Torino News

TORINO, 04 March 2020

Mostre MASSIMO VITALI | NEBOJSA DESPOTOVIC | REINAS al MEF - Museo Ettore Fico Torino

fino al 5 luglio 2020

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Indicazioni di contatto
MUSEO ETTORE FICO
Via Francesco Cigna,114
Torino 
+39 011 853065  Link al sito  E-mail

Nebojša Despotoviċ. The Golden Harp
mostra e catalogo a cura di Andrea Busto testi in catalogo Andrea Busto, Eugenio Viola
da sabato 15 febbraio a domenica 19 aprile 2020
da mercoledì a domenica dalle 11 alle 19 

Le opere di Nebojša Despotoviċ sono inesorabilmente avulse da un contesto riconoscibile e, anche se tutte ci appaiono come estranee alla nostra vita, molte parlano di esperienze che riconosciamo, risultando come riflesse in uno specchio annebbiato ma famigliare. I personaggi/attori che le popolano recitano parti in cui l’artista stesso si immedesima, a tal punto, da assegnare dei nomi o dei nomignoli alle figure mentre le dipinge. Il fatto poi che sembrino personaggi in costume, li fa sembrare ancora più reali perché trasposti in un mondo senza tempo, senza precisi riferimenti al nostro vissuto e tutto appartiene a un momento infinito nella grande commedia della vita. 

Nebojša Despotoviċ è nato a Belgrado, Serbia nel 1982. Vive e lavora tra Treviso e Venezia. Egli attinge a piene mani dal patrimonio iconografico collettivo e personale recuperando vecchie fotografie e immagini. Ritagli di giornali, libri, manuali e riviste diventano il punto di partenza dal quale l’artista costruisce le proprie opere. La ricerca di Despotoviċ, attenta alla definizione e alla rappresentazione del concetto di identità, sottrae solo apparentemente le immagini all’oblio del tempo. Ricoperte e alterate con la pittura, le scene narrate acquisiscono un carattere indefinito e inattuale, ricondotte ad un tempo remoto. Nel 2011 ha partecipato alla prestigiosa residenza alla Fondazione Bevilacqua La Masa ed è stato selezionato per la 54a Biennale di Venezia a rappresentare le Accademie Italiane all’Arsenale. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti e premi. Nel 2012 ha vinto il Premio Euromobil Under 30 ad ArteFiera di Bologna e il premio Mango Young Artist Award alla fiera Swab di Barcellona. Nel 2013 ha vinto il Premio Celeste per la sezione sperimentale Raw Zone ad ArtVerona. Nel 2015 ha vinto il premio speciale Art Prize ad ArteFiera di Bologna e nel 2016 il premio Rotary Prize ad ArtVerona. Nel 2019 è stato selezionato come finalista alla ventesima edizione del Premio Cairo, presentato al Palazzo Reale di Milano. 

Ha partecipato a numerose mostre in spazi pubblici e privati. A febbraio 2014 ha presentato la sua seconda mostra personale Silent Fracture, Trento. 

 

Massimo Vitali. Costellazioni umane
a cura di Andrea Busto
da mercoledì 26 febbraio a domenica 5 luglio 2020
da mercoledì a domenica dalle 11 alle 19
catalogo: Steidl Verlag
mostra realizzata in collaborazione con:
Mazzoleni, London – Torino

La mostra si articola in circa 30 opere scelte in venticinque anni di produzione dell’artista. Il percorso espositivo non scandito in ordine cronologico è, a tutti gli effetti, una sorta di mostra antologica. Per chi conosce l’opera di Vitali sarà importante ritrovare le spiagge italiane assolate e gremite di gente in vacanza (1995), ma sarà anche una sorpresa vedere, per la prima volta in assoluto, gli scatti dei concerti di Jovanotti nel suo ultimo tour italiano del 2019. L’opera di Massimo Vitali attinge esteticamente alla storia dell’arte e non solo a quella della fotografia. Italiano d’origine, anglosassone di formazione e con una visione internazionale e attenta all’evolversi della ricerca d’avanguardia a cavallo tra il secolo scorso e quello attuale, l’artista appare come un fotografo incline a non lasciare tracce nelle sue opere di momenti legati a fatti storici identificabili. Il suo mondo estremamente raggelato e cristallizzato, appare come sospeso in un fermo immagine cinematografico. Non vi sono mai dettagli identificabili con fatti storici attuali, se non per i titoli che, talvolta, rimandano a raduni affollati o a serate di divertimento in discoteca.



