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UNO SGUARDO DAL PONTE SABATO 11 FEBBRAIO 2012 TEATRO MONTEROSA TORINO
Torino News
TORINO, 09 February 2012
Teatro UNO SGUARDO DAL PONTE Sabato 11 Febbraio 2012 Teatro Monterosa Torino
Intero: 10 Euro Ridotto: 8 Euro
L´emigrato italiano Eddie Carbone, portuale newyorchese, vive a Brooklyn con la moglie Beatrice e la nipote diciottenne Catherine, verso cui è morbosamente geloso. Quando ospita a casa sua Marco e Rodolfo, immigrati clandestinamente negli Stati Uniti, non riesce a sopportare che tra la nipote e Rodolfo nasca un reciproco interesse e si convince che il giovane stia cercando di farsi sposare per ottenere la cittadinanza americana. Dopo averlo più volte provocato, arriva addirittura a denunciarlo all´ufficio immigrazione e a farlo arrestare. La rivalità avrà esito tragico e sarà lo stesso Eddie a rimanere vittima della propria ossessione.
IL TESTO
Ambientato nella casa di un italoamericano di Brooklyn, il dramma si snoda sul tema classico di un amore insano che porta alla tragedia, inserendovi però interessanti e, per il tempo, coraggiosi elementi di critica sociale. La miseria degli immigrati italiani, la loro difficoltà di adattarsi al nuovo mondo, l´incapacità di comprendere un sistema di leggi che ritengono differente dall´ordine naturale delle cose e, soprattutto, la vacuità del sogno americano popolano. Una tragedia, come lo stesso Miller fa ammettere ai suoi personaggi, annunciata fin dall´inizio, perché quelle condizioni sommate a quei sentimenti, a quelle passioni, non possono portare che ad un unico risultato, un risultato tragico.
Di “Uno sguardo dal ponte” esistono due versioni: la prima, in un atto, rappresentata nel settembre del 1955 a New York, assieme con Ricordo di due lunedì; la seconda, in due atti, rappresentata nell´ottobre del 1956 a Londra. “Se questa storia era accaduta, e se non avevo potuto dimenticarla in tanti anni – ricorda Miller -, essa doveva avere per me un qualche significato, e potevo scrivere ciò che era accaduto, e perchè era accaduto; e del significato che ciò aveva per me, descrivere quel tanto di cui mi rendevo conto. Tuttavia desideravo lasciare l´azione così com´era, in modo che lo spettatore avesse la possibilità di interpretarne il significato interamente per conto suo, e accettare o respingere la mia interpretazione. Questa consisteva nell´orrore d´una passione che, nonostante sia contraria all´interesse dell´individuo che ne è dominato, nonostante ogni genere di avvertimento ch´egli riceve, e nonostante perfino ch´essa distrugga i suoi principi morali, continua ad aumentare il suo potere su di lui fino a distruggerlo”.
La seconda versione, quella che si può leggere nella traduzione italiana, nasce dalla precedente e ne costituisce il superamento, essendo il risultato di un processo di sostanziale rielaborazione drammaturgica e critica. Per capire il significato dei dramma, sia in se stesso come nelle intenzioni di Miller, è opportuno rifarsi ai motivi che hanno indotto l´autore ad attuarne la seconda edizione, tanto più che egli stesso ha avuto cura di documentare il fenomeno. Si deve dire innanzi tutto che la vicenda raccontata in uno sguardo dal ponte trae origine da un fatto di cronaca dal quale Miller fu profondamente e a lungo turbato: una torbida vicenda familiare, ambientata tra gli immigrati italiani di Brooklyn, per lo scrittore al medesimo tempo illogica e significativa, perfetta e misteriosa come una manifestazione del fato greco (non a caso a Broadway la scenografia era dominata da un frontone di stile greco). Uno sguardo dal ponte fu rappresentato per la prima volta in Italia nel gennaio del 1958 con una regia di Luchino Visconti salutata dalla critica come magistrale: protagonisti Paolo Stoppa, Rina Morelli, Marcello Giorda, Ilaria Occhini, Sergio Fantoni e Corrado Pani; le scene, particolarmente ammirate, erano di Mario Garbuglia. Nell´ottobre del 1967, nove anni più tardi, Raf Vallone, che sempre nel 1958 era stato protagonista del dramma nell´edizione parigina allestita da Peter Brook, ha riproposto al pubblico italiano, con la propria regia, l´opera, avendo al fianco Alida Valli, Massimo Foschi, Lucio Rama, Lino Capolicchio e Delia Boccardo; scenografo Enrico Job. Nel 1962 Raf Vallone fu anche protagonista dell´edizione cinematografica del dramma, per la regia di Sidney Lumet. Più recentemente, è stato interpretato nel 1983 da Gastone Moschin (con Graziano Giusti, Paila Pavese, Marco Maltauro), per la regia di Antonio Calenda, e, nel 1995, da Michele Placido, Guja Jelo, Nino Bellomo, Karin Proia, Beppe Zarbo, Ettore Bassi, diretti da Teodoro Cassano.
Sabato 11 Febbraio 2012, ore 21
Compagnia “Nuovo Palcoscenico”
UNO SGUARDO DAL PONTE
due atti di Arthur Miller
INFORMAZIONI: tutti i dettagliati degli spettacoli inseriti nella Rassegna “LUCI SULLA RIBALTA” sono visibili sul sito www.teatromonterosa.it Per informazioni chiamare il numero 011/23.04.153 con il seguente orario: dal Martedì al Venerdì ore 10-12 e 17-19 e il Sabato dalle 17 alle 19.
BIGLIETTERIA:
Intero: 10 Euro
Ridotto: 8 Euro
Abbonamento 5 spettacoli a scelta: 35 Euro