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ROMA, 24 January 2012

Musica LOCANDA DELLE FATE venerdì 27 gennaio 2012 Jailbreak Roma

Ingresso 15 euro

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Jailbreak Roma
Via Tiburtina,870
Roma 
+39 0640815924  Link al sito 

Con una ricca formazione a due chitarre e due tastiere, e un eccellente livello tecnico, laLOCANDA DELLE FATE di Asti fu totalmente ignorata all'uscita nel 1977 del suo unico album per la Polydor, essendo arrivata troppo tardi in una scena musicale, quella del prog italiano, ormai in declino. Peccato, perché il loro progressive rock sinfonico, riccamente arrangiato, è ispirato ed originale, nonostante le ovvie influenze del lato romantico dei gruppi progressivi inglesi. 

Con gli anni Forse le lucciole non si amano più è diventato un esempio del prog italiano di ispirazione classica, con il bell'intreccio delle tastiere, atmosfere sognanti e ottime parti vocali, come nel lungo brano che dà il titolo all'album, e in Profumo di colla bianca o la conclusiva Vendesi saggezza. Dopo lo scioglimento avvenuto all'inizio degli anni 80, solo nel 2010 lo storico nome Locanda delle Fate è tornato a rivivere per alcuni concerti con una formazione comprendente i membri originari del gruppo Leonardo SassoOscar MazzoglioLuciano Boero e Giorgio Gardinooltre al chitarrista Massimo Brignolo e al tastierista Maurizio Muha
(www.italianprog.com)

La band presenterà il nuovo CD "The missing fireflies" ("Le lucciole mancanti"), ovvero quei brani, finora inediti nella versione studio, che non poterono trovare posto sul primo LP , "Forse le lucciole non si amano più", dato che per motivi tecnici su vinile non era (e non è tuttora) possibile superare i 25 minuti per lato, pena un decadimento inaccettabile della qualità sonora. Inoltre, l'album conterrà anche alcune tracce live tratte da un concerto del 1977, al Teatro Alfieri di Asti.

FORSE LE LUCCIOLE NON SI AMANO PIU' 1977 - LP - Polydor 2448 055A
L'incantevole strumentale "A volte un istante di quiete" firmato dal pianista classico Michele Conta, abilissimo nello strimpellare una miriade di strumenti a tastiera e gagliardamente spalleggiato dall'altro keys-man Oscar Mazzoglio, ci proietta in un mondo fantastico ed immaginifico, imperniato su pirotecniche ritmie che permettono di cambiare continuamente scenario. Le note melodiche di un pianoforte annunciano in sottofondo, nella title-track "Forse le lucciole non si amano più", l'entrata in scena dell'imponente front-man Leonardo Sasso, timido all'inizio per poi via via esaltarsi e raggiungere vette altissime grazie ad una voce del tutto particolare, roca, profonda, intensa. Il pezzo in questione si nutre attraverso irresistibili cambi di marcia e sonorità davvero ubriacanti che avvolgono togliendo il respiro. Il disco continua a prender corpo evidenziando un momento di lineare creatività nell'incantevole "Profumo di colla bianca", decisamente proustiana nella sua ispirazione. Un dolce ricordo dei giorni andati, la fanciullezza perduta riaffiorano nostalgicamente fra "...libri quaderni vecchi e un sogno rimasto a specchiarsi tra rovine di un giocattolo...". Emerge evidente il desiderio effimero, appartenente a ciascun essere mortale, di fermare il tempo "...voglia immensa di chiudere le porte della mia età ...". Ma il tempo è inafferrabile, distrugge ogni speranza ed illusione.

La seconda facciata del long-plaiyng ha inizio con "Cercando un nuovo confine", altro momento di intima melodia ove al cantato di Leonardo Sasso fanno eco le voci bianche di Ezio Vevey ed Alberto Gaviglio. Intrecci raffinatissimi donano spessore alle surreali liriche "...ora vesti tante luci dove non esiste il tempo ed i sogni di altri mondi sono quadri appesi al vento/e le stelle ti ameranno senza chiedere chi sei scivolando nel tuo cuore o posandoti su te/mille uomini celesti culleranno le tue notti mentre tutt'intorno suoni e dolci sentirai ..". Attenzione ora allo straordinario gioco di parole contenuto nella dannunziana "Sogno di Estunno", (dove "es" sta per estate, e "tunno" è l'autunno) ispirata proprio a quei giorni di fine estate che annunciano l'imminente stagione autunnale, velati da un sottile alone di tristezza e malinconia. Splendide giornate di sole che all'improvviso si rabbuiano annunciando la pioggia: "...Guardo camminando la mia ombra che scivola sui sassi mentre l'ultima pioggia dell'estate mi racconta delle mille cose che non ho...piove piano sopra i fiori di un'estate fa/piove sui ricordi antichi della gioventù...". L'elegante pezzo è contraddistinto da una gioiosa introduzione spezzata da una voce dura e tagliente che si inserisce in un caleidoscopio di immagini ed atmosfere dominato ancora una volta da felici e strabordanti tastiere. All'acustico "Non chiudere a chiave le stelle", in cui per la prima volta prevalgono le edulcorate chitarre di Vevey e Gaviglio, fa seguito il gran finale di "Vendesi saggezza". I musicisti all'unisono sviluppano un ampio spettro sonoro estremamente affascinante, ricco di sorprese ed atmosfere incantate che si risolvono in una serie di superlativi fraseggi velocissimi, dove la sezione ritmica si mette in luce per precisione ed agilità di esecuzione. "Forse le lucciole non si amano più" è opera sicuramente manieristica, tecnicamente ineccepibile, capace di competere egregiamente con altri lavori più blasonati ed incensati grazie ad una varietà di soluzioni adottate davvero impressionante, sorrette sempre da liriche che sfiorano la poesia d'autore. (Anselmo Patacchini)


LOCANDA
DELLE FATE

VENERDI 27 Gennaio
Inizio concerto ore 22

INGRESSO 15 euro
prevendite Greenticket.it

LINE UP
Leonardo Sasso • voce
Oscar Mazzoglio • tastiere
Luciano Boero • basso
Giorgio Gardino • batteria
Massimo Brignolo • chitarra
Maurizio Muha • tastiere

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