Torino News

TORINO, 23 January 2020

Varie FORESTS | EXPERIMENTING performance di Mali Weil - PAV – Parco Arte Vivente Torino

Venerdì 7 e sabato 8 febbraio 2020

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FORESTS | EXPERIMENTING
performance di Mali Weil
in collaborazione con PAV – Parco Arte Vivente Torino
Centro Sperimentale d’Arte Contemporanea
Via Giordano Bruno, 31, 10134 Torino

AZIONE 1  |  venerdì 7 febbraio 2020 | h. 16.00
AZIONE 2  |  sabato 8 febbraio 2020 | h. 18.00
Ingresso libero 

“Perhaps they are a riot, a party, a free space, an invisible space, a non-space, a common-place”

Venerdì 7 e sabato 8 febbraio Mali Weil presenta per la prima volta a Torino la performance Forests | Experimenting  per PAV – Parco Arte Vivente.

Forest | Experimenting fa parte di un percorso di ricerca di Mali Weil sulla foresta in quanto spazio storicamente antitetico e allo stesso tempo complementare alla città. La foresta diventa un luogo in cui ripensare l’essere cittadini, e quindi ripensare il concetto stesso di cittadinanza. “La foresta – afferma Mali Weil - rappresenta un eccezionale serbatoio relazionale di natura politica, per millenni è stata la palestra in cui costruire una relazione con l’alterità”.

Forests | Experimenting è un atto di “forestazione” del quotidiano che apre un passaggio verso altri mondi possibili. Mondi dove la parola cittadinanza ha un senso e una consistenza diversa da quelle che ha nel “mondo in atto.” “Il nostro mondo attuale è circondato da un’infinità di altri mondi possibili” - scrive Lubomir Dolezel in Heterocosmica. 

La performance si sviluppa in una duplice azione, che consiste nell’assemblaggio di una serie di protocolli, composti di questionari e narrazioni, per attuare degli esperimenti mentali con il pubblico sull’idea di altre cittadinanze possibili.

La performance si struttura in 2 giornate: nella prima, venerdì 7 febbraio, l’azione sarà affidata ad un gruppo di ragazze e ragazzi della scuola media IC Sinigaglia - Succ. Ada Negri di Torino, mentre nella seconda, sabato 8 febbraio, a dei performer professionisti. Per la realizzazione del progetto Mali Weil ha scelto di lavorare sia con degli adolescenti che con un gruppo di esperti invitati dall’ambito giuridico e filosofico, ma anche dal mondo dell’attivismo e del design, che, stimolati dagli artisti, costruiscono e attivano un protocollo immaginativo, creando, in sinergia con Mali Weil, un corpus di esperimenti mentali pensati per immaginare altre forme possibili cittadinanza. 

La foresta è l’oggetto di una ricerca, tutt’ora in corso, dove accade un processo di de-familiarizzazione che svela quel principio magico-linguistico, che ci assoggetta a nozioni come umano, istituzione, natura, cittadinanza.

Unendo il linguaggio performativo a strumenti teorici dell’epistemologia e del design speculativo, Mali Weil invita i visitatori a partecipare alle azioni perdendosi in questa ricerca, i cui confini coincidono con i limiti storici e geografici dell’immaginario politico occidentale.

La foresta, in questa prospettiva, non è solo lo spazio fisico e concettuale, che impone la ridefinizione della nozione di cittadinanza, ma è soprattutto lo stesso atto del rimettere in discussione i limiti e il significato del nostro essere cittadini a “fare foresta”.

Foresta è quindi l’ambiente che gli esperimenti mettono in atto, riscrivendo di volta in volta la propria cornice concettuale e giuridica, politica e filosofica, attraverso il procedimento narrativo della fictio.

Tale procedimento, sviluppato durante la performance, è in grado di assemblare diversi piani di realtà, come fa il diritto, ma anche il sogno, la magia, la poesia.

La fictio linguistica e performativa, quindi, è premessa e risultato dell’azione proposta, e la configura come un esperimento per istituire zone di azione politica tramite strumenti linguistico-narrativi.

La forma filosofica dell’esperimento mentale e le pratiche immaginative del critical design si fondono in una partitura di political dreaming.

In questo movimento la foresta non è più foresta, ma una polifonia narrativa, rituale, con una duplice funzione critica e ludica, per creare mondi fittizi e “metterli al lavoro”.

È qui che diventa centrale il sorprendente potere immaginativo dei ragazzi e la loro abilità di “creare foreste” attraverso un gioco verbale aperto, in grado di istituire la propria realtà senza ridurre o abrogare l’esistente -potremmo definirla una capacità sciamanica data l’agilità con cui dialogano con il diverso. 

Il lavoro si articola infatti anche tramite diverse sessioni laboratoriali con i ragazzi della scuola media IC Sinigaglia - Succ. Ada Negri di Torino che saranno protagonisti dell’azione dell’8 febbraio 2020. 

Forests | Experimenting è il terzo episodio di un processo di forestazione, preceduto da Forests | Recomposing, svoltosi in forma di lecture al Trento Film Festival in aprile e Forests | Unlearning performance presentata a SAAL Biennaal International Performing Arts Festival (Tallinn, EE) in agosto.

Oltre alla parte performativa, inoltre, Forests comprende anche un film e un’open school che apre in maniera temporanea e su invito.

La ricerca è condotta in partnership con Centrale Fies, Compagnia di San Paolo e curata da Mali Weil. 

Mali Weil è una piattaforma artistica costituita da Elisa Di Liberato, Lorenzo Facchinelli e Mara Ferrieri, di base a Trento (IT).

Dal 2012 sviluppa una ricerca che indaga le potenzialità della performance come motore di creazione e spazio di diffusione di immaginario politico. La sua produzione spazia dalla performance al design, da prodotti editoriali a format audiovisivi. Dal 2013 ha la direzione creativa dell’art-based brand Animal Spirits per il quale ha realizzato diverse linee, prodotto performance, tenuto workshop in università e accademie in Italia e all’estero. Mali Weil, inoltre, collabora stabilmente con Fies Core, l’incubatore culturale di Centrale Fies, in qualità di fondatore e project developer ed è artista associato di Centrale Fies.

www.maliweil.org

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