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INSTALLAZIONI MUSICALI AL CASTELLO DI MIRADOLO
San Secondo di Pinerolo News
SAN SECONDO DI PINEROLO, 03 October 2011
Varie Installazioni Musicali al CASTELLO DI MIRADOLO
Domenica 9 ottobre il Requiem di Ligeti nell'ambito della mostra "Viaggio in Egitto"
Domenica 9 ottobre, al Castello di Miradolo, a San Secondo di Pinerolo, si terrà la prima delle installazioni musicali del progetto Avant-dernière pensée, in occasione della nuova mostra “Viaggio in Egitto. L’Ottocento riscopre la terra dei faraoni”. L’esposizione resterà aperta sino al 29 gennaio 2012.
Avant-dernière pensée è un progetto musicale del maestro Roberto Galimberti: alle 15 e alle 17, quattro cantanti e un attore interpreteranno dei brani dal Requiem di Ligeti. Compositore contemporaneo, Ligeti ha realizzato molte musiche per i film di Stanley Kubrick, in particolare il Requiem (del 1966) è celebre nella colonna sonora di “2001 Odissea nello Spazio”.
“Ho scelto questa composizione – ha spiegato Galimberti – perché ritengo sia una musica che ricrei il mistero del viaggio, della ricerca e dello stupore, come immagino potesse essere per i primi esploratori dell’antico Egitto nell’Ottocento. Le variazioni su questo pezzo che proporremmo in successive domeniche vogliono essere una chiave di lettura emozionale e suggestiva della mostra”.
E l’atmosfera di mistero sarà ricreata anche da un gioco di luci e di buio, mentre nelle sale espositive quattro voci si alterneranno alla lettura brani di “Invito al viaggio” di Charles Baudelaire.
Il sistema di amplificazione, combinato con il riverbero naturale delle sale, offrirà al visitatore la possibilità di “attraversare l’esecuzione”, scegliendo tra molteplici punti di ascolto e osservazione. Il successivo appuntamento con Avant-dernière pensée sarà domenica 23 ottobre.
Le installazioni sonore sono incluse nel prezzo d’ingresso alla mostra.
Voluta e organizzata dalla Fondazione Cosso, la mostra "Viaggio in Egitto” è curata dall’egittologa Silvia Einaudi. Con questa esposizione, attraverso lettere, appunti, libri, stampe, fotografie, giornali di scavo e documenti originali di viaggiatori, studiosi, fotografi ed archeologi che si avventurarono lungo le sponde del Nilo nel corso dell’Ottocento, si vuole portare il visitatore a ripercorrere l’avventuroso viaggio da Alessandria d’Egitto sino alla lontana Nubia. I documenti esposti, provenienti da istituzioni pubbliche e collezioni private, sono in parte inediti e testimoniano lo straordinario interesse che l’Egitto suscitò nel mondo occidentale per tutto l’Ottocento.
Proprio per esprimere il significato che aveva a quel tempo il viaggio in Egitto, il percorso espositivo è diviso in sezioni allestite nelle varie sale del Castello: in apertura l’arrivo in Egitto, ad Alessandria, città in cui dall’Europa si arrivava via mare, per iniziare la visita nella terra dei faraoni. Si prosegue in un’immaginaria risalita lungo il Nilo, avanzando verso il Cairo, le piramidi e la Sfinge, passando poi per l’antica Tebe, oggi Luxor, e l’Alto Egitto, sino ad arrivare in Nubia. La mostra volge al termine con l’omaggio a tre figure italiane protagoniste dell’avventura ottocentesca in Egitto: Luigi Vassalli, milanese, archeologo e conservatore del Museo del Cairo nella seconda metà del XIX secolo, Gaetano Lodi, emiliano, pittore e decoratore tra l’altro dello Scalone di Palazzo Reale di Torino, celebre per i suoi acquarelli e le sue decorazioni su porcellane con motivi egizi e Giuseppe Parvis, ebanista lombardo, restauratore di importanti reperti dell’antico Egitto, famoso per la creazione di mobili ispirati all’arte egizia e araba, di gran moda fra la nobiltà e la borghesia italiana ed europea di fine Ottocento. Un cameo chiude il percorso di visita della mostra “Viaggio in Egitto”: si tratta dell’esposizione di una collezione unica al mondo di scatolette di sigari e sigarette da tutta Europa, in metallo e in carta, tutte con motivi ispirati all’antico Egitto, segno di quanto la terra dei faraoni era di moda e affascinava l’Ottocento in tutta Europa, Italia compresa.
