Torino News

TORINO, 04 March 2020

Teatro ANNULLATO / Luciana Savignano e Matteo Di Girolamo in Bolero, prigionia di un amore Teatro Erba – giovedì 19 marzo ore 21

Il Gesto e l’Anima 2019-20 41ª stagione di Danza e Arti Integrate

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ANNULLATO / 

TEATRO NUOVO TORINO
Il Gesto e l’Anima 2019-20
41ª stagione di Danza e Arti Integrate

Nuovo appuntamento con la 41ª edizione de Il Gesto e l’Anima, uno spettacolo di Milena Zullo, Bolero, prigionia di un amore, con la partecipazione straordinaria dell’étoile internazionale Luciana Savignano, l’attore Matteo Di Girolamo ed i Solisti C.P.P. Padova Danza diretta da Gabriella Furlan Malvezzi

Teatro Erba – giovedì 19 marzo ore 21
Con Luciana Savignano e Matteo Di Girolamo
Bolero, prigionia di un amore 

con la partecipazione straordinaria dell’Étoile Internazionale LUCIANA SAVIGNANO

C.P.P. PROGETTO #padovadanza2019 - uno spettacolo di Milena Zullo

interpreti Luciana Savignano, Matteo Di Girolamo

ed i Solisti C.P.P. Padova Danza diretta da Gabriella Furlan Malvezzi

regia, coreografie e testi di Milena Zullo - musiche di M. Ravel ed Enrico Gabrielli


Il Bolero di Ravel risuona in noi come un eco atavico, attaccato a quella memoria collettiva che ci portiamo dentro consapevoli e non…

Allo stesso modo l'immagine ed il contenuto che Bejart ci ha donato è divenuto, per moltissimi di noi una pietra miliare, rimasta impressa nella nostra retina, al primo eco delle note.

Il brano musicale racchiude in sé una magia, una forza capace di ipnotizzare, è un mantra che ci conduce lentamente ed inesorabilmente nella caverna della nostra intimità.

È tanto tempo che sento forte il richiamo e l'esigenza di cimentarmi e perdermi, lasciando scorrere il mio racconto a partire da queste note, ma il profondo rispetto e l'ammirazione per il capolavoro bejartiano mi hanno paralizzata ed al tempo stesso hanno alimentato il desiderio di liberare altri umori, altre immagini. La sensualità e l'erotismo che grida libertà in Bejart, non poteva che essere il mio punto di partenza; quel grido di libertà diviene qui un grido di prigionia.

Sul tappeto ritmico mantrico, sempre più antico e sempre più vincente, si snodano le due melodie, si distendono sul talamo ritmico e crescono, avvicendandosi, come due voci distinte, facenti parte di una medesima natura. Queste due voci sono diventate per me, suggestionata oggi e da tempo, da tanto anacronistico femminicidio, sono diventate le voci di vittime e carnefici, il racconto della prigionia di un amore malato, un mantra che grida dentro il silenzio.

La presenza di Luciana Savignano, limpido gioiello di noi tutti e dell'Arte Tersicorea, regala ancor più a questo lavoro, il desiderio umile di continuità.

Luciana Savignano racchiude in sé l'iconografia del Femmineo più nobilmente inteso, è il simbolo dell'anima e della carne dell'essere Donna, quanto più di prezioso altra donna e la società tutta possa mai partorire; Diverrà qui, racconto di una mortificazione che pesa sulla nostra incapacità, ancora oggi, di proteggere una laica Sacralità, macchiandoci dell'onta di non riuscire a proteggere la Bellezza. Malgrado la tematica affrontata viri inevitabilmente e maggiormente verso il tessuto emotivo femminile, più atrocemente colpito; volutamente la voce ed il corpo della voce è stato affidato ad un uomo, poiché la violenza di genere non ha confini, poiché il dramma della violenza sulle donne è pure degli uomini che restano.

Altra presenza fondamentale e narrativa diviene l’integrazione e la presenza del Musicista all’interno della partitura di Ravel, come all’interno del nostro racconto.
Le note estrapolate dal celebre brano, colonna portante di tutta l’opera, diventeranno echi e racconti della dimensione emotiva che affronteremo.

Declineranno i pensieri e produrranno nuove azioni. La voce dello strumento musicale diventerà via via un focus, intorno al quale le vicende umane si allacceranno le une alle altre, saranno di volta in volta la voce più intima o il frastuono capace di ricondurci verso il reale quando invece non divenga sonorità di un’ipnosi, fuga verso l’ignoto.

Così la voce ed il suo corpo dapprima estranei alla danza, poi sempre più vaganti e presente nella scena, interromperanno il racconto musicale, il racconto si snoderà sotto gli occhi di chi guarda e non si accorge, trovandosi sempre più dentro, sempre più invischiato, assistendo e vivendo da padre, da madre, da fratello, da amico, da vittima e da carnefice le orride vicende sempre più dimentiche della BELLEZZA. Milena Zullo

 

INFO PRATICHE e BIGLIETTERIE

 

Intero € 22,50 (+1,5) – Ridotto € 16,50 (+1,5) 

TEATRO NUOVO  c.so Massimo D’Azeglio 17 - 011.6500211 - nuovotnt@tin.it - www.teatronuovo.torino.it

ACQUISTO ONLINE www.vivaticket.it - E’ POSSIBILE PAGARE ANCHE CON L’APP SATISPAY

 

Circuito Torino Spettacoli:  ERBA  c.so Moncalieri 241, 011.6615447;

GIOIELLO via Colombo 31, 011.5805768;  ALFIERI  p.zza Solferino 4 011.5623800

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