogo tra Maria e Tzia Bonaria come un dialogo tra sé e una parte di sé, tra una figlia e il suo genitore interiore. Per questo ho voluto realizzare uno spazio astratto, mentale, nel quale Maria cerca di rielaborare la morte della madre adottiva. Ciò darà origine ad un conflitto tra due aspetti di Maria: la parte rimasta bambina e la parte che deve diventare adulta. Il video mi ha permesso di rendere visibile le dinamiche emotive e relazionali tra queste due parti. La pedana sospesa crea una divisione tra l’attrice e il pubblico, è la gabbia mentale in cui Maria è intrappolata e di cui riuscirà a liberarsi soltanto alla fine, compiendo il fatidico gesto richiesto dalla madre. O meglio, ripetendolo davanti alla sua coscienza – e a noi pubblico – che la assolverà. Lo spettacolo, visto come una rêverie che si ripete ogni giorno uguale a se stessa, troverà in questa sofferta ripetizione del gesto la sua risoluzione, permettendo a Maria di uscire dall’ossessione e di andare in una nuova direzione di vita».

Veronica Cruciani

 

«Sebbene il romanzo sia spesso ricordato per due temi estremamente attuali quali eutanasia e adozione, nella mia percezione è stato fin da subito un’indimenticabile storia d’amore. In questo caso, tra una figlia e una madre. In questo caso, non la madre naturale. Ma l’altra madre. Un amore costruito giorno dopo giorno, per questo simile a un legame sentimentale, fondato sulla scelta. E come ogni rapporto madre-figlia è destinato a uno strappo, a un momento in cui la bambina diventa donna, fino a diventare madre della madre. Per me, il passaggio più difficile, e ancora incomprensibile, della vita. Nella storia di Maria e Tzia Bonaria lo strappo è talmente forte che Maria, anziché crescere, decide di fuggire nel continente. Quando torna, nonostante siano passati gli anni, Maria è rimasta adolescente. Per questo ho scelto come punto di partenza della mia drammaturgia la fine del romanzo: il momento in cui una Maria intrappolata nel suo essere figlia si ritrova a dover essere madre. Tutta l’intensità di quest’ultimo tempo accanto alla Tzia è dato dai passaggi non compiuti, dalle cose non dette, le accuse non fatte, l’amore non richiesto. Una volta affrontate le negazioni, Maria è pronta a esplodere in un gesto finale che è un ultimo ed essenziale atto d’amore che la figlia d’anima compie verso sua madre, e che la farà diventare una donna».

Carlotta Corradi

 

Veronica Cruciani è attrice e regista. Nel 2003 Ascanio Celestini scrive per lei il monologo Le Nozze di Antigone – segnalato al premio Riccione e vincitore del premio Oddone Cappellino – di cui è interprete e regista insieme ad Arturo Cirillo. Nel 2004 fonda la Compagnia Veronica Cruciani con la quale indaga sul rapporto fra memoria e drammaturgia contemporanea. Nel 2009 vince il premio Cavalierato Giovanile - Migliori talenti under 35 e nel 2012 il Premio Hystrio-Anct dell’associazione dei critici italiani. Tra le sue ultime regie: Il ritorno di S. Pierattini di cui è regista e produttrice (2007), vincitore del premio della critica Anct come miglior testo italiano, La palestra di G. Scianna (2011), Peli di Carlotta Corradi (2013), Preamleto di Michele Santeramo prodotto dal Teatro di Roma e Due donne che ballano prodotto dal Teatro Carcano di Milano (2015), La bottega del caffè di R.W. Fassbinder prodotto dallo Stabile del Friuli-Venezia Giulia (2016), Quasi Grazia di Marcello Fois con Michela Murgia nel ruolo di Grazia Deledda prodotto da Sardegna Teatro (2017), Accabadora prodotta da Compagnia Veronica Cruciani, Teatro Donizetti di Bergamo, TPE - Teatro Piemonte Europa, CrAnPi (2018/19), Le Verità di Bakersfield prodotto da Nidi di Ragno/CMC-Sara Novarese-Pickford (2018). Dal 2013 è direttrice artistica del Teatro Quarticciolo di Roma.