REINAS
Zaza Calzia – Maria Lai – Lalla Lussu – Rosanna Rossi
da mercoledì 4 marzo a domenica 10 maggio 2020

Nel Sulcis Iglesiente, nella parte sud occidentale della Sardegna, a Villamassargia, esiste un orto secolare di ulivi innestati dagli abitanti tra il 1300 e il 1600 chiamato “S’Ortu Mannu”, l’orto grande. All’interno del parco di oltre tredici ettari, dimorano più di settecento ulivi secolari affidati alle cure delle famiglie del paese; tra di essi campeggia uno degli ulivi più antichi d’Europa chiamato “Sa Reina”: La Regina. Con oltre 16 metri di circonferenza del tronco, le sue chiome verdissime, i rami nodosi, “Sa Reina” sfida il tempo, le stagioni, la storia. Madre, guardiana coraggiosa, difende il territorio e quel poco che resta dell’antico sconfinato dominio.
La Sardegna è spesso un racconto al femminile, che affonda le sue radici nella Preistoria per giungere, con un bagaglio inestimabile di saperi antichi, alle soglie del nostro tempo. Prima dee, poi regine, poi artiste il viaggio prosegue, cambiano le armi ma il principio di resilienza resta immutato, quasi fosse geneticamente trasmesso, anche quando, l’occhio attento, mette a fuoco oltre il mare il mondo con la sua contemporaneità.
La mostra Reinas raccoglie e presenta le opere di quattro tra le più importanti artiste di Sardegna, tre generazioni a confronto e un focus sulla produzione dagli anni ‘70 ai giorni nostri.
Parliamo di quattro piccole antologiche dedicate a Maria Lai, Zaza Calzia, Rosanna Rossi e Lalla Lussu interconnesse tra loro a sottolineare punti di contatto e diversità di ricerca. Il percorso è tracciato da altrettante parole chiave che vogliono suggerire il tema caratterizzante dei nuclei selezionati lungo una narrazione che è anche scoperta, sorpresa, riflessione, in un tempo che scorre in ritmi differenti per creare esperienze personali e condivise.
Ecco quindi l’ago di Maria Lai sfilato da un muro cucito per “legare collegare” insieme i quattro temi della Parola, del Ritmo, del Colore e del Segno come capitoli selezionati da un unico libro. Immergendoci nella spiritualità di Lai, nell’ironia giocosa di Calzia, nei colori solari di Lussu, nel rigore estetico di Rossi scopriremo inusitate esperienze di ricerca che restituisco un territorio aggiornato, distante dagli stereotipi più comuni, dove isola non è isolamento ma spazio di convivenze in cui sottili rimandi tra passato e presente sono più chiari, meno disturbati da rumori bianchi. Sull’isola i silenzi profumano di eterno, ecco perché è più facile ascoltare.
Attraverso quattro tra le artiste più note del panorama sardo s’intende individuare un percorso comune che restituisce la capacità di trattare elementi peculiari della storia, della cultura, della natura del territorio sardo per restituirli alla collettività elaborati in linguaggi contemporanei aventi la straordinaria capacità di varcare geograficamente i confini “regionali” per divenire patrimonio collettivo internazionale.

 

MEF - Museo Ettore Fico, via Cigna 114, Torino
+39 011 853065
info@museofico.it

ORARI

Mercoledì - domenica → 11 - 19
Lunedì e martedì → chiuso

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