Torino News

TORINO, 23 January 2020

Varie PLAY IT LOUD! Sette film sul pentagramma Torino | Cinema Centrale | 28 gennaio - 24 marzo 2020

Opening Party venerdì 24 gennaio: Hyperfunk Live Set

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Play It Loud! Sette film sul pentagramma, la rassegna dedicata a cinema e musica che dà il via alle iniziative organizzate da AIACE Torino per il nuovo anno, avrà come preludio venerdì 24 gennaio, un Opening party ospitato a Mondo Musica (via Modena 47/F), dalle 19 alle 24, con ingresso gratuito. La serata vedrà la prima uscita pubblica di Hyperfunk, progetto nato dalla collaborazione tra Pierfunk, primo bassista dei Subsonica e co-fondatore dei Motel Connection, e Ale Di Maggio, storico dj torinese. Il loro live set renderà omaggio alle musiche protagoniste dei film presentati dalla rassegna, che prenderà il via il 28 gennaio e si protrarrà fino al 24 marzo al Cinema Centrale, con proiezioni sempre di martedì, alle ore 21.30.

Sostenuta dalla Regione Piemonte, Play It Loud! è organizzata in collaborazione con Seeyousound e Sottodiciotto & Campus e fa da ponte ai due Festival, anticipando sia la VI edizione della manifestazione che racconta la musica attraverso il grande schermo (21 febbraio – 1° marzo), sia la XXI edizione della kermesse dedicata al cinema per i più giovani (28 marzo – 3 aprile).

Rassegna di titoli eterogenei per stili, modalità narrative, epoca di realizzazione, Play It Loud! è un viaggio attraverso generi, movimenti e protagonisti della storia musicale del XX secolo: un percorso visivo e sonoro che privilegia il cinema d’autore e che sarà accompagnato, a ogni tappa, da incontri sui temi affrontati specificamente da ogni film. Tutte le proiezioni saranno, infatti, introdotte da critici ed esperti di cui la scena musicale torinese è estremamente ricca e che presenteranno ciascuno il titolo in cartellone relativo al proprio particolare ambito di competenza o di interesse prevalente. 

Il film di apertura, 24 Hour Party People (28 gennaio), con cui il regista Michael Winterbottom racconta la Manchester degli anni 1976 -1992, “dagli albori punk alla morte dell’acid culture”, come recita il sottotitolo del lungometraggio, sarà presentato da Alberto Campo. La pellicola successiva, Mystery Train (4 febbraio), con cui Jim Jarmush si avventura nella Memphis non solo città natale di Elvis Presley, ma anche culla del blues, del soul e del rock’n’roll, sarà introdotta da Maurizio Blatto. A seguire, Federico Sacchi presenterà il biopic Nico, 1988 (11 febbraio), in cui la regista romana Susanna Nicchiarelli ricostruisce gli ultimi anni di carriera di una tra le massime icone pop del XX secolo, l’ex modella e cantante dei Velvet Underground Christa Päffgen. Lo storico esordio dei Beatles sul grande schermo, A Hard Day's Night (3 marzo), firmato dall’eclettico Richard Lester, regista-cantore della “Swinging London” e tra i protagonisti del Free Cinema, sarà accompagnato dall’intervento di Carlo Bordone. Il film drammatico diretto dal giamaicano Perry Henzell e girato nei ghetti di Kingston The Harder They Come (10 marzo), che ha contribuito in modo determinante a rendere il reggae un fenomeno mondiale, sarà introdotto da Paolo Ferrari. Il documentario Something From Nothing: The Art of Rap (17 marzo), con cui uno dei padri dell’hip hop, Ice-T, racconta la storia del genere musicale nato nei ghetti neri, sarà presentato da Enrico Bisi e da Dj Double S. La rassegna si chiuderà con Bound for Glory (24 marzo), tratto dall’omonima autobiografia di Woody Guthrie e diretto da Hal Ashby – uno dei registi più ingiustamente dimenticati della gloriosa generazione della Nuova Hollywood – commentato da Eddy Cilia.

 

INGRESSI:

Ingresso alle proiezioni della rassegna: gratuito per i soci AIACE (tessera 2020 acquistabile direttamente al cinema); per i non soci, usuali tariffe del cinema.

