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TORINO, 16 November 2019

Teatro Quello che ho capito di De André, di e con Federico Dragogna - Off Topic, giovedì 28 novembre

Ingresso con offerta libera

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“Quello che ho capito di De André” non è un tributo a De André, né una lezione o una commemorazione: è davvero, semplicemente, quello che ho capito di lui e delle sue canzoni. È qualcosa che ho immaginato e scritto quando mi sono accorto che, forse, di Fabrizio De André - twittato da politici d'ogni sorta e bandiera, incensato nei salotti, nei musei e persino nelle scuole - ero io a non averci capito qualcosa. Da ragazzo avevo scelto le sue parole perché mi sembravano le più coraggiose e le più pericolose, ora che le ritrovo ovunque mi sono chiesto se è il nostro Paese che ha finalmente trovato il coraggio o se sono ancora bombe a cui qualcuno ha fatto un giardino intorno - così che da fuori, anno dopo anno, si finisca per vedere solo il giardino.

Non è un concerto anche se della musica c'è, non è un reading anche se ho dei fogli davanti: di sicuro c'è la mia voce, la sua e quella del tempo in cui tutti siamo immersi. Ed è qualcosa che ho deciso di fare in posti che erano interessati a questo discorso e che mi hanno chiamato, in posti in cui anche lui, credo, sarebbe venuto volentieri.

Fabrizio De André è per l’Italia un “poeta”: una bomba disinnescata dalla teca che molti si sono affrettati a costruirgli attorno, e che permette oggi a un qualsiasi politicante di citarlo e appropriarsene anche solo per un tweet. Proprio in tempi in cui un’ombra sul curriculum può distruggerti la vita, si sceglie un anarchico tesserato, bevitore accanito, fumatore accanito, figlio di papà e bestemmiatore come Maestro: siamo un Paese di ribelli o un rehab per ribelli? Di certo, tutto ciò che ha scritto e tutto ciò che scelse di vivere hanno ancora un’energia che nessun tweet o discorso ufficiale può sopprimere. Di questa energia, anche quando sporca e radioattiva, ne ho approfittato per anni - e ho deciso di raccontarla in un breve testo che parla di me, di lui e della libertà di scegliere la strada sbagliata.

Federico Dragogna



FEDERICO DRAGOGNA


Chitarrista, compositore, paroliere e produttore nato nel 1982 a Milano. Giornalista musicale per Mondadori (Tuttomusica come redattore e inviato) e Rizzoli (City, responsabile spettacoli per Milano) dal 2001 al 2009.

Nel 2005 fonda l'etichetta discografica Otorecords, nella quale opera come produttore artistico ed esecutivo (tra le produzioni, Ministri, Nielsa, Crooks, Mesas, Club 27). Dal 2006 al 2009 imposta e cura la comunicazione del Circolo Magnolia di Milano. Dal 2004 segue il progetto Iori's Eyes, duo milanese per il quale produce e pubblica due EP ("Everything Fits in The Yellow Whale" e "Matter Of Time") e un album ("Double Soul") che li porta a collezionare oltre 200 date in Italia e all'estero. Dal 2002 suona e scrive per "I Ministri", band con la quale firmerà per Universal nel 2008, pubblicando un EP e due album ("La Piazza", "Tempi Bui", "Fuori"), nonché la terza ristampa de "I Soldi Sono Finiti", l'album d'esordio del 2006 con l'euro in copertina. Dal 2006 ad oggi cura tutto ciò che riguarda la comunicazione della band, che nel frattempo si esibisce in oltre 600 concerti in giro per l'Italia e l'Europa - dai più noti festival della scena indipendente alle aperture per Coldplay, Deus nonché sui palchi di MTV Days, Primo Maggio e altri ancora. Con i Ministri, negli anni seguenti, pubblica per Warner "Per Un Passato Migliore" (marzo 2013), "Cultura Generale" (settembre 2015) e per Woodworm "Fidatevi" (marzo 2018). L'ultimo loro lavoro è di marzo 2019: la cover di "Inverno" di De André (di cui firma anche il missaggio) per la compilation "Faber Nostrum" curata da Sony.

Nel 2010 fonda assieme a Dente, F Punto, Enrico Gabrielli e Gianluca De Rubertis, il progetto di musica e cabaret i Calamari. Insegna dal 2012 "Comunicazione e Marketing della Musica" ai corsi di Santeria Social Club e in altri contesti (Bicocca, Tradeschool, Università di Firenze, etc). Nel frattempo continua la sua attività di produttore artistico per altre realtà, tra cui Le Luci della Centrale Elettrica - per gli album "Costellazioni" e "Terra" -, Paola Turci, Lucio Corsi e molti altri. Nel 2018 firma la sua prima colonna sonora per il documentario "The Man Who Stole Banksy", presentato al Tribeca Festival di New York e in Italia al Torino Film Festival.

 

Off Topic, via Pallavicino 35, Torino
Giovedì 28 novembre, ore 21 
Ingresso con offerta libera

Info
offtopictorino.it   011.0601768

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