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TORINO, 10 December 2019

Teatro Pirandello secondo Valter Malosti: all'Astra il suo Berretto a sonagli dal 17 al 31 dicembre 2019

E la sera del 31 brindisi con la compagnia

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Valter Malosti torna sul palco del Teatro Astra con Il berretto a sonagli di Luigi Pirandello. Un testo che nelle sue mani rivela il suo lato espressionistatragicomico, a tratti furiosoMalosti è impegnato nella doppia veste di regista e di interprete nei panni di Ciampa, uno degli affascinanti «buffoni tragici» della sua galleria.

Il berretto a sonagli va in scena al Teatro Astra per la Stagione TPE dal 17 al 31 dicembre 2019, esclusi i lunedì e i giorni dal 23 al 26 dicembre.

È una Produzione TPE che riprende l’allestimento del Teatro di Dioniso proposto con grande successo nel 2015. Accanto a Malosti un cast di alto livello. Beatrice Fiorica è interpretata da un’attrice molto amata e popolare anche presso il pubblico televisivo: Roberta Caronia, che tornerà in chiusura della Stagione TPE 19.20 come protagonista di Giulietta di Federico Fellini; Paola Pace dà vita con grande versatilità al doppio ruolo di Donna Assunta La Bella e dell’ambigua Saracena; Vito Di Bella è Fifì La Bella; Paolo Giangrasso è il delegato di polizia Alfio Spanò; Maria Lombardo la domestica Fana e Roberta Crivelli Sarina Ciampa.

 

 

Il Berretto secondo Malosti: dal siciliano all’italiano e ritorno

 

Con Il berretto a sonagli Malosti affronta per la prima volta Pirandello. Si confronta con uno dei testi più popolari del grande drammaturgo siciliano cercando di strapparlo allo stereotipo per restituirgli la forza eversiva originaria di quei «corpi in rivolta» posti al centro di una scena che è anche labirinto: una feroce macchina / trappola. Un testo che diventa vivissimo grazie alla violenza beffarda della lingua, una sorta di musica espressionista e tragicomica, molto evidente nel testo scritto in dialetto siciliano che è alla base del lavoro originale di drammaturgia condotto dal regista torinese.

 

Qualche nota sulla genesi del Berretto aiuta a capire il peculiare lavoro condotto da Malosti sul testo. La commedia viene scritta in origine nell’agosto 1916 in lingua siciliana con il titolo ‘A birritta cu’ i ciancianeddi per l’attore comico dialettale Angelo Musco, che la mette in scena al Teatro Nazionale di Roma il 27 giugno 1917. Il testo va in scena con i pesanti tagli apportati da Musco che oltretutto smarrisce il manoscritto originale. Quando l’autore prepara la versione in italiano è costretto a partire dal copione tagliato e rimaneggiato. Ed è in questa veste che la commedia viene rappresentata il 15 dicembre 1923 al teatro Morgana di Roma e in tutte le riprese successive.

 

La prima stesura de Il berretto a sonagli viene ritrovata soltanto nel 1965 e pubblicata nel 1988. È una scoperta sorprendente. Si tratta di un testo più duropoliticamente scorretto, a tratti ferocemente antimaschilista nelle battute sia di Beatrice sia dell’equivoco personaggio della Saracena. Presenta varianti significative che riguardano tutti i ruoli, e in particolare una scena totalmente espunta nella versione italiana posta nel manoscritto all’inizio del secondo atto.

 

L’originale siciliano può così diventare un mare linguistico in cui re-immergere il testo italiano, oltre che un prezioso corto-circuito dal punto di vista dei contenuti. Questa prima versione, infatti, ha offerto materia a Malosti per un lavoro di riscoperta e rilettura non solo linguistica, ma di ridefinizione di caratteri e ruoli affioranti dal recupero dei tagli capocomicali di Musco, mai ripristinati dall’autore nell’edizione italiana. Anzitutto la perdita di una possibile co-protagonista della commedia, accanto a Ciampa, in Beatrice Fiorìca, la moglie tradita.

 

Ne emerge una versione più schietta, dura, non «ripulita» del testo pirandelliano, affidata sia al dialetto della prima stesura sia a un italiano derivato da questa, che assume in sé elementi dialettali per permettere di affidare agli attori una partitura più ritmica e musicale e recuperare anche una dimensione più autenticamente popolare. Senza dimenticare un certo sapore da teatro di varietà e da Opera dei Pupi, che non tradisce però la «vita».