 

Anna Della Rosa. Diplomata alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi, si specializza con Luca Ronconi e Massimo Castri. Debutta con Peter Stein in Pentesilea e Medea al Teatro Greco di Siracusa. È Giacinta nella Trilogia della villeggiatura di Carlo Goldoni diretta da Toni Servillo, spettacolo prodotto dal Piccolo Teatro di Milano e Teatri Uniti. Per questa interpretazione vince il Premio ETI Gli Olimpici del Teatro come migliore attrice emergente e il Premio Virginia Reiter 2009. È protagonista diretta da Lluís Pasqual in Blackbird di David Harrower prodotto dal Piccolo Teatro di Milano. Per questa interpretazione vince il Premio Marisa Bellisario e il Premio Duse come migliore giovane attrice di teatro. È protagonista diretta da Pascal Rambert, pluripremiato autore e regista francese, in Cloture de l’amour e Prova. Interpreta Sonja in Zio Vanja diretta da Marco Bellocchio. È Toinette ne Il malato immaginario diretta da Andrée Ruth Shammah, è protagonista in Peperoni difficili e Bad and Breakfast, scritti e diretti da Rosario Lisma, spettacoli coprodotti dal Teatro Franco Parenti di Milano e dalla Compagnia Jacovacci e Busacca, di cui è cofondatrice. È Antigone ne I sette contro Tebe, diretta da Marco Baliani, in scena nel 2017 al Teatro Greco di Siracusa, produzione Inda. Interpreta Celimène in Molière / Il Misantropo per la regia di Valter Malosti prodotto da TPE - Teatro Piemonte Europa. Nella stagione 2018-2019 oltre ad Accabadora è interprete di un altro monologo: L’Angelo di Kobane, di Henry Naylor, produzione Teatro Nazionale di Genova, regia di Simone Toni. È protagonista diretta da Martin Kusej in Disgraced di Ayad Akhtar, prodotto dal Teatro Stabile di Torino. È la Ragazza Esangue nel film premio Oscar La grande bellezza di Paolo Sorrentino.

 

Carlotta Corradi è drammaturga e sceneggiatrice. Attualmente fa parte di Playstorm, gruppo di scrittura e di ricerca sulla drammaturgia del Teatro Stabile di Torino. Il suo ultimo testo, Nel Bosco, è stato in finale al Premio Riccione 2017. Con Via dei Capocci ha vinto il Mario Fratti Award 2014 per la drammaturgia nell’ambito del Festival InScenaNy; del testo è stata realizzata una mise en espace al Theatre For A New City di Manhattan. È pubblicato in Italiano da Editoria&Spettacolo e in inglese da Kit Press. Peli (2012), edito da Editoria & Spettacolo, è prodotto da Fondazione RomaEuropa e AtclLazio con la regia di Veronica Cruciani. Ultimamente ha approfondito la scrittura durante il laboratorio con Thomas Ostermeier alla Biennale di Venezia e facendo parte del gruppo di scrittura guidato da Fausto Paravidino per due anni al Teatro Valle Occupato. Nell’ambito di questo scrive Aritmia, finalista al premio Hystrio Scritture di scena 2014. Attualmente scrive anche per il cinema.

 

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Lo spettacolo

5-10 novembre 2019

Mar, gio, ven, sab h 21; mer h 19.30; dom h 17

Teatro Astra, via Rosolino Pilo 6 – Torino

 

 

Accabadora

 

Dal romanzo di Michela Murgia edito da Giulio Einaudi Editore

Drammaturgia Carlotta Corradi

Con Anna Della Rosa

Regia Veronica Cruciani

Scene Antonio Belardi

Costumi Anna Coluccia

Luci Gianni Staropoli e Raffaella Vitiello

Suono Hubert Westkemper

Musiche a cura di John Cascone

Video Lorenzo Letizia

Foto di scena Marina Alessi

Assistente alla regia Mario Scandale

Produzione Compagnia Veronica CrucianiTeatro Donizetti di BergamoTPE – Teatro Piemonte EurpopaCrAnPi

Con il contributo di Regione Lazio - Direzione Regionale Cultura e Politiche Giovanili – Area Spettacolo dal Vivo

 

Biglietti

 

INTERO: 25,00 €

RIDOTTO: 17,00 €

UNDER 30: 10,00 €


Info, biglietti e abbonamenti: www.fondazionetpe.it

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