Al Castello di Miradolo si trova esposto materiale autentico di viaggiatori come il piemontese Carlo Vidua, collezionisti di antichità tra cui Drovetti, Belzoni e il conte de Forbin, esploratori come Cailliaud e Gau, studiosi quali Champollion e Rosellini e persino dei primi “turisti”, tra cui ricordiamo una delle rare figure di donne spintesi in Egitto nei primi decenni dell’Ottocento: la baronessa von Minutoli. Ricca l’esposizione di fotografie d’epoca, con scatti eccezionali di Beato, Béchard, Bonfils, attivi in Egitto soprattutto a partire dalla metà del secolo. Infine testimonianze di quei primi archeologi che, tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi anni del Novecento, effettuarono scavi scientifici in Egitto, come il già citato Luigi Vassalli ed Ernesto Schiaparelli, con i suoi collaboratori tra i quali il pinerolese Virginio Rosa. Un’attenzione particolare, infine, è stata rivolta alle figure di alcune donne, come Amalia Nizzoli, di origini torinesi, e Sarah Belzoni, molto attente nel descrivere gli aspetti della vita quotidiana delle donne egiziane.
“L’Egitto è sempre stato una delle mete più ambite e sognate dai viaggiatori di tutti i tempi, sia da quelli antichi, a partire da Erodoto, sia dai moderni turisti. Ma l’Egitto dell’immaginario collettivo, quello delle piramidi, delle mummie e della Sfinge diventa di moda in Europa nell’Ottocento”, spiega la curatrice Silvia Einaudi.
Napoleone Bonaparte intraprende la “Campagna d’Egitto” nel 1798-1801, una spedizione militare ma con al seguito studiosi e artisti che iniziano a raccontare delle meraviglie della terra dei faraoni. Inizia così l’esplorazione del Nilo grazie a architetti, ingegneri, disegnatori, botanici, zoologi, cartografi al seguito dell’esercito napoleonico. Grazie poi alla modernizzazione del paese con l’ascesa al potere nel 1805 di Mohammed Ali, viceré d’Egitto che all’epoca era provincia dell’Impero Ottomano, e ai consigli che ricevette dal piemontese Bernardino Drovetti, console generale di Francia ad Alessandria d’Egitto, il paese si apre sempre di più agli occidentali, diventando la meta esotica per eccellenza dell’Europa della prima metà del XIX secolo. Parte la caccia ai tesori dei faraoni: intrighi, ostilità, complotti, fanno da sfondo a queste vicende affascinanti e curiose. E mentre in Italia si preparava e successivamente si viveva il Risorgimento, sui giornali, nella letteratura, nei sogni dei più giovani, ma anche nello stile, dall’arredamento sino alle scatolette di sigari e sigarette ornate con motivi egizi, l’Egitto diventava “di moda” nel Vecchio Continente.
La Fondazione Cosso, dopo aver dedicato in primavera una mostra alle donne “Protagoniste Dimenticate” del nostro Risorgimento, desidera con questa nuova mostra proporre figure di uomini e donne che, in quegli anni fondamentali della nostra storia, intrapresero avventure e viaggi alla scoperta di un paese misterioso e fecero scoperte archeologiche che tutt’oggi affascinano e costituiscono un patrimonio nella storia delle civiltà.
Orari
Martedì, mercoledì e giovedì dalle 14 alle 18 (mattino aperto su prenotazione per gruppi e scolaresche) e venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 18.30
Lunedì chiuso.
Costi
Intero € 7,00, ridotto € 5,00 (gruppi, convenzionati, studenti fino a 26 anni, over 65, militari), ridotto bambini sotto i 14 anni € 3,00. Gratuito per i bambini fino a 6 anni e i titolari dell’Abbonamento Musei.
Visite guidate
Tutti i sabati e le domeniche.
Il costo è di 3 euro a persona oltre al costo del biglietto di ingresso. Per orari e prenotazione telefonare al numero 0121 502761.
Per informazioni: Castello di Miradolo, tel. 0121 502761
www.fondazionecosso.it