 

Lo spettacolo si inserisce nel solco delle rivisitazioni «d’autore» di Malosti, inaugurate dal felice lavoro tratto da La scuola delle mogli di Molière, per tre anni in tournée nei teatri italiani e con il recente Molière / Il Misantropo. Afferma Malosti: «Colgo nella pièce un carattere visionario come in Molière, e un andamento da farsa nera. Ciampa è per me un anello di quella catena di “buffoni tragici”, cui appartengono il Nietzsche di Ecce homo, l’Arnolphe de La scuola delle mogli e l’Alceste del Misantropo».

 

 

Valter Malosti

 

Regista, attore e artista visivo, Valter Malosti dal 2018 dirige la Fondazione Teatro Piemonte Europa di Torino. In precedenza è stato anima e direttore artistico della compagnia Teatro di Dioniso e ha diretto la Scuola per attori del Teatro Stabile di Torino dal 2010 al 2017. Nel 2017 ha ricevuto il premio internazionale Flaiano per la regia di Venere in pelliccia di David Ives. I suoi spettacoli hanno ottenuto numerosi altri premi dalla critica italiana e straniera. Ricordiamo, tra gli altri, il premio Ubu 2009 per la regia di Quattro Atti Profani di Antonio Tarantino e quello dell’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro sempre per Quattro Atti Profani e per Shakespeare / Venere e Adone. Nel 2004 Inverno di Jon Fosse ha ricevuto il premio Ubu per il miglior testo straniero messo in scena in Italia. Del 2004 è il premio Hystrio per la regia di Giulietta di Federico Fellini.

 

Fra le sue regie più recenti da quando è direttore del TPE: Shakespeare / Sonetti e Molière / Il Misantropo (2018), e La Monaca di Monza di Giovanni Testori che ha debuttato al Teatro Franco Parenti di Milano (2019). Nella primavera 2019, per il centenario della nascita di Primo Levi, ha ideato e realizzato il progetto Me, mi conoscete. Primo Levi a teatro, con la versione teatrale di Se questo è un uomo al Teatro Carignano, del Sistema periodico al Teatro Astra e de I sommersi e i salvati al Teatro Regio per Biennale Democrazia 2019. Se questo è un uomo ha richiamato finora oltre 25.000 spettatori in tutta Italia e ha da poco ricevuto due nomination ai Premi Ubu 2019: miglior regia a Malosti e miglior progetto sonoro a Gup Alcaro.

 

Ha messo in scena nel 2006 Le nozze di Figaro di Mozart per il Teatro Regio di Torino e curato prime esecuzioni di opere contemporanee di Michael Nyman, Azio Corghi, Marco Tutino e Philip Glass. Numerose le regie radiofoniche per Radio3 Rai. Come attore ha lavorato in teatro in numerosi spettacoli di Luca Ronconi, e, fra gli altri, con Federico Tiezzi e Giorgio Barberio Corsetti; nel cinema con Mimmo Calopresti, Franco Battiato e Mario Martone. È stato protagonista del Manfred di Schumann/Byron in un progetto che ha visto collaborare il Teatro Regio di Torino con il Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale.

 

 

Roberta Caronia

 

Attrice palermitana, diplomata giovanissima all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, entra subito a far parte della Compagnia dei Giovani del Teatro di Roma e da lì inizia un viaggio che la vede interprete della grande prosa, da Brecht a Shakespeare, da Strindberg ai Tragici, anche in tournée internazionali, dal Festival di Madrid all'Olimpico di Vicenza fino al Teatro Antico di Epidauro. Nel 2009 al Teatro Greco di Siracusa vince il Premio della Stampa con il ruolo di Antigone al fianco di Giorgio Albertazzi per la regia di Daniele Salvo che la dirige anche ne La Tempesta al Festival Shakespeariano di Verona.

 

Nel 2012 è la protagonista femminile di The Coast of Utopia di Tom Stoppard, per la regia di Marco Tullio Giordana. Tra gli altri, lavora anche con Y.  Kokkos, W. Pagliaro, V. Pirrotta, E.  Giordano e Valter Malosti che la dirige nel Berretto a sonagli e in Ifigenia in Cardiff. È vincitrice del Premio Virginia Reiter 2017 e della Menzione d’Onore al Premio Duse 2018. Sul grande schermo nel 2011 è in concorso al Festival del Cinema di Roma con l’opera prima di Samuele Rossi La Strada Verso Casa, per il quale vince la Menzione speciale al Terre di Siena Film Festival. Recita anche in Lea (2015) ancora una volta diretta da Marco Tullio Giordana. nel 2018 veste il ruolo di Silvana in Momenti di trascurabile felicità, per la regia di Daniele Luchetti. In tv lavora con registi come Pellegrini, Tavarelli, Ribuoli, Angelini, Lodovichi, Marengo e Sironi. Nel 2017 è la protagonista femminile nella mini-serie di Rai1 I fantasmi di Portopalo con Beppe Fiorello e Giuseppe Battiston. Nel 2018 è stata tra i protagonisti della serie Rai Il Cacciatore nell’enigmatico ruolo di Vincenzina Bagarella. Nell’autunno 2019 veste i panni del Commissario Leonardi nella serie di Rai1 La strada di casa che la vede coprotagonista al fianco di Alessio Boni e Sergio Rubini.

