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TORINO, 16 November 2019

Teatro Barrieradanza al Teatro Murialdo Torino Sabato 16 Novembre 2019 alle ore 21

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La nona stagione “Barrieradanza” 2019/20 al Teatro Murialdo, organizzata dalla Compagnia di Danza L’Araba Fenice, prende il via Sabato 16 Novembre alle ore 21 presentando la pregiata rassegna di danza che apre le porte alle scuole di danza del Piemonte.

IL CARTELLONE COMPLETO di “BARRIERADANZA” nova stagione 2018/19 

Renè Renato Cosenza direttore artistico della stagione e della Compagnia di Danza L’Araba Fenice propone,  anche per quest’anno un cartellone novità che apre le porte alle scuole di danza del Piemonte.

L’inaugurazione prevede un inizio in grande stile con la scuola di Giaveno (TO) diretta da Alessandra Pomata “Arte in Movimento” che si esibiscono in “Gambe Primitive”. Completano l’offerta del cartellone spettacoli realizzati da diverse scuole di prestigio del Piemonte.

 

Perché dedicare la stagione “BarrieraDanza” alle scuole? 

Cerchiamo di sintetizzare il nostro pensiero, gli argomenti in gioco sono tanti ma si possono raggruppare in alcuni punti cardine: 

Il futuro della Danza è certo, quello dei danzatori (Italiani) no.

I problemi del mondo della danza nascono, secondo noi,  da tre errate “visioni” del “sistema danza”: La mancanza di prospettive per il danzatore, la mancanza di formazione del genitore del futuro danzatore, la mancanza di una regolamentazione (e conseguente equiparazione universitaria dei titoli) dell’insegnamento della danza. 

Le prospettive: finito il percorso di studi e fatte le prime esperienze “sul campo” giunge il momento di trovare un lavoro (o una sequenza di “ingaggi”) che consenta di mantenersi danzando.

Si cade spesso nel pressapochismo delle piccole, estemporanee ed inconsistenti “compagnie di danza” locali, create spesso più per soddisfare un personale bisogno di protagonismo che per costruire un futuro culturale.

Mancano le compagnie stabili, mancano le grandi produzioni. Manca il “grande” pubblico e manca l’aiuto statale che troviamo abbondante in altri settori del lavoro.

Bisognerebbe, almeno, iniziare dalla scuola ad “educare” i giovani alla cultura dello spettacolo dal vivo e della danza nello specifico e bisognerebbe destinare una parte di quegli  “ammortizzatori sociali” come la cassa integrazione ai lavoratori dello spettacolo che, ci sembra, abbiano la stessa dignità degli operai e degli impiegati.

Secondo punto: la formazione dei genitori.

“porto la bambina a danza perché così fa attività fisica!”

Riallacciandoci al concetto che bisogna iniziare dalla scuola dell’obbligo, anche coloro che sono già parte attiva della società andrebbero “educati” sulla reale valenza della danza, non come semplice disciplina sportiva ma come strumento di formazione.

Ultimamente la danza è percepita attraverso la televisione come una “sfida” o come uno strumento per vendere prodotti, con queste premesse la strada è tutta in salita. Bisogna ridare dignità alla danza come strumento di formazione caratteriale e sociale  affinchè i genitori ripongano e trasmettano la giusta fiducia ai propri figli che frequentano i corsi.

Bisognerebbe altresì far passare il concetto che la danza non ha sesso, il danzatore in una società machista è spesso visto come una persona problematica o dal sesso incerto e comunque “su una strada poco seria” rispetto a coloro che scelgono lavori “più adatti ai maschi”. Scardinare questi preconcetti è essenziale per il futuro della danza in Italia.

 

Le regole.

Il mondo della scuola ha regole perfino troppo estese e complesse; Il mondo dell’insegnamento della danza è di fatto quasi senza regole.

Finito il percorso di formazione i giovani danzatori spesso non trovano altra soluzione che  emigrare, cercando fortuna all’estero, o aprire una scuola. Non c’è nulla di male in ciò, ma con che capacità e con quali titoli legalmente riconosciuti lo fanno?

Avranno per le mani il destino fisico e morale di giovanissimi allievi, una grande responsabilità!.

Ci sono circa 17mila strutture popolate da 1,4 milioni di allievi, tra i 4 e i 20 anni, un vero esercito che cresce in modo sempre più numeroso e senza alcuna regolamentazione ma gli unici titoli riconosciuti dallo Stato per insegnare danza sono rilasciati dall'Accademia Nazionale di Danza, istituita nel 1948, e che con la legge 508/99 è entrata a pieno diritto nell'ambito dell'alta cultura, divenendo Istituto di Alta Formazione Artistica di livello universitario. Ciò significa che nessun percorso professionalizzante è sostenuto e riconosciuto dallo Stato per la formazione dei danzatori classici e contemporanei, tranne quello dell'Accademia Nazionale di Danza, unico istituto che possa rilasciare attualmente anche diplomi di danzatore riconosciuti dallo Stato.

Noi pensiamo che se da un lato bisogna regolamentare meglio e più compiutamente questo settore, magari con una parificazione a “titolo universitario” del diploma di danzatore, dall’altro si deve ampliare la possibilità di accesso all’acquisizione di questi titoli, aumentando il numero e la collocazione territoriale delle scuole in grado di rilasciare questi diplomi; Come primo passo si potrebbe aprire scuole e compagnie di danza in tutti i principali teatri pubblici cittadini. Se il diritto all’istruzione è sancito essere di tutti e di tutte le classi, deve esserlo anche per la danza.



La Stagione prosegue con:

 

Per il mese di dicembre vede in scena per lo spettacolo di fine anno la Compagnia residente “L’Araba Fenice” con l’immancabile “Capodanno di Barriera di Milano” ormai giunto al suo nono appuntamento previsto per martedì 31 presenterà il  varietà “Grand Hotel” dedicato al trasformismo.  

Per le feste di Carnevale in scena “Galà di Danza”: sabato 8 febbraio con il Centro Danza Ciriè diretto da Federica Corgiat con uno spettacolo adatto a grandi e piccini.

A marzo un nutrito numero di spettacoli: sabato 14 da Susa arrivano gli allievi della scuola “Prestige” diretta da Eleonora Lombardo, a seguire domenica 15 Loredana Furno presenterà un “Galà di Danza” con il “Centro di Perfezionamento alla Danza”, mentre sabato 21 un nome ormai consolidato nella nostra stagione: “La Nouvelle Maison De La Danse” diretta da Carla e Cristina Perotti con “Invito alla Danza” un omaggio alla Danza Classica, Contemporanea e Moderna, ed infine domenica 29 Adriana Cava con il suo “Jazz Ballet”.

La rassegna si concluderà sabato 11 aprile con la “Star Dance” diretta da Roberta Ramazzina. 

 

I prezzi per assistere agli spettacoli: Intero 10 euro



TEATRO MURIALDO

In Piazza Chiesa della Salute 17/d – Torino

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