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TORINO, 15 November 2019

Varie Lorenzo Ventavoli > Premio Maria Adriana Prolo alla carriera 2019 | Sabato 23 novembre, ore 15.00, Cinema Massimo 3 - Torino

con laudatio di Sandro Casazza a seguire, proiezione di Troppo tardi t’ho conosciuta

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  Foto di Davide Greco
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In occasione del 37° Torino Film Festival, l’Associazione Museo Nazionale del Cinema (AMNC) è lieta di annunciare il conferimento del PREMIO MARIA ADRIANA PROLO ALLA CARRIERA 2019 a Lorenzo Ventavoli, uomo di cinema a tutto campo che ha rivestito molteplici ruoli, diventando una delle più importanti figure di riferimento del settore a Torino e non solo. Lorenzo Ventavoli è infatti esercente, distributore, produttore, sceneggiatore, attore, critico, storico del cinema e organizzatore culturale. Il premio verrà consegnato dal laudatore Sandro Casazza - giornalista, critico cinematografico ed ex Presidente del Museo Nazionale del Cinema - in una cerimonia che si terrà sabato 23 novembre alle ore 15.00 presso il Cinema Massimo sala 3 ad ingresso gratuito. Alla premiazione seguirà la proiezione del film Troppo tardi t’ho conosciuta (1939, 78') di Emanuele Caracciolo, film che fu considerato “perduto” ma che, solo recentemente e proprio grazie alle ricerche compiute da Ventavoli, è stato ritrovato.

Intitolato a Maria Adriana Prolo, fondatrice del Museo Nazionale del Cinema, il premio è un riconoscimento assegnato a una personalità del mondo del cinema che si è particolarmente distinta nel panorama italiano. In passato, il premio è stato conferito ai registi Giuseppe Bertolucci, Marco Bellocchio, Ugo Gregoretti, Giuliano Montaldo, Massimo Scaglione, Daniele Segre, Bruno Bozzetto, Lorenza Mazzetti, Costa-Gavras, David Grieco, agli attori e attrici Piera Degli Esposti, Lucia Bosè, Ottavia Piccolo, Roberto Herlitzka, Elio Pandolfi, al compositore Manuel De Sica, allo sceneggiatore Giorgio Arlorio e al filmaker, artista e operaio Pietro Perotti.

La diciottesima edizione del premio ha come protagonista Lorenzo Ventavoli, nato il 9 giugno 1932 a Torino, un uomo di cinema eclettico e impegnato su più fronti. Comincia infatti la sua avventura nella settima arte come semplice spettatore, per passione, per poi diventare uno dei più importanti e coraggiosi esercenti, con sale sparse in tutto il Piemonte. Attraversa il mondo della celluloide in tante altre vesti: il Nuovo cinema Romano è la prima sala italiana a essere riconosciuta, nel 1960, come sala d’essai, mentre l’Eliseo è la prima multisala sul territorio nazionale. Un percorso ‘liquido’ che lo porta naturalmente a distribuire film, ma anche a produrli, sceneggiarli (è il caso di Qualcuno dietro la porta di Nicolas Gessner) o anche a interpretarli – diverse e brillanti sono le prove d’attore che ci ha regalato in Il divo di Paolo Sorrentino, Preferisco il rumore del mare di Mimmo Calopresti o Mirafiori Lunapark di Stefano Di Polito – senza dimenticare il ruolo fondamentale che ha avuto come critico e storico. Ventavoli è anche un importante dirigente e organizzatore culturale, avendo ricoperto il ruolo di Presidente del Museo Nazionale del Cinema: è a lui che va il merito di aver riaperto il Cinema Massimo nel 1989; è stato inoltre Presidente dell'Associazione Cinema Giovani, la realtà che ha fondato e gestito per molti anni il Torino Film Festival. A testimoniare l’importanza di Ventavoli come guida e memoria del cinema torinese, in tutti i suoi numerosi legami con il mondo della cultura e dell’arte, sono le sue pubblicazioni come Fin che c’è gioventù, La curiosa industria. Italo Cremona: un pittore al cinema, Pochi, maledetti e subito. Giorgio Venturini alla Fert (1952-1957), Officina torinese. Una passeggiata in 100 anni di cinema (con Steve Della Casa), C'era una volta. Il Museo Nazionale del Cinema a Palazzo Chiablese (1958 – 1985), Visioni, possibili itinerari cinematografici di Cesare Pavese, ma anche le tante interviste grazie alle quali giornalisti, studiosi e appassionati hanno nel tempo ricostruito i momenti fondamentali di una lunga e fertile stagione cinematografica. Una di queste interviste è firmata da uno dei più importanti storici del cinema italiano, Gian Piero Brunetta, e compare, per la prima volta nella sua versione integrale, sulle pagine dell’ultimo numero della rivista dell’AMNC, Mondo Niovo 18-24 ft/s, diretta da Caterina Taricano.

Come di consueto, il numero, interamente dedicato al premiato - e curato da Caterina Taricano, Vittorio Sclaverani e Matteo Pollone - sarà presentato in occasione della consegna del Premio Maria Adriana Prolo e conterrà, oltre alla lunga intervista in cui Ventavoli racconta la Torino del cinema, anche numerose testimonianze di amici e collaboratori tra cui Fiorenzo Alfieri, Mimmo Calopresti, Alessandro Casazza, Guido Davico Bonino, Steve Della Casa, Stefano Francia, Nicola Giuliano, Maria Rosa Masoero, Nerio Nesi e Baldo Vallero.

Dedicare questo premio e questo numero della rivista a Lorenzo Ventavoli ci riempie di orgoglio e di gioia – dichiara Caterina Taricano Ventavoli infatti è stato una guida e un modello importante per generazioni di cinefili, compresa la mia. È una figura virtuosa che con il suo esempio, e dimostrandosi sempre aperto al dialogo, ha insegnato moltissimo ai tanti giovani che negli anni si sono avvicinati al cinema.

Al termine della premiazione sarà proiettato Troppo tardi t’ho conosciuta di Emanuele Caracciolo (1939, 78'), unico film del regista tripolino che arrestato il 21 febbraio del 1944 dai nazisti fu una delle 335 vittime dell’eccidio delle Fosse Ardeatine. Nel dopoguerra il film fu considerato “perduto”, e solo nel 2003 – proprio grazie alle ricerche compiute da Ventavoli – venne ritrovata una copia in nitrato a Cuneo, presso la famiglia Girardi che ne aveva curato la distribuzione nell’Africa Orientale.

Il film – una delle primissime partecipazioni al cinema del famoso produttore Dino De Laurentiis, qui nelle vesti inedite di giovane attore – è una commedia brillante, tratta dal testo teatrale Il divo di Nino Martoglio. Protagonista è il tenore catanese Franco Lo Giudice che sullo schermo è Tonino, il figlio del proprietario di un mulino in cerca di fortuna come cantante. Anche il padre conta sul successo del figlio per vincere la concorrenza di un vicino mulino a vapore. Tonino, però, cade preda di un'avventuriera che punta ai suoi guadagni. Il padre, per aprire gli occhi al figlio, gli consiglia di fingere di perdere la voce, in modo da svelare gli intenti della donna che infatti lo abbandona immediatamente. Il tenore però perde effettivamente la voce a causa di un medicinale e rinuncia così alla carriera, tornando al suo mulino.

Il Premio Maria Adriana Prolo è un iniziativa curata dall'Associazione Museo Nazionale del Cinema nell'ambito del progetto Nuovo Cinema Piemonte 2019 sostenuto dalla Regione Piemonte e dalla Fondazione CRT.

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