 

 

Il regalo TPE per le feste

 

Dopo il successo dello scorso anno torna il regalo di Natale TPE realizzato in collaborazione con le Cantine Planeta. L’offerta prevede: due ingressi a scelta al Teatro Astra + 1 bottiglia di vino Terebinto Planeta a soli 26 €.

I due ingressi possono essere scelti fra i seguenti spettacoli TPE: Il berretto a sonagli (Luigi Pirandello / Valter Malosti / Roberta Caronia), Queen Lear (Nina’s Drag Queen), Il Caso W (Claudio Morganti / Rita Frongia), Another Round for Five (Cristiana Morganti).

 

L’offerta è acquistabile fino al 6 gennaio 2020 presso la biglietteria del Teatro Astra e fino ad esaurimento dei prodotti dedicati alla promozione. Non è valida per lo spettacolo del 31 dicembre 2019.

 

Il vino. Terebinto è una Doc Menfi annata 2017, proveniente da uve 100% Grillo. Il terebinto è un arbusto dalle fronde lucenti, da sempre legato alla Sicilia e al paesaggio Mediterraneo, da occidente a oriente. Terebinto Planeta è un Grillo in purezza, colore giallo chiaro con riflessi verdi: fresco e vibrante nonostante una discreta presenza alcolica. Aromatico e intenso al naso con note di pompelmo rosa. Equilibrato e complesso al palato.

 

 

Spettacolo di Capodanno 

 

Come rinunciare a godersi un grande Pirandello la sera dell’ultimo dell’anno prima del veglione? Appuntamento al Teatro Astra martedì 31 dicembre h 20,30. Seguirà un brindisi con la Compagnia. La serata si concluderà attorno alle 22.30. Biglietto 35 €, 30 € per gli abbonati TPE.

 

 

Riscritture pirandelliane

 

Sulla vicenda delle diverse versioni de Il berretto a sonagli e di altre opere di Pirandello martedì 10 dicembre 2019 alle ore 11 nell'Aula Studium Lab (Atrio di Palazzo Nuovo, via Sant'Ottavio, 20 - Torino) si tiene l'incontro a ingresso libero dal titolo Riscritture pirandelliane. Intervengono:

  • Katia Ippaso, giornalista, drammaturga, autrice
  • Valter Malosti, regista, attore e artista visivo
  • Claudio Vicentini, professore emerito di Storia del teatro dell'Università di Napoli «L'Orientale»
  • Federica Mazzocchi, DamsTorino
  • Armando Petrini, Dams Torino

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Lo spettacolo

 

17-31 dicembre 2019

h 21; mer h 19.30; dom h 17

Riposo il lunedì e nei giorni 23, 24, 25 e 26 dicembre

Teatro Astra, via Rosolino Pilo 6 – Torino

 

Il berretto a sonagli

di Luigi Pirandello

 

Adattamento e regia Valter Malosti

Con Roberta Caronia, Valter Malosti, Paola Pace, Vito Di Bella,

Paolo Giangrasso, Maria Lombardo, Roberta Crivelli

Luci Francesco Dell’Elba

Scene Carmelo Giammello

Costumi Alessio Rosati

Produzione TPE -Teatro Piemonte Europa

 

Personaggi e interpreti 

Beatrice Fiorìca  Roberta Caronia
Ciampa Valter Malosti
Donna Assunta La Bella/La Saracena Paola Pace
Fifì La Bella Vito Di Bella
Alfio Spanò Paolo Giangrasso
Fana Maria Lombardo
Sarina Ciampa Roberta Crivelli 

DURATA: 90 minuti senza intervallo

  

Biglietti 

INTERO: 25,00 €

RIDOTTO: 17,00 €

UNDER 30: 10,00 €

Info, biglietti e abbonamenti: www.fondazionetpe.it

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