 

INFO:

AIACE Torino, Galleria Subalpina 30, Torino; tel. 011 538962; aiacetorino@aiacetorino.it, www.aiacetorino.it

Cinema Centrale, Via Carlo Alberto 27, Torino; tel. 011 540110

Mondo Musica Bistrot - Disconet, Via Modena 47/F, Torino; tel. 011 1950 0232; info@disconet.it

 

Rassegna realizzata nell’ambito di Torino Città del cinema 2020



Cinema Centrale, ore 21.30

 

MARTEDÌ 28 GENNAIO

 

24 Hour Party People di Michael Winterbottom (Gran Bretagna 2002, 117’)

Manchester 1976: ispirato da un concerto degli allora sconosciuti Sex Pistols il presentatore televisivo Tony Wilson (Steve Coogan) fonda la Factory Records, etichetta a cui si legheranno gruppi come i Joy Division, A Certain Ratio, New Order, Happy Mondays e molti altri. Nel film le vicende di queste band s'intersecano con quelle del club Haçienda, di proprietà della stessa Factory Records, destinato a diventare la mecca della Club Culture. Attraverso gli occhi dello stesso Wilson, camaleontico guru della cosiddetta "Madchester", il racconto di un quindicennio, dagli albori del punk fino al 1992, che rese la città inglese e la sua innovativa comunità musicale famose nel mondo.

 

Introduce: Alberto Campo

Critico musicale e progettista culturale, collabora con "La Repubblica", "Billboard Italia", "Il Tascabile" e "Il Giornale della Musica". Cura a Trento la rassegna di concerti "Transiti" e il festival “Distretto 38”.


MARTEDÌ 4 FEBBRAIO

 

Mystery Train (Martedì notte a Memphis) di Jim Jarmusch (USA 1989, 113’)

Al suo quarto lungometraggio Jim Jarmush fa tappa a Memphis, dove tre storie, con personaggi diversi, si intrecciano intorno al mito di Elvis Presley. Condensato in un arco temporale di 24 ore, un ritratto della capitale del Tennessee come luogo di desolazione urbana e, insieme, di culto perché, come ricorda uno dei protagonisti, il giovane turista giapponese (Masatoshi Nagase), lì sono nati il blues, il soul e il rock’n’roll. E Memphis non è meta di pellegrinaggio solo per The King, ma anche per la storica Sun Records, per cui incisero artisti come W.C. Handy, Roy Orbison, Jerry Lee Lewis, Johnny Cash, Carl Perkins e tanti altri. Anche in questo film Jarmush si circonda di musicisti: da John Lurie, autore della colonna sonora, a Tom Waits, che presta la voce come annunciatore radio, a Joe Strummer in veste di attore. Nel cast anche Nicoletta Braschi e Steve Buscemi.

 

Introduce: Maurizio Blatto

Firma storica della rivista musicale “Rumore”, scrittore, autore di libri che definisce “a metà tra Nick Hornby e la commedia all'italiana”, nonché noto "spacciatore" di vinili torinese.

 

 

 

 

MARTEDÌ 11 FEBBRAIO

 

Nico, 1988 di Susanna Nicchiarelli (Italia 2017, 93’)

Un biopic e insieme un road-movie dedicato agli ultimi anni di Christa Päffgen, in arte Nico, interpretata dall’attrice danese Trine Dyrholm. Vicina alla cinquantina, la “Sacerdotessa delle tenebre” conduce a Manchester un’esistenza solitaria – molto lontana dai giorni gloriosi in cui era la musa di Warhol, la cantante superstar dei Velvet Underground, l’ex modella dalla bellezza leggendaria — quando il suo nuovo manager Richard (John Gordon Sinclair) la convince a fare un tour europeo per promuovere l’ultimo album. Al di là del mito Nico-Icon, il ritratto di una donna e di una madre in lotta con i suoi demoni e le conseguenze di un tragico stile di vita, che tanto tempo prima le è costato la custodia del figlio, così come di un’artista coraggiosa e controtendenza sino alla fine della carriera. Premio Orizzonti per il miglior film al 74° Festival di Venezia.

 

Introduce: Federico Sacchi

Musicteller e organizzatore di eventi, opera da più di tre lustri in campo musicale. Ha collaborato con numerosi festival di cinema e di musica. Dal 2017 è socio fondatore e direttore artistico del centro culturale FuoriLuogo.

 

MARTEDÌ 3 MARZO

 

A Hard Day's Night (Tutti per uno) di Richard Lester (Gran Bretagna 1964, 87’)

Il cult che segnò la prima apparizione sul grande schermo dei Beatles e servì da lancio pubblicitario per il loro terzo album. In un’originale miscela di finto documentarismo, gag surreali, sottotrame improvvisate, il quartetto di Liverpool viene seguito in una serie di divertenti avventure che fanno da contorno a una loro esibizione. Costruito sul clamoroso successo che il gruppo ebbe fin dal suo esordio e sulla già allora inarrestabile beatlesmania, A Hard Day's Night è la prima e diretta testimonianza della nascita di un fenomeno mediatico senza precedenti, in grado di catturare il momento in cui i Fab Four divennero gli idoli di un’intera generazione cambiando la musica per sempre. Diretto da Lester con grande verve, fotografato da Gilbert Taylor in un raffinato bianco e nero, interpretato dal quartetto con accattivante autoironia, il film si rivelò destinato a rivoluzionare il concetto di film musicale e lo stile di ripresa dei concerti, nonché a esercitare enorme influenza sulla successiva produzione di videoclip.

 

Introduce Carlo Bordone

Giornalista, copywriter e docente di comunicazione, collabora con “Il Fatto Quotidiano” e “Rumore”. Ha pubblicato e tradotto per Arcana e Giunti vari libri di argomento musicale.


MARTEDÌ 10 MARZO

 

The Harder They Come (Più duro è, più forte cade) di Perry Henzell (Giamaica 1973, 109’)

Singolare e riuscito mix tra film musicale e gangster movie nato sull’onda del successo dell’allora astro nascente Jimmy Cliff, qui al suo esordio di attore nella parte di un giovane campagnolo che s’inurba a Kingston inseguendo il sogno di diventare un famoso cantante reggae, ma finisce impigliato nella rete della malavita organizzata. Prima pellicola di produzione interamente giamaicana, co-finanziata dalla Island Records di Chris Blackwell (in seguito artefice del successo planetario di Bob Marley), il film è diventato un cult grazie all’eccezionale colonna sonora che, composta da brani originali di Cliff, di Toots and the Maytals, di Desmond Dekker e di molti altri artisti giamaicani, ha avuto un ruolo fondamentale nella diffusione internazionale del reggae.

 

Introduce: Paolo Ferrari

Giornalista e dj, scrive per “La Stampa”, “TorinoSette” e “Rumore”. Ha iniziato a pubblicare e a dedicarsi all’attività radiofonica nel 1985 occupandosi di reggae e suoni d’Africa.

 

MARTEDÌ 17 MARZO

 

Something from Nothing: The Art of Rap di Ice-T e Andy Baybutt (USA/Gran Bretagna 2012, 106’)

Un viaggio nel cuore della musica rap guidato dalla voce dei suoi protagonisti. Uno dei padri dell'hip-hop, il rapper, attore, doppiatore e produttore discografico Ice-T, indaga con il filmmaker inglese Andy Baybutt origini ed evoluzione del genere musicale nato negli anni ‘70 nei ghetti neri statunitensi: come è passato dalle strade delle periferie alle vette delle classifiche? Come nasce un pezzo hip-hop? Esiste il rischio che questo genere stia diventando eccessivamente pop e perda la sua forza? A rispondere, una schiera di intervistati in cui figurano nomi leggendari – come Afrika Bambaataa, Eminem, Nas, Mos Def, Kanye West, Chuck D, KRS-One, Snoop Dogg, Run-DMC, Ice Cube e molti altri – che raccontano segreti e aneddoti del loro lavoro, illustrano stili e tecniche, improvvisano rime ed esibizioni a cappella, rendendo un corale tributo alla musica capace di creare “qualcosa dal nulla” e di diffondersi ovunque nel mondo.  

 

Introducono Enrico Bisi e Dj Double S

Enrico Bisi è regista e autore di Numero Zero - Alle origini del rap italiano (in streaming su Netflix Worldwide), direttore di Sottodiciotto Film Festival & Campus e docente di Regia cinematografica al DAMS di Torino.

Dj Double S ha condiviso il palco con i più grandi della scena hip hop italiana e aperto concerti di molti artisti d'Oltreoceano. Fanatico e appassionato di vinile, Mixtape King fin dagli anni '90, è il dj ufficiale di Fabri Fibra e Tecniche Perfette. 


MARTEDÌ 24 MARZO

 

Bound for Glory (Questa terra è la mia terra) di Hal Ashby (USA 1976, 147’)

Dall’omonima autobiografia di Woody Guthrie, la storia della formazione del folksinger americano che coincide con un viaggio nel cuore della storia statunitense. Nel 1936, nel periodo della Grande Depressione, il giovane Woody Guthrie (David Carradine), che sbarca il lunario dipingendo le insegne dei negozi e suona la chitarra per hobby, abbandona il Texas per cercare fortuna in California. Il film segue tre anni delle sue peripezie, dai suoi vagabondaggi in treno ai suoi incontri con altri lavoratori precari come lui – quell’umanità dolente e oppressa che ispirerà la sua presa di coscienza politica e, poi, tante sue canzoni – fino agli inizi della sua carriera di musicista. Considerata una delle pellicole più toccanti tra le tante dirette con successo da Hal Ashby, il film ha vinto il Premio Oscar per la miglior fotografia e la miglior colonna sonora non originale.

 

Introduce Eddy Cilia

Critico musicale e blogger, collabora con “Blow Up” e “Audio Review”. Ha all’attivo numerose pubblicazioni, sia come autore, sia come curatore e traduttore di volumi di argomento musicale.







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