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TORINO, 31 January 2020

Teatro Un triangolo noir e sanguinario: all'Astra La monaca di Monza di Testori-Malosti

da mercoledì 5 a domenica 9 febbraio 2020

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Teatro Astra Torino
Via Rosalino Pilo,6
Torino 
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Arriva per la prima volta a Torino per la Stagione TPE 19.20 La monaca di Monza di Giovanni Testori nell’adattamento per tre voci e regia firmati da Valter Malosti. Lo spettacolo ha debuttato con grande successo di pubblico e critica nel febbraio 2019 al Teatro Franco Parenti di Milano. Lo spettacolo - prodotto da TPE – Teatro Piemonte Europa, Centro Teatrale Bresciano, Teatro Franco Parenti, Teatro di Dioniso con il sostegno dell’Associazione Giovanni Testori - è in scena al Teatro Astra da mercoledì 5 a domenica 9 febbraio 2020.

 

Fra i più importanti intellettuali italiani del Novecento, Giovanni Testori (1923-1993) dedica nel 1967 un’ampia opera teatrale alla figura della Monaca di Monza: figura storica di grande complessità prima ancora che personaggio dei Promessi sposi. Valter Malosti concentra ora il dramma di Testori su un triangolo: la protagonista Marianna De Leyva (Federica Fracassi), una vita circondata di violenza fin dal suo stesso concepimento; l’amante Gian Paolo Osio (Davide Paganini), vero e proprio eroe nero e sanguinario che finisce i suoi giorni barbaramente trucidato; la conversa (Giulia Mazzarino) assassinata dai due per metterla a tacere. I tre personaggi sono in realtà già morti. Parlano come revenants, isolati ognuno nel proprio flusso di coscienza.

 

«Credo che pochi artisti italiani portino nella propria figura le stimmate dell'artista moderno come Giovanni Testori - osservava Piero Citati nel 1971 -. Il suo bisogno fatale di andare oltre, sempre più avanti e lontano, dove nessuno possa sostare con lui: il suo disperato desiderio di conoscere il peccato, la dannazione, il rimorso e il delirio; e la fredda volontà di costruirsi, giorno per giorno, ora per ora, libro per libro, un destino tragico, cosa più moderno di questo?».

 

Nella versione di Testori, come in una soggettiva cinematografica, la protagonista, da morta, rivive la vicenda fin dal suo proprio concepimento avvenuto con atto brutale del padre su una delicata figura di madre, per poi passare a rievocare il disperato amore per Gian Paolo Osio, vero e proprio eroe nero e sanguinario che finisce i suoi giorni barbaramente trucidato.

 

Valter Malosti dirige Federica Fracassi, interprete sensibile alle nuove drammaturgie, votata alle scritture più visionarie, feroci, poetiche degli ultimi anni e già intensa interprete dell’universo femminile testoriano nei panni di Erodiàs, Cleopatràs e Mater Strangosciàs (i Tre lai del 1992). Entrambi pluripremiati dalla critica italiana, Malosti e Fracassi tornano a lavorare insieme dopo Corsia degli incurabili di Patrizia Valduga (Festival delle Colline Torinesi 2010, interpretazione che frutta a Fracassi la nomination al Premio Ubu come miglior attrice protagonista). Una performance violentemente poetica, amplificata dalle voci e dai corpi di Davide Paganini e Giulia Mazzarino che affiancano Fracassi in scena. Fondamentale il contributo delle scene e luci di Nicolas Bovey e dei costumi firmati dal Premio Ubu Gianluca Sbicca e del progetto sonoro ideato e curato dallo stesso Malosti.

 

La monaca di Monza è il capitolo più recente del lungo e appassionato lavoro che Malosti ha condotto attorno a Testori: un percorso che nasce da un grande amore per lo scrittore lombardo e che accompagna il regista da anni. Nel 2002 in Vado a veder come diventa notte nei boschi ha raccontato il ciclo di affreschi della Vita e Passione di Cristo di Giovanni Martino Spanzotti nella Chiesa di S. Bernardino in Ivrea partendo proprio dall’emozionato saggio dedicato loro da Testori nel 1958 (G. Martino Spanzotti: gli affreschi di Ivrea). Ha portato in scena nel 2008-09 Passio Laetitiae et Felicitatis, premio Anct 2009 per la migliore attrice a Laura Marinoni; Le maddalene (da Giotto a Bacon), un progetto con le musiche originali di Carlo Boccadoro; il percorso testuale-visivo Le Monache di Testori, figure monacali femminili da «Tentazione nel Convento» alla «Monaca di Monza», con Federica Fracassi. Del 2016 è l’adattamento e regia de L’Arialda per il Teatro Stabile di Torino.

 

Così Malosti racconta la sua lettura della Monaca testoriana: «In Testori Marianna De Leyva è una sorta di revenant che strappa se stessa, fantoccio di carta, dalla Storia scritta. La parola si fa carne, rimette insieme le sue “ossa maledette” per dar vita ad una blasfema eppur umanissima resurrezione. La tragica vicenda della protagonista  prende forma con un andamento temporale distopico, e come in soggettiva cinematografica, addirittura fin da dentro il ventre materno, dal concepimento, dall’atto brutale del padre padrone, passando per gli opifici e le fabbriche  e le macchine e le benne della Monza e della Milano degli anni Sessanta, fino a rivivere il disperato amore, che è il cuore pulsante del testo, per Gian Paolo Osio vero e proprio eroe nero, sconcio e sanguinario che finirà i suoi giorni barbaramente trucidato. L’operazione drammaturgica (l’adattamento è per tre sole voci), e di regia, è volta alla radicale scarnificazione del testo, lasciando da parte quel sentore vagamente “pirandelliano” che si annusa nel testo completo, lasciando che l’andamento da feroce confessione, sviluppata in un dialogo apparente con l’inquisitore, si trasformi in quello che il nucleo del testo in realtà è, e cioè un atto violentemente ed eminentemente poetico, già lì ad esprimere una condizione “germinale” del teatro come prova “religiosa”, “immobile”, “lacerante e senz’esiti”,  come ha scritto Barbara Zandrino, una interrogazione spinta fino alla blasfema chiamata in giudizio di Dio, con furioso slancio eretico, per aver voluto così la creazione».

 

 

Valter Malosti

 

Regista, attore e artista visivo, Valter Malosti dal 2018 dirige la Fondazione Teatro Piemonte Europa di Torino. In precedenza è stato anima e direttore artistico della compagnia Teatro di Dioniso e ha diretto la Scuola per attori del Teatro Stabile di Torino dal 2010 al 2017. Nel 2017 ha ricevuto il premio internazionale Flaiano per la regia di Venere in pelliccia di David Ives. I suoi spettacoli hanno ottenuto numerosi altri premi dalla critica italiana e straniera. Ricordiamo, tra gli altri, il premio Ubu 2009 per la regia di Quattro Atti Profani di Antonio Tarantino e quello dell’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro sempre per Quattro Atti Profani e per Shakespeare / Venere e Adone. Nel 2004 Inverno di Jon Fosse ha ricevuto il premio Ubu per il miglior testo straniero messo in scena in Italia. Del 2004 è il premio Hystrio per la regia di Giulietta di Federico Fellini.

 

Fra le sue regie più recenti da quando è direttore del TPE: Shakespeare / Sonetti e Molière / Il Misantropo (2018), e La Monaca di Monza di Giovanni Testori che ha debuttato al Teatro Franco Parenti di Milano (2019). Nella primavera 2019, per il centenario della nascita di Primo Levi, ha ideato e realizzato il progetto nazionale Me, mi conoscete. Primo Levi a teatro, con la versione teatrale di Se questo è un uomo al Teatro Carignano, del Sistema periodico al Teatro Astra e de I sommersi e i salvati al Teatro Regio per Biennale Democrazia 2019. Se questo è un uomo ha richiamato finora oltre 25.000 spettatori in tutta Italia e ha ricevuto due nomination ai Premi Ubu 2019: miglior regia a Malosti e miglior progetto sonoro a Gup Alcaro.

 

Ha messo in scena nel 2006 Le nozze di Figaro di Mozart per il Teatro Regio di Torino e curato prime esecuzioni di opere contemporanee di Michael Nyman, Azio Corghi, Marco Tutino e Philip Glass. Numerose le regie radiofoniche per Radio3 Rai. Come attore ha lavorato in teatro in numerosi spettacoli di Luca Ronconi, e, fra gli altri, con Federico Tiezzi e Giorgio Barberio Corsetti; nel cinema con Mimmo Calopresti, Franco Battiato e Mario Martone. È stato protagonista del Manfred di Schumann/Byron in un progetto che ha visto collaborare il Teatro Regio di Torino con il Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale.

 

 

Federica Fracassi 

 

Si forma giovanissima alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi e segue il lavoro di Carmelo Bene, Luca Ronconi, Thierry Salmon, Romeo Castellucci, Cesare Ronconi. Fonda insieme al regista teatrale Renzo Martinelli la compagnia Teatro Aperto, oggi Teatro i, che gestisce l’omonimo spazio a Milano, una vera e propria factory del teatro contemporaneo. In teatro ha lavorato fra gli altri con Valerio Binasco, Valter Malosti, Antonio Latella, Luca Micheletti, Sonia Bergamasco, Andrea Chiodi e ha ricevuto numerosi premi come miglior attrice protagonista: Premio Ristori, Premio Olimpici del Teatro, Premio della Critica, Premio Franco Enriquez, Menzione d’onore e Premio Eleonora Duse, Premio Ubu.

 

Al cinema esordisce nel 2010 in Happy Family di Gabriele Salvatores, seguono, tra gli altri, Bella addormentata di Marco Bellocchio e Un giorno devi andare di Giorgio Diritti (2012), Il capitale umano di Paolo Virzì (2014), Antonia di Ferdinando Cito Filomarino (2014), La vita oscena di Renato De Maria (2014), Sangue del mio sangue di Marco Bellocchio (2015), Pagliacci di Marco Bellocchio (2016), Gli sdraiati di Francesca Archibugi (2017), Benedetta follia di Carlo Verdone (2018), Mi chiedo quando ti mancherò di Francesco Fei (2019).

 

Nelle ultime stagioni teatrali lavora a Raffiche, dedicato a Splendid’s di Jean Genet, con la compagnia Motus ed è protagonista di Louise e Renée, regia di Sonia Bergamasco e drammaturgia di Stefano Massini da Mémoires de deux jeunes mariées di Honoré de Balzac. Nella stagione 2019/2020 è Cassandra in Ecuba di Marina Carr per la regia di Andrea Chiodi. È protagonista di un avvincente percorso che attraversa l’opera di Giovanni Testori: partendo dai Tre Lai incarna la regina Erodiàs, in entrambi i casi diretta da Renzo Martinelli e nel 2019 è la Monaca di Monza diretta da Valter Malosti. 

 

Si dedica a un percorso parallelo di letture poetiche con musica dal vivo insieme a compositori e musicisti contemporanei tra cui Lamberto Curtoni (violoncello), Piercarlo Sacco (violino e viola), Andrea Dieci (chitarra classica), Manuel Buda (chitarra classica), l’ensemble Sentieri Selvaggi. Tra i reading si ricordano Dora Pro Nobis di Concita De Gregorio e Insieme di e con Mariangela Gualtieri. Collabora come attrice e modella alle sfilate e agli spettacoli di Antonio Marras. È una delle protagoniste della serie tv Luna Nera, prodotta da Fandango e Netflix.

 

 

Davide Paganini

 

Attore e regista produttore, si è diplomato alla scuola internazionale di teatro Auroville diretta da Augusto Zucchi a Roma nel 2002, ha preso parte a diverse produzioni di teatro, televisione, cinema. È stato invitato come attore e regista a diversi festival teatrali italiani. Lavora in teatro, televisione e cinema.

 

 

Giulia Mazzarino

 

Nata a Torino nel 1990, dopo gli studi all'Accademia di Belle Arti si diploma nel 2018 alla Scuola per Attori del Teatro Stabile di Torino diretta da Valter Malosti dove studia movimento con Alessio Maria Romano e partecipa a Choròs, il luogo dove si danza. Incontra Michele Di Stefano alla Biennale di Venezia e lavora con Raffaella Giordano sul set del film Capri-Revolution diretto da Mario Martone. Debutta nei panni della Ragazzina di Roberto Zucco e interpreta Nina ne Il gabbiano entrambi diretti da Licia Lanera. Interpreta Ofelia nell'Amleto di Valerio Binasco ed è la giovane Caterina ne La monaca di Monza diretta da Valter Malosti. Ha recentemente preso parte alla serie tv L'amica geniale diretta da Saverio Costanzo. Nel 2019 è stata candidata miglior attrice under 35 al Premio Virginia Reiter.

 

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Lo spettacolo

5-9 febbraio 2020

h 21; mer h 19.30; dom h 17 

Teatro Astra, via Rosolino Pilo 6 – Torino

 

La monaca di Monza

di Giovanni Testori

 

Adattamento per tre voci e regia Valter Malosti

Con Federica Fracassi, Davide Paganini, Giulia Mazzarino

Scene e luci: Nicolas Bovey

Costumi Gianluca Sbicca

Cura del movimento Marco Angelilli

Progetto sonoro Valter Malosti

Suono e programmazione luci Fabio Cinicola

Produzione: TPE – Teatro Piemonte Europa / Centro Teatrale Bresciano / Teatro Franco Parenti / Teatro di Dioniso con il sostegno dell’Associazione Giovanni Testori

 

Durata: 100 minuti

 

 

Biglietti

 

INTERO: 25,00 €

RIDOTTO: 17,00 €

UNDER 30: 10,00 €

Info, biglietti e abbonamenti: www.fondazionetpe